La Scuola e l'Uomo - n. 3-4 - Marzo-Aprile 2022

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 16 tre sarebbe invece interessante proporlo per il pomeriggio alla libertà di tutti i cristiani che operano nella Scuola e di tutti coloro che desiderano partecipare; nel primo caso si chiederebbe un privilegio, nel secondo si offrirebbe una testimonianza. In schematica sintesi riepilogativa: possibili obiettivi per la comunità cristiana Ne possono discendere, in conclusione e in schematica sintesi riepilogativa, alcuni compiti e obiettivi possibili per la comunità cristiana: • restituire elementi di umanizzazione (in anni di ipertrofia della tecnologia); • ricostruire un circuito virtuoso scuola – famiglia (in anni di crescita costante del contenzioso); • aiutare i cristiani a fare unità (senza integralismi); • estendere la prospettiva dalla pastorale di territorio alla pastorale di ambiente. in gruppi studenteschi di ispirazione cristiana (FUCI, MSAC, …). E può concretizzarsi, altresì, in momenti pubblici di testimonianza di fede (momenti di preghiera o altro) anche all’interno delle scuole o in luoghi e chiese della città. Di questo tipo è l’esperienza praticata in diverse città e diocesi: dove gruppi organizzati di studenti hanno proposto brevi momenti di preghiera prima dell’inizio delle lezioni anche in ambienti scolastici, oppure dove gli stessi uffici pastorali propongono una serie di iniziative anche liturgiche per l’inizio dell’anno scolastico (iniziare l’anno scolastico con una celebrazione liturgica, naturalmente in orario extrascolastico, può essere una cosa bella da proporre alla libertà di tutti i cristiani che operano nella Scuola e di tutti coloro che desiderano partecipare). La prospettiva della pastorale, in questo senso, va estesa dal territorio all’ambiente. Ripeto quanto si diceva sopra: il tutto va pensato e realizzato nel rispetto della laicità. Sarebbe sbagliato prevedere un momento di preghiera durante l’orario di lezione, menProtagoniste della nostra storia ucimina In una fredda giornata di marzo (il 15), nel silenzio in cui aveva trascorso gli ultimi anni, ha lasciato questa vita terrena ROSETTA CAMPO MANZO. Chi l’ha conosciuta non può averla dimenticata: una persona vivace, inesauribile sorgente di idee innovative e di spunti operativi nel contesto delle iniziative ucimine; animatrice gioiosa di ogni incontro, coinvolgente e trascinante con la sua parlata dalla cadenza fortemente francese (nata a Tunisi, si era stabilita a Trapani col marito Franco Manzo, anch’egli memorabile presenza collaborativa agli eventi nazionali UCIIM). Amante dei viaggi nei più vari Paesi del mondo, talvolta coagulava intorno a sé un gruppetto di amici, tra i quali spesso l’indimenticabile Mons. Giuseppe Rovea. L’originalità nