Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori Periodico fondato da Gesualdo Nosengo
LA SCUOLA E L’UOMO Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 Editoriale - Rosalba Candela «EDUCARE ALLA PACE PER RIPUDUARE LA GUERRA» 1 RUBRICHE DALLO SCAFFALE ALLO SCHERMO I. Spada 3a VITA DELL’UNIONE Nicosia 3a SOMMARIO Periodico fondato da Gesualdo Nosengo Via Crescenzio, 25 - 00193 Roma Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 Poste Italiane spa spedizione in abbonamento postale D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) ART. 1 COMMA 1 MP-AT/C/RM/ Autorizzazione del tribunale di Roma n. 452 in data 11 febbraio 1949 DIRETTORE Rosalba Candela DIRETTORE RESPONSABILE Luciano CORRADINI COMITATO REDAZIONALE Francesca GIAMMONA Maria Luisa LAGANI Caterina SPEZZANO Giovanna VENTURINO COORDINATORE DI REDAZIONE Elena FAZI PROGETTO GRAFICO Luigi GAGLIARDI Tel. 06 6875584 Presidenza: presidenza@uciim.it Segreteria: segreteria@uciim.it Tesseramento: tesseramento@uciim.it Redazione: redazione@uciim.it Amministrazione: amministrazione@uciim.it Consulenza: consulenza@uciim.it Webmaster: webmaster@uciim.it Sito internet: www.uciim.it Banca Intesa San Paolo IBAN IT56 A030 6909 6061 0000 0071 210 Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi Via Crescenzio, 25 - 00193 Roma Inviato in omaggio ai soci dell’UCIIM STAMPA Eurolit - Roma Questo numero è stato chiuso il 26 aprile 2022 Finito di stampare nel mese aprile 2022 ISSN 0036-987X Spiritualità - Padre Giuseppe Oddone LA SPIRITUALITÀ DI P. PIO DI PIETRELCINA. RIFLESSIONI 3 Andrea Porcarelli IL «TESORO» DELL’EDUCAZIONE E LE 9 IDEE DELL’UNESCO PER UN’EDUCAZIONE IN UN MONDO «POST-COVID» 6 Teresa Lapis-Luisa Celenghin L’IMPORTANZA DI DIRE 10 Samuele Giombi DA CRISTIANI NELLA SCUOLA OGGI RIFLESSIONI E PROPOSTE 14 Vita Minisci LA SCUOLA TRA RICERCA E SPERIMENTAZIONE: LA PLUSDOTAZIONE/GIFTEDNESS 17 INSERTO UN CURRICOLO VERTICALE DI EDUCAZIONE CIVICA I
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 1 Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM Edi tor iale potremo cancellare il ricordo delle sofferenze vissute, ma potremo offrire loro la speranza di un futuro più sereno e cercare di offrire loro gli strumenti per tradurre la speranza in realtà. L’intervento dei rappresentanti delle tre religioni non poteva che essere introdotto se non dal saluto SHALOM - LA PACE SIA CON VOI - AL-SALAMU ALAYKUM. L’UCIIM, infatti, dal 2019 ha costruito, insieme a rappresentanti delle tre principali associazioni delle religioni monoteiste del Mediterraneo, il progetto «Ebrei, Cristiani e Musulmani in dialogo per la pace nel mondo». Purtroppo il lockdown ne ha bloccato l’attuazione, ma restiamo tutti fortemente intenzionati a realizzarlo il prima possibile. Il primo intervento è stato quello della Prof.ssa Silvia Guetta dell’UCEI (Unione Comunità Ebraiche Italiane) docente di pedagogia della pace all’Università di Firenze. A seguire l’Imam Yahya Pallavicini della COREIS (Comunità Religiosa Islamica) e quindi è intervenuto di Ernesto Diaco, Direttore dell’UNESU (Ufficio Nazionale Educazione Scuola Università) della CEI. Ringraziamo ancora tutti per la collaborazione e la costante presenza. Ottimo, costruttivo e significativo il contributo dei partiti politici: l’On. Valentina Aprea di Forza Italia, l’On. Lucia Azzolina del Movimento 5 Stelle, l’On. Paola Frassinetti di Fratelli d’Italia, l’On. Mario Pittoni della Lega, l’On. Roberto Rampi del Partito Democratico. Le loro parole non sono state solo di apprezzamento per l’iniziativa, ma hanno offerto spunti, idee e suggerimenti per la prosecuzione di questo impegno. A seguire sono intervenuti: il giornalista Andrea Sarubbi con un’esposizione dal taglio vivace e originale su «La storia dell’oggi», Sono inguardabili le immagini dell’Ucraina devastata. Sono illeggibili le notizie dei bambini uccisi, donne violentate e uccise, tanti civili morti. Come è possibile tanta cattiveria… È per tutto ciò che oggi avviene in Europa che l’UCIIM nazionale ha sentito il bisogno e il dovere di organizzare il Convegno «Educare alla pace per ripudiare la guerra»: fermi nella convinzione che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. La nostra Unione è composta di docenti e dirigenti: persone che svolgono il proprio lavoro di educatori e formatori delle giovani generazioni. Certo non potevamo non far sentire la nostra voce in un momento così terribile per tutti. È per la nostra specificità che ci siamo occupati di costruire un’occasione di «Comunità Educante», invitando le autorità che ci sono sembrate più vicine al nostro obiettivo. Tutte le autorità che hanno partecipato, hanno apprezzato e condiviso questa impostazione. A cominciare dal Ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi che nel suo intervento iniziale ha ricordato i tanti bambini Ucraini che sono stati inseriti nella nostra scuola: «Bambini che parlano un’altra lingua e scrivono un altro alfabeto». Ha anche sottolineato che «bisogna però fare uno straordinario sforzo morale e spirituale per permettere loro di continuare ad avere speranze nel futuro». Il Ministro ci ha giustamente ricordato che la nostra scuola ha già accolto e accoglierà in futuro bambini e giovani che fuggono dalla guerra e dalla violenza. Non «EDUCARE ALLA PACE PER RIPUDIARE LA GUERRA»
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 2 E d i t o r i a l e espediente senza via di ritorno che rigettiamo con forza nella consapevolezza che l’unica via di progresso è la pace… Davanti alle atrocità e alla guerra non ci sono singole religioni o singoli partiti politici. C’è un’unica grande voce che grida PACE PACE PACE. Grazie fratelli Ebrei, Cristiani e Musulmani, grazie Onorevoli delle varie configurazioni politiche, grazie Signor Ministro Bianchi, per aver gridato con noi PACE PACE PACE. È con questa unità, con questo vicendevole rispetto, che si PROMUOVE LA PACE. Grazie bambini e ragazzi, per aver cantato e recitato con noi e per noi la PACE. Un grazie particolare, inoltre, al Ministro Bianchi e al Ministero dell’Istruzione per aver diffuso il Convegno la cui registrazione è presente nel canale https://youtu.be/dpZt02V3DyY e i cui atti saranno presto pubblicati. la Dott.ssa Lucrezia Stellacci con la sua consueta precisione e competenza circa la parte legislativa su «L’Italia ripudia la guerra…», la DT Caterina Spezzano che ha offerto esempi, stimoli, suggerimenti di taglio metodologico didattico su «Come educare alla pace». Senza voler far torto a nessuno, per noi gente di scuola fortemente emozionante è stata la rappresentazione degli alunni sul tema «I’ vo gridando: pace, pace, pace». La D.S. Paola Catanzaro ha introdotto i lavori degli alunni dell’Istituto Comprensivo 17 Montorio – Verona; la D.S. Maria Vittoria Pomili ha introdotto i lavori degli alunni dell’Istituto Comprensivo Città dei Bambini – Mentana; la D.S. Rosita Paradiso ha introdotto i lavori deli alunni del Polo Tecnico Scientifico Brutium – di Cosenza; La D.S. Chiara Di Prima ha introdotto i lavori degli alunni del Liceo Scientifico Galileo Galilei Palermo. Come sempre i giovani hanno saputo trovare parole, gesti, musiche ed esprimerle con sincerità e intensità. Dei loro interventi citiamo solo alcuni stralci. GRAZIE, ISTITUTO COMPRENSIVO 17 - VERONA …La ricerca della pace richiede coraggio non fa sconti ad alcun oltraggio La ricerca della pace abbatte ogni muro La ricerca della pace rende il mondo più sicuro… GRAZIE, POLO TECNICO SCIENTIFICO BRUTIUM – COSENZA …Non rifiutiamo mai il prossimo, rispettiamo…impariamo la storia, per non rifare gli stessi errori… GRAZIE, ISTITUTO COMPRENSIVO CITTÀ DEI BAMBINI – MENTANA …Nessuna civiltà potrà essere considerata tale se cercherà di prevalere sulle altre… GRAZIE, LICEO SCIENTIFICO GALILEO GALILEI - PALERMO …La guerra è un anacronismo, un
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 3 Padre Giuseppe Oddone, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM Spi r i tual i tà da quali sentimenti sia divorata la povera anima. Credetemi pure, padre, che delle sfuriate, che alle volte ho fatto, sono causate proprio da questa dura prigionia, chiamiamola pure fortunata» (1). Immerso nel vulcano sempre ardente dell’amore di Gesù: di qui nasce la sua comunicazione. È una Parola di Dio vissuta e vivente in lui, che brucia nel contatto con Dio, e nell’unione mistica e nell’assimilazione della passione di Gesù. Straordinario mistico P. Pio che diceva »Io resto un mistero a me stesso» e si definiva «Io sono solo un uomo che prega», cioè che vive in continuo contatto con Dio. La sua era una parola profetica, solitamente dolce, tenera e confortante per i peccatori pentiti, ma talvolta veemente e rude (le sue sfuriate!) che cacciava via, che denunciava e svergognava, se non vedeva volontà di conversione, perché egli aveva il dono di leggere nei cuori. Per questo motivo i suoi detti, le sue sentenze – era efficacissimo nel concentrare in una sola frase il suo pensiero a seconda delle persone che incontrava e si esprimeva talvolta in dialetto – avevano un valore oracolare, si conficcavano nel cuore, erano lava incandescente di quel vulcano sempre acceso che bruciava dentro di lui, erano ritenute una prosecuzione e una applicazione del Vangelo. Non solo le sue parole, ma i suoi gesti e soprattutto il suo sguardo metacomunicava, dolce o aspro che fosse: era sempre uno sguardo indagatore che penetrava nell’anima come un fascio di luce che scopre ed inquadra quello che magari uno vorrebbe tenere Ricorre quest’anno il 20° anniversario della canonizzazione di P. Pio da Pietrelcina (1887 – 1968), elevato all’onore degli altari da Papa Giovanni Paolo II il 16 giugno 2002. Sono in atto diverse iniziative per ricordare questo evento, soprattutto nel suo Santuario di San Giovanni Rotondo. Tralasciando le sue vicende biografiche mi limito a descrivere solo alcuni aspetti della spiritualità di P. Pio: il suo modo di comunicare, la croce di Gesù, l’Eucaristia, la devozione alla Vergine Maria, l’apostolato come grazia di operare per i fratelli. La Comunicazione per P. Pio Ogni persona che educa e si pone in rapporto con un’altra persona ha un suo nucleo ispiratore, una sua teoria della comunicazione, per lo più subliminare ed inconsapevole, sulla modalità di contatto con gli altri. «Confesso innanzitutto che per me è una grande disgrazia il non sapere esprimere e mettere fuori tutto questo vulcano sempre acceso che mi brucia e che Gesù ha immesso in questo cuore così piccolo. Il tutto si compendia in questo: sono divorato dall’amore di Dio e dall’amore del prossimo. Dio per me è sempre fisso nella mente e stampato nel cuore. Mai lo perdo di vista: mi tocca ammirarne la sua bellezza, i suoi sorrisi, e i suoi turbamenti, le sue misericordie, le sue vendette o meglio i rigori della sua giustizia. Immaginate voi con tutta questa privazione di libertà propria, con tutto questo legamento di potenze sia spirituali che corporali LA SPIRITUALITÀ DI P. PIO DI PIETRELCINA. RIFLESSIONI (1) Cfr. P. GERARDO DI FLUMERI, Omaggio a P. Pio, San Giovanni Rotondo 1984, pag.25
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 4 S p i r i t u a l i t à se la persona a cui si rivolge nella lettera fosse davanti a lui ed egli la vedesse, è uno stile incisivo e suadente, esortativo e ricco di espressioni affettive coinvolgenti, di interrogative, di esclamazioni,rivelatrici di una persona compassionevole, con sentimenti di forte intensità: «Se dipendesse da noi, mia cara, lo stare in piedi, oh! Allora non ci staremmo mai!» (5). In Padre Pio – come del resto con sfumature diverse in molti altri santi – la comunicazione nasce pertanto da questo fuoco di amore per Gesù Crocifisso, da una preghiera incessante e continua, dalla capacità di stabilire un contatto personale che arriva, anche per un dono mistico personale di P. Pio, al cuore: un messaggio che riflette la parola di Dio e la contemplazione della passione di Gesù, che il santo viveva nella sua carne. Gesù Crocifisso per P. Pio Padre Pio, per rinnovare la santità della Chiesa, visse prima nel suo cuore e poi nella sua carne con le stigmate la passione di Gesù. Rinnovò dopo otto secoli il prodigio mistico di San Francesco, campione della santità della Chiesa, un campione «tutto serafico in ardore» «però che andasse ver’ lo suo diletto la sposa di Colui che ad alte grida disposò lei col sangue benedetto, in sé sicura e a lui più fida (canto XI,31-34)… nel crudo sasso intra Tevere ed Arno nascosto nella profondità del suo essere. Poiché aveva il dono dell’introspezione nelle coscienze tutto voleva illuminare con la luce di Dio ed orientare le persone alla conversione, alla scoperta dell’amore di Cristo e del mistero della passione morte e resurrezione di Gesù che egli viveva nel suo corpo. «Mi guardò intensamente. Non saprei descrivere quello sguardo, ma è ancora qui, dentro di me. Era un fuoco che mi penetrò fino nelle fibre più profonde dell’anima, del corpo, del cervello. Mi sentii sciogliere. Il mio fisico divenne leggero, il peso che avevo nel cuore scomparve, le gambe si piegarono e caddi in ginocchio. Una gioia grandissima mi invase. Avevo la certezza di aver ricevuto un grandissimo aiuto» (2). Anche il suo ricchissimo epistolario, sia indirizzato ai suoi superiori, ai suoi confratelli e direttori spirituali, ma soprattutto alle persone da lui spiritualmente dirette nasce in un clima di preghiera: «Offrirò molte messe affin di ricevere il lume dello Spirito Santo per ben risolvere e per guidarti a quella perfezione cui sei chiamata…» (3) «Non cesserò mai di pregare lo Spirito Santo che stabilisca sempre più il tuo spirito nella sua obbedienza, nel suo purissimo e santissimo amore…» «Ti ho detto nel Signore…» (4). Ma il suo non era semplicemente uno scrivere, ogni lettera era una visita spirituale, una specie di presenza amorosa al cuore delle persone da lui dirette: è lo stile di chi ha un contatto mistico ed interiore, come (2) Affermazione dell’attrice Lisa Gastoni, riportata dalla rivista Gente, 15/5/1987, pag. 20 (3)Cfr. MELCHIORRE DA POBLADURA, Alla scuola spirituale di P. Pio da Pietrelcina, San Giovanni Rotondo 1978, pag.11 (4) Cfr. MELCHIORRE DA POBLADURA, op. cit. pag. 16 (5) Cfr. MELCHIORRE DA POBLADURA, op. cit. pag. 37
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 5 S p i r i t u a l i t à sì ch’io non so trovar essempro degno ma chi prende sua croce e segue Cristo ancor mi scuserà di quel ch’io lasso vedendo in quell’albor balenar Cristo» (8). Chi prende la sua croce e segue Cristo vedrà sempre balenare su di essa il Cristo Crocifisso e Risorto, fonte di gioia per i cristiani militanti e per i beati del cielo. Attratto da Cristo Crocifisso P. Pio ha percorso tutto il cammino della preghiera, fino alle vette più alte. Se i maestri spirituali dividono la preghiera in vari stadi – la preghiera vocale, la preghiera mentale, la preghiera affettiva, la preghiera di semplicità, il raccoglimento infuso, la preghiera di quiete, la preghiera di trasformazione, l’innamoramento di Gesù, le nozze mistiche con Lui fino ad ardere con lo Sposo divino come il ferro rovente nel fuoco – certamente P. Pio e arrivato fino al punto supremo dell’orazione: il cuore di Gesù crocifisso era il suo talamo nuziale ed a esso voleva guidare tutte le anime che dirigeva spiritualmente e quelle che venivano a visitarlo, per contemplare nella sua carne i segni della passione di Gesù. Possiamo dire con certezza che tutti gli aspetti della vita di P. Pio, la sua fede, la sua speranza, la sua carità, ossia le virtù teologali infuse nel battesimo, come pure la sua intelligenza ed il suo pensiero, la sua volontà, il suo sentimento di dolore, d’amore e di gioia, i suoi sensi esteriori ed interiori, il suo inconscio, il suo fisico segnato dalle stigmate, il suo stesso ambiente di vita erano per così dire marchiati dall’«ultimo sigillo», ossia dalla piena partecipazione alla passione ed alla risurrezione di Gesù. da Cristo prese l’ultimo sigillo che le sue membra due anni portarno» (6). Le stigmate sono come l’estremo definivo sigillo dell’amore di Cristo e di assimilazione alla sua passione, portato da P. Pio non solo per due anni come San Francesco, ma per cinquanta anni della sua vita. P. Pio aveva fatto suo il detto dell’apostolo Paolo: «Non voglio occuparmi d’altro che di Gesù e Gesù Crocifisso». Pur in mezzo a tanti doni mistici, la vita di P. Pio fu un martirio continuo. «Io amo la croce, la croce sola, perché la vedo sempre sulle spalle di Gesù. Oramai Gesù vede benissimo che tutta la mia vita, tutto il mio cuore è votato a lui e alle sue pene…. « Soffro e soffro assai… Soffrire con Gesù mi è caro; nel contemplare la croce sulle spalle di Gesù, mi sento più fortificato ed esulto di santa gioia» (7). Egli guiderà le anime a questa complessa spiritualità della croce, basandosi sulla parola di Dio, sui grandi maestri spirituali, in particolare su San Giovanni della Croce, sulla sua stessa esperienza spirituale. La croce è il centro, il principio ispiratore di tutta la teologia di P. Pio, della sua direzione spirituale. Attorno ad essa fa ruotare tutte le virtù, quelle teologali della fede, della speranza, della carità, come quelle intellettive e comportamentali, e tutta la vita di preghiera fino all’accettazione gioiosa della sofferenza in unione a Gesù crocifisso, vittima dei nostri peccati. Come poi possano nel cuore di P. Pio e di tanti santi coesistere insieme sofferenza e gioia è quasi un mistero della vita cristiana, comprensibile solo nella fede. Mi vengono in mente ancora alcune espressioni di Dante, che vede balenare nel paradiso tra la gioia ed il tripudio degli spiriti militanti il «venerabil segno» della croce. E poi aggiunge: «Qui vince la memoria mia lo’ngegno Che quella croce lampeggiava Cristo, (6) DANTE, Paradiso, XI, vv. 37, 31-34, 105-108 (7) Cfr. GERARDO DI FLUMERI - GENNARO PREZIUSO, La vita devota di P. Pio, San Giovanni Rotondo 1995, pp. 17.18 (8) DANTE, Paradiso, XIV, vv. 103-108 L’articolo proseguirà nel numero 5/6/22 della Rivista.
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 6 L’emergenza del tempo presente rappresenta una «sfida» da molti punti di vista e non sono mancate le voci che, anche in campo pedagogico, hanno cercato di offrire proposte e scenari per abitare la sfida pandemica anche dal punto di vista educativo e formativo. Non ci riferiamo solo alle «istruzioni per l’uso» in vista della DAD/ DDI, ma soprattutto ai tentativi di cogliere le suggestioni del tempo presente per ripensare in termini più complessivi i sistemi di educazione e istruzione. Tra i testi più significativi in tal senso vogliamo presentare un sobrio documento varato il 19 giugno 2020 dalla International Commission on the Futures of Education, dal titolo: Education in a post-COVID world: Nine ideas for public action (1), per introdurre il quale – però – riteniamo utile premettere alcune considerazioni sull’identità e missione dell’UNESCO e su alcune linee portanti dei documenti degli ultimi decenni. Identità e missione dell’UNESCO nell’orizzonte del diritto all’educazione È bene ricordare che l’UNESCO (United Nations Education Science and Culture Organization) è un’organizzazione dell’ONU, fondata a Londra il 16 novembre 1945, da 37 Paesi (attualmente sono 193), per incoraggiare la collaborazione tra le nazioni nelle aree dell’educazione, scienza, cultura e comunicazione e i suoi progetti vanno dalla promozione di programmi scientifici internazionali, programmi di alfabetizzazione, di formazione degli insegnanti, progetti regionali e di storia culturale, oltre a programmi di cooperazione internazionale per valorizzare e conservare il patrimonio culturale e naturale del pianeta. È possibile consultare il sito ufficiale dell’organizzazione (www.unesco.org) o la pagina della Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO (www.unesco.it) per avere un quadro complessivo delle numerose iniziative e documenti. Trattandosi di un’organizzazione dell’ONU è evidente come il suo sfondo culturale di riferimento sia principalmente la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, con particolare riferimento al ruolo che possono avere educazione e cultura per promuovere la pace, come emerge chiaramente nel testo della Costituzione dell’UNESCO (1945), in cui si afferma che «poiché le guerre nascono nella IL «TESORO» DELL’EDUCAZIONE E LE 9 IDEE DELL’UNESCO PER UN’EDUCAZIONE IN UN MONDO «POST-COVID» Andrea Porcarelli, Università di Padova (1) Il documento è disponibile all’URL: https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000373717/PDF/373717eng.pdf.multi (versione inglese, il testo è disponibile anche in Francese, Arabo, Spagnolo, Russo, Cinese)
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 7 me obiettivo concomitante, l’allargamento dell’accesso ai beni della cultura ad un numero quanto più ampio possibile di persone, per cui l’obiettivo di una educazione per tutti diviene il motivo ricorrente dei documenti UNESCO, includendo in tale ambizioso obiettivo l’alfabetizzazione di base per tutti i bambini (con il superamento della piaga dell’analfabetismo), un’adeguata istruzione per i giovani, strategie adeguate di educazione degli adulti, con la capacità di imparare ad apprendere per tutta la vita. Il mondo della «education» (che nel lessico internazionale indica in primo luogo i sistemi educativi formali, a partire dalla scuola) è dunque strategico in questa prospettiva ed i grandi rapporti internazionali sull’educazione rappresentano dei punti di riferimento di cui è utile avere consapevolezza, per il ruolo che hanno giocato e in qualche modo ancora possono giocare, anche in una prospettiva di lungo periodo. «Nell’educazione un tesoro» … ieri oggi e sempre … Il tema dell’educazione permanente trova progressivamente sempre più spazio nell’attenzione dell’UNESCO, tanto che alla fine degli anni ’90 il Rapporto redatto da Jacques Delors, dal titolo suggestivo Nell’educazione un tesoro (1996, tr. it. 1997), considera l’apprendimento per tutta la vita come una delle chiavi di accesso al XXI secolo e l’educazione come un mezzo necessario per realizzare una più profonda giustizia sociale, affermando esplicitamente che «il concetto di un’educazione da continuare per tutta la vita, con tutti i suoi vantaggi in termini di flessibilità, diversità e disponibilità in tempi e luoghi differenti, debba esigere un ampio sostegno. Bisogna ripensare e ampliare il concetto di educazione permanente. Essa non solo deve adattarsi a cambiamenti nel tipo di lavoro, ma deve anche costituire un processo continuo di formazione dell’intero essere umano: delle sue conoscenze e attitudini, come anche delle sue facoltà e abilità critiche di agire. E dovrebbe consentire all’individuo umano di sviluppare la coscienza di se stesso e del suo ambiente, e incoraggiarlo a svolgere il proprio ruolo sociale nel lavoro e nella mente degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace; che la reciproca incomprensione dei popoli è sempre stata, nel corso della storia, l’origine dei sospetti e della diffidenza tra le nazioni, per cui i dissensi hanno troppo spesso degenerato nella guerra». L’educazione e la cultura rappresentano dunque il vero antidoto, oggi diremmo il «vaccino», contro una mentalità che – passando attraverso incomprensioni e pregiudizi – tende a far crescere la conflittualità. È ancora la Costituzione dell’UNESCO a precisare che gli stati firmatari della medesima «istituiscono con la presente l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, le scienze e la cultura, allo scopo di poter conseguire gradatamente, mediante la cooperazione delle nazioni del mondo intero nel campo dell’educazione, delle scienze e della cultura, gli scopi di pace internazionale e di prosperità comune dell’umanità, scopi per i quali l’Organizzazione delle Nazioni Unite si è costituita e che la sua Carta proclama». L’obiettivo principale di promuovere la pace attraverso la cultura comporta, co-
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 8 della pura informazione e quella più ampia dell’apprendimento optando decisamente per quest’ultima come cifra identificativa della nostra società (società dell’apprendimento o società della conoscenza / vs. / società dell’informazione), dall’altro lato si sottolinea l’urgenza di una democrazia cognitiva effettiva e capillare a livello mondiale. In ordine al tema della democrazia cognitiva si indicano tre pilastri che ne esplicitano meglio l’identità e la portata: 1) migliore utilizzazione dei saperi esistenti in ogni società (molte delle quali sono spesso in difficoltà a metabolizzarli e valorizzarli), 2) strategie per l’avvento di società della conoscenza più partecipative (far sì che il maggior numero possibile di soggetti divenga «produttore» e non solo «consumatore» di conoscenza), 3) migliore integrazione delle politiche del sapere tra loro e nel quadro complessivo delle politiche sociali. Lungo questa stessa linea possiamo collocare l’Agenda 2030, che propriamente parlando non è un documento UNESCO, ma è stata approvata nel 2015 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite, con i 17 obiettivi per uno Sviluppo sostenibile, tra i quali uno è specificamente dedicato a un’educazione di qualità. In realtà il testo di Agenda 2030 ha un respiro molto ampio e i suoi 17 obiettivi – nel loro complesso – costituiscono una vera e propria Paideia di riferimento per tutti i sistemi educativi, tanto è vero che la Legge 92/2019 e le successive Linee Guida del M.I. la collocano (assieme alla Costituzione italiana) tra i punti di riferimento imprescindibili per l’insegnamento di Educazione civica. Per cogliere il senso e l’attualità di alcune suggestioni educative si può leggere il documento varato il 19 giugno 2020 dalla International Commission on the Futures of Education, dal titolo: Education in a post-COVID world: Nine ideas for public action (2). L’orizzonte di riferimento è quello mondiale e la preoccupazione principale è sempre quella di garantire a tutti il diritto all’istruzione, tenendo conto anche dei forti squilibri e sperequazioni che – nei vari Paesi del moncomunità». Il rapporto Delors presenta una concezione «larga» della formazione, poggiante sui noti quattro pilastri: imparare a conoscere, a fare, a essere, a vivere insieme con una forte sottolineatura soprattutto di quest’ultimo e riaffermando «il principio fondamentale che l’educazione deve contribuire allo sviluppo totale di ciascun individuo: spirito e corpo, intelligenza, sensibilità, senso estetico, responsabilità personale e valori spirituali. Tutti gli esseri umani debbono essere messi in grado di sviluppare un pensiero autonomo e critico e di formarsi un proprio giudizio, per poter decidere da soli ciò che, a loro parere, debbono fare nelle diverse circostanze della vita» (ivi, p. 87). In questo senso l’educazione diviene il tesoro più prezioso per ogni individuo e per la società intera, tanto che lo stesso Rapporto dichiara in termini molto suggestivi le ragioni per la scelta di questo titolo evocando suggestioni poetiche (da un testo di La Fontaine), che in realtà evocano a loro volta una suggestione di tipo evangelico (quella del tesoro nascosto): «Per dare un titolo al suo rapporto la Commissione si è ispirata a una delle favole di La Fontaine, il contadino e i suoi figli: Il vostro poderetto [disse il contadino] mai non vendete, o figli, perché di certo io so che v’è sotto nascosto un gran tesor … (…) Modificando leggermente i versi finali del poeta, che intendeva esaltare le virtù di un duro lavoro, e facendo invece riferimento all’educazione, cioè a tutto quello che l’umanità ha imparato su se stessa, potremmo fargli dire: Ben fa il padre saggio astrologo nel mostrare che l’educazione da sé sola è un gran tesoro» (ivi, p. 28). Dalle indicazioni per una «società della conoscenza» alle «9 idee» per un’educazione post-COVID Tra i documenti UNESCO degli ultimi vent’anni va certamente ricordato il Rapporto mondiale del 2005, Towards knowledge societies, in cui da un lato si marca la distinzione tra la dimensione più ristretta (2) Il documento è disponibile all’URL: https://unesdoc.unesco.org/ark:/48223/pf0000373717/PDF/373717eng.pdf.multi (versione inglese, il testo è disponibile anche in Francese, Arabo, Spagnolo, Russo, Cinese)
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 9 «open source»; 7) Garantire l’alfabetizzazione scientifica nei programmi di studio, anche per combattere attivamente la disinformazione e le false notizie; 8) Salvaguardare il finanziamento nazionale e internazionale dell’istruzione pubblica, anche a fronte della necessità di maggiori investimenti in ambito sanitario; 9) Far progredire la solidarietà globale per porre fine agli attuali livelli di disuguaglianza, che rischiano di esplodere sotto la pressione dell’emergenza pandemica da COVID 19. In altri termini il documento considera l’attuale emergenza come una sfida che richiama ad un’assunzione di responsabilità, in cui è essenziale evitare che – sotto la pressione delle urgenze di tipo sanitario ed economico – si rischi di perdere di vista il «tesoro» che è costituito dall’educazione, il cui valore non si vede solo nel tempo presente, ma si proietta anche nel futuro, non solo per le giovani generazioni (che rischiano di essere le più penalizzate da un calo di qualità dell’istruzione), ma anche nella prospettiva di quell’apprendimento permanente che, si è detto, è una delle chiavi per abitare la società della conoscenza nel XXI secolo. Le parole con cui si conclude il documento possono essere – anche per noi – una sorta di motivato e motivante auspicio da assumere come guida per la nostra azione come singoli e come Associazione: «Following this pandemic education is going to change profoundly. But in what ways? The Commission calls for the mobilization and participation of all in shaping the futures of education. There are no acceptable ready-made solutions, technological or otherwise, outside of our work and our actions—and outside the responses we collectively arrive at through inclusive dialogue and decision-making. (…) These responses to the pandemic will be different from one place to another, from one context to another. But, they must be based on a humanistic vision of education and development and human rights frameworks. Actions must strengthen public education, fortify common goods and expand a global solidarity that emphasizes the collective responsibility for the education of everyone everywhere» (ivi, p. 24). do – rendono complessa la sua fruizione nelle modalità previste con le limitazioni derivanti dalla pandemia. Pensando solo alla DAD, si dovrebbe tenere presente che nell’Africa sub-sahariana, per esempio, solo l’11% degli studenti possiedono un computer e solo il 18% dispone di un collegamento ad internet, a fronte di un 50% di studenti che – a livello globale – possono disporre di un computer in casa e del 57% che hanno accesso a internet. Più in generale la sfida della pandemia ha fatto emergere diverse forme di vulnerabilità latente, che il documento UNESCO individua in termini molto chiari: «these include an accentuation of inequality, risks that follow from the privatization of education, and just how unprepared we were for a massive shift to digital and distance learning» (ivi, p. 9). D’altro canto si sottolinea come siano emersi anche fattori positivi, come la tendenza alla solidarietà ed un’inaspettata resilienza di molti settori della società, ivi compreso quello dell’istruzione, in cui molte persone si sono impegnate con grande abnegazione per far fronte all’emergenza. In tale scenario, che mostra luci e ombre, la Commissione UNESCO coglie l’occasione per una sorta di chiamata a raccolta di tutte le energie positive della società, che possono collaborare per un rinnovamento dell’istruzione, proponendo nove punti di attenzione. Le nove idee per affrontare in modo concreto le sfide educative del tempo presente e del prossimo futuro vengono così indicate nel documento in questione: 1) Impegnarsi a rafforzare l’istruzione come bene comune (intendendola anche come argine contro le disuguaglianze); 2) Ampliare il concetto stesso di «diritto all’istruzione» in modo da includere l’importanza della connettività per l’accesso alla conoscenza e all’informazione; 3) Valorizzare la professione docente ed il contributo collaborativo degli insegnanti; 4) Promuovere la partecipazione e i diritti degli studenti, dei giovani e dei minori, nell’ottica di una «giustizia intergenerazionale» e in vista della partecipazione dei giovani alla co-costruzione di un cambiamento; 5) Proteggere gli spazi sociali forniti dalle scuole in un processo di trasformazione dell’istruzione; 6) Mettere a disposizione degli insegnanti e degli studenti tecnologie gratuite e
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 10 Per il mondo e nel mondo ha stabilità solo ciò che si può comunicare. Ciò che non viene comunicato o non si può comunicare, che non è stato raccontato a nessuno e non ha colpito nessuno, e sprofonda senza significato, è condannato alla ripetizione. Si ripete perché, anche se è accaduto realmente, non ha trovato nella realtà un luogo dove fermarsi. cit. da Hannah Arendt, Rahel Vernhagen, Storia di un’ebrea, a cura di L. R- Santini, Il Saggiatore, Milano Ci accingiamo a raccontare un’esperienza di partecipazione e inclusione partendo da un duplice punto di vista: due insegnanti, oggi amiche, le quali, dopo aver partecipato al corso per l’UCIIM nazionale sull’Educazione Civica organizzato dalla dott.ssa Stellacci hanno iniziato a guardare le cose intorno a sé in modo diverso e, soprattutto rispetto ad alcune tematiche, integrato. Questi due anni hanno cambiato i nostri paradigmi come singoli e come collettività: emergenze e paure hanno riscritto il nostro modo di vivere. Il nostro ragionamento, in questa sede, sarà tuttavia circoscritto, e guidato a partire dall’introduzione dell’Educazione Civica a scuola come educazione trasversale e obbligatoria (D.L. 92/2019), e assieme ad essa alla riflessione anche in riferimento allo sviluppo sostenibile nella sua funzione di approccio alla conoscenza. Lo sfondo integratore da cui mutuiamo le righe a seguire è pertanto la promozione delle competenze chiave di cittadinanze europee (1), nel loro trend alla cittadinanza globale, prese in carico in molte istituzioni scolastiche italiane in un nuovo Curricolo verticale (2) per competenze chiave di cittadinanza, funzionale a contestualizzare glocalmente quanto previsto dalla normativa nazionale, europea e internazionale, oltre che sostegno alla progettazione educativa e didattica (3) e come tale alla realizzazione dei Piani dell’Offerta Formativa dei singoli istituti, in trasparenza con le famiglie e le istituzioni nel territorio. L’organizzazione del curricolo per competenze richiede di riconcettualizzare, sostenere e definire il modo di progettare (diverso dal programmare) a scuola. Tornano utili apparati come i “glossari” che facilitino la lettura, la comprensione e l’utilizzo del curricolo (4). Oltre ai curricoli, tra gli aspetti più riL’IMPORTANZA DI DIRE Teresa Lapis, giurista dei Diritti Umani, formatrice UCIIM; Luisa Celenghin, formatrice di Ed.Civica e referente dell’Ufficio scolastico territoriale di Treviso (1) https://eur-lex.europa.eu/legal-content/IT/TXT/PDF/?uri=CELEX:32018H0604(01) - Raccomandazioni del Consiglio dell’Unione Europea del 22 maggio 2018 relativa alle competenze chiave per l’apprendimento permanente. Si consiglia anche per un rapido inquadramento: https://www.invalsiopen.it/competenze-chiave-apprendimento-permanente/ (2) A partire dal curricolo di istituto, i docenti individuano le esperienze di apprendimento più efficaci, le scelte didattiche più significative, le strategie più idonee, con attenzione all’integrazione fra le discipline e alla loro possibile aggregazione in aree, così come indicato dal Regolamento dell’autonomia scolastica, che affida questo compito alle istituzioni scolastiche. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Firenze, Le Monnier, 2012: 17) (3) Lo studente è posto al centro dell’azione educativa in tutti i suoi aspetti: cognitivi, affettivi, relazionali, corporei, estetici, etici, spirituali, religiosi. In questa prospettiva, i docenti dovranno pensare e realizzare i loro progetti educativi e didattici non per individui astratti, ma per persone che vivono qui e ora, che sollevano precise domande esistenziali, che vanno alla ricerca di orizzonti di significato. (Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo di istruzione. Firenze, Le Monnier, 2012: 9) (4) https://www.iccoverciano.edu.it/offerta-formativa/ Proponiamo un esempio di glossario e di curricolo verticale, citando il lavoro dell’IC Coverciano di Firenze, diretto dal prof. Daniele Castellani.
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 I EDUCAZIONE CIVICA CLASSE TERZA NOI PORTATORI DI DIRITTI E DI DOVERI SOCIALI ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI ITALIANO L’alunno, al termine del primo ciclo, comprende e riconosce i sistemi e le organizzazioni che regolano i rapporti fra i cittadini e i principi di libertà sanciti dalla Costituzione Italiana e dalle Carte Internazionali, e in particolare conosce la Dichiarazione universale dei diritti umani.(All.B D.M. n. 35/2020) COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno conosce e analizza la Dichiarazione Universale dei diritti dei fanciulli. Ha consapevolezza dei propri diritti ma anche dei propri doveri legati ai vari ruoli ricoperti. (Costituzione) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Promuovere la conoscenza dei diritti dei bambini. Sensibilizzare al tema della responsabilità personale. L’alunno padroneggia gli strumenti espressivi indispensabili per gestire l’interazione comunicativa verbale in vari contesti. Legge, comprende ed interpreta testi scritti di vario tipo. Comprendere la differenza fra diritto e dovere. Comprendere l’importanza della Convenzione internazionale dei diritti dell’infanzia. Acquisire consapevolezza che le difficoltà possono essere risolte attraverso una stretta collaborazione tra le persone. Conoscenza dei termini di diritto e dovere. Conoscenza dei bisogni primari dell’uomo. Visione della Carta internazionale dei Diritti dell’Infanzia. Formazione di una consapevolezza personale dei temi esperiti. Letture a tema tema. Riflessioni collettive. Rilevazione dei bisogni primari dell’uomo. Analisi e confronto dei termini diritto e dovere. Lettura ed approfondimento della Carta internazionale dei Diritti dell’Infanzia. Esercitazioni pratiche e/o simulate relative a quanto appreso con l’obiettivo di costruire il senso della partecipazione e della responsabilità personale. Prosegue la proposta di Curricolo verticale di Educazione Civica, redatto dal Circolo Didattico G. Garibaldi di Altamura, sotto l’esperta supervisione della Dirigente dott. Paola Flora, cui vanno i nostri complimenti e ringraziamenti.
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 II ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI STORIA COMPETENZA DI ED. CIVICA (Costituzione) L’alunno conosce e riflette sui significati e la pratica quotidiana del dettato costituzionale (Diritti e doveri). (Costituzione) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Ripercorrere le motivazioni storiche che hanno portato alla formazione di diritti e doveri. L’alunno comprende avvenimenti, fatti e fenomeni della società. Comprendere la differenza fra diritto e dovere. Conoscere i Diritti dei bambini, cioè i bisogni vitali, materiali e spirituali dei piccoli. Conoscenza di alcuni diritti e doveri universali della persona. Conoscenza di come, quando e perché sia stata creata la Carta internazionale dei Diritti dell’Infanzia. Presentazione della Giornata internazionale dei Diritti dell’infanzia. Ricerca ed analisi di cenni storici relativi alla formazione della Carta internazionale dei Diritti dell’Infanzia. ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI GEOGRAFIA COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno conosce e mette in pratica i principi essenziali di educazione ambientale. (Sviluppo sostenibile) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Conoscere e rispettare le norme per la tutela del paesaggio e del proprio ambiente. L’alunno conosce gli elementi che caratterizzano il paesaggio e il proprio ambiente, individuando gli elementi da tutelare e valorizzare. Prendere coscienza nella vita quotidiana dei comportamenti responsabili per la tutela e il rispetto dell’ambiente. Riconoscere nell’ambiente gli interventi positivi e negativi dell’uomo e progettare soluzioni. Le norme per rispettare l’ambiente. Conoscenza e attuazione di comportamenti finalizzati alla tutela e al rispetto dell’ambiente vissuto. Ruolo dei cittadini nella tutela e nella salvaguardia del territorio. Studio dell’ambiente di vita dell’alunno. Attività di ricerca, informazione e sensibilizzazione sulle tematiche ambientali per promuovere atteggiamenti corretti che si traducano in rispetto del Territorio.
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 III Valorizzazione del patrimonio ambientale, storico, culturale. Progettazione di un elenco di “buone maniere” da osservare per rispettare e proteggere l’ambiente. ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI MUSICA COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno conosce l’inno italiano e quello europeo. (Costituzione) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Analizzare l’inno italiano ed europeo L’alunno ascolta e interpreta e descrive brani musicali di diverso genere. Riconoscere e classificare gli elementi costitutivi basilari del linguaggio musicale all’interno di brani di vario genere e provenienza. Riconosce e riproduce gli inni italiano ed europeo. Ascolto, analisi e riproduzione canora dell’inno italiano ed europeo. ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI ARTE E IMMAGINE COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno conosce il significato dei colori della Bandiera europea. (Costituzione) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Disegnare la bandiera europea. L’alunno utilizza le conoscenze e le abilità relative al linguaggio visivo per produrre e rielaborare in modo creativo immagini con diversi materiali, tecniche e strumenti. Utilizzare le conoscenze apprese per produrre e rielaborare in modo creativo immagini utilizzando alcune tecniche e diversi materiali. Utilizzo in modo corretto e creativo di strumenti e tecniche apprese. Ricerca di informazioni e immagini di riferimento attraverso l’uso di materiale cartaceo e/o digitale. Realizzazione di manufatti con diversi materiali, strumenti e tecniche.
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 IV ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI INGLESE COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno è in grado di distinguere i diversi device. (Cittadinanza digitale) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Denominare correttamente i più comuni mezzi di comunicazione. L’alunno esprime oralmente e per iscritto, in modo semplice, aspetti del proprio vissuto e del proprio ambiente. Leggere e decodificare una serie di immagini legate a strumenti di uso comune. Utilizzare la lingua inglese in situazioni quotidiane. Usare parole-chiave per comunicare. Conoscere le regole che regolano l’uso di device multimediali Ascolto, comprensione e utilizzo del lessico relativo ai diversi device. Strutture formali e non, per dare e ricevere istruzioni. Presentazioni, che forniscono un contesto reale per l’apprendimento dei vari elementi linguistici. Attività di ascolto finalizzato. ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI MATEMATICA È in grado di comprendere il concetto di dato e di individuare le informazioni corrette o errate, anche nel confronto con altre fonti. (All.B D.M. n. 35/2020) COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno ricerca dati per effettuare indagini statistiche. (Cittadinanza digitale) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Effettuare e sapere leggere indagini statistiche. L’alunno rappresenta relazioni e dati e, in situazioni significative, utilizza le rappresentazioni per ricavare informazioni, formulare giudizi e prendere decisioni. Cogliere i significati presenti in dati, diagrammi, schemi e tabelle tratti da indagini statistiche. Rappresentare relazioni tra i dati con diagrammi, schemi e tabelle. Organizzazione di dati in tabelle, rappresentazione grafica degli stessi, utilizzo di rappresentazioni per ricavare informazioni. Lezione frontale, conversazione, attività di gruppo. Attività di indagini e raccolta dati (interviste, ricerca sui social).
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 V ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI SCIENZE Comprende la necessità di uno sviluppo equo e sostenibile, rispettoso dell’ecosistema, nonché di un utilizzo consapevole delle risorse ambientali. Promuove il rispetto verso gli altri, l’ambiente e la natura e sa riconoscere gli effetti del degrado e dell’incuria. (All.B D.M. n. 35/2020) COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno conosce la necessità di uno sviluppo equo, e gli effetti del degrado e dell’incuria. (Sviluppo sostenibile) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Conoscere e praticare forme di riutilizzo e riciclaggio dei materiali Conoscere l’esistenza sul territorio di una piattaforma ecologica. L’alunno sa attivare comportamenti corretti per salvaguardare l’ambiente, svolgendo azioni volte alla raccolta di materiale di vario genere e al loro riciclo e riutilizzo. Saper compiere azioni ecosostenibili in classe e in altri contesti: differenziare i rifiuti, ridurre il consumo della carta, praticare forme di utilizzi e riciclaggio dei materiali… Essere consapevole dei benefici della raccolta differenziata. Le norme per rispettare l’ambiente. I materiali di scarto Il concetto di riciclo Corretta gestione dei rifiuti urbani e conoscenza di una piattaforma ecologica per lo smaltimento dei rifiuti. Creazione del decalogo sulle buone pratiche per fare la differenziata. Creazione dei contenitori per la raccolta differenziata. Creazione di manufatti con materiali di riciclo. ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI TECNOLOGIA COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno è in grado di distinguere le parti che compongono il PC, i diversi device e di utilizzarli correttamente. (Cittadinanza digitale) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Conoscere le parti che compongono il PC. Utilizzare programmi di video-scrittura e grafica. Utilizzare piattaforme condivise L’alunno si orienta tra i diversi mezzi di comunicazione ed è in grado di farne un uso adeguato a seconda delle diverse situazioni. Conoscere e sperimentare semplici procedure informatiche: accensione e spegnimento di un PC, apertura di alcuni programmi ai quali saper associare le icone corrispondenti. Saper usare un programma di grafica e di videoscrittura. Corretta nomenclatura informatica di base. Le parti principali che compongono un PC e alcune periferiche. Utilizzo di un programma di videoscrittura. Attività pratiche di laboratorio. Attività alla L.I.M. Scrittura di semplici brani al computer utilizzando il programma di videoscrittura.
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 VI ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI EDUCAZIONE MOTORIA COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno conosce e rispetta le regole comuni degli ambienti in cui convive. (Costituzione) TRAGUARDO INTERMEDIO COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI METODOLOGIA STRUMENTI Promuovere il fair play come pratica condivisa. L’alunno comprende, all’interno delle varie occasioni di gioco e di sport, il valore delle regole e l’importanza di rispettarle. Rispettare le regole nella competizione sportiva; saper accettare la sconfitta con equilibrio, e vivere la vittoria esprimendo rispetto nei confronti dei perdenti, accettando le diversità, manifestando senso di responsabilità. Partecipare attivamente alle varie forme di gioco, organizzate anche in forma di gara, collaborando con gli altri. Conoscenza del significato di regola, rispetto e tolleranza. Conoscenza di giochi di tradizione popolare applicandone indicazioni e regole. Presentazione e corretta applicazione di modalità esecutive di diverse proposte di gioco e di sport ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI RELIGIONE COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno acquisisce consapevolezza dell’identità personale, sociale e culturale propria e altrui. TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Riconoscere e dare un nome alle proprie emozioni. Padroneggiare gli strumenti espressivi indispensabili per individuare i segni e i gesti cristiani nell’esperienza personale, familiare e sociale. Educare al rispetto di sé e degli altri. Rispettare l’ambiente. Conoscenza dei gesti cristiani nell’esperienza personale, familiare e sociale. Attuazione di comportamenti responsabili per la tutela e il rispetto dell’ambiente nella vita quotidiana.
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 VII COMPITI DI REALTÀ da realizzare e valutare a fine percorso annuale in forma interdisciplinare. CLASSE TERZA – PRIMO QUADRIMESTRE Gli alunni sono chiamati a riscrivere, con tecniche e modalità artistiche e narrative diverse, la Dichiarazione dei diritti dell’infanzia. Gli elaborati prodotti verranno esposti in un cartellone, che sarà collocato nell’atrio della scuola. CLASSE TERZA – SECONDO QUADRIMESTRE A partire da una fiaba, individuare in essa alcuni diritti negati e/o promossi. Riflettere su quanto rilevato. Utilizzare gli spunti emersi per riscrivere la fiaba attualizzandola. Esporre fra gruppi o/o classi il prodotto finale. EDUCAZIONE CIVICA CLASSE QUARTA NOI CUSTODI CONSAPEVOLI DI RISORSE ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI ITALIANO L’alunno, comprende la necessità di uno sviluppo equo e sostenibile, rispettoso dell’ecosistema, nonché di un utilizzo consapevole delle risorse ambientali. (All.B D.M. n. 35/2020) COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno conosce e rispetta le regole comuni degli ambienti in cui convive. (Costituzione) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI Conoscere e tutelare il patrimonio del territorio per promuovere l’educazione ambientale. L’ alunno padroneggia gli strumenti espressivi indispensabili nella comunicazione. Leggere, comprendere e produrre testi coerenti e coesi per raccontare, descrivere ed esporre esperienze vissute. Conoscere e tutelare il patrimonio del territorio per promuovere l’educazione ambientale. Conversazioni guidate, letture a tema finalizzate allo scambio di idee e comunicazioni lette, analisi di testi di diverso genere. ED. CIVICA NELLA PROGRAMMAZIONE DI STORIA COMPETENZA DI ED. CIVICA L’alunno conosce e rispetta le regole comuni degli ambienti in cui convive. (Costituzione) TRAGUARDI INTERMEDI COMPETENZA DISCIPLINARE ABILITÀ CONTENUTI ATTIVITÀ METODOLOGIA STRUMENTI
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=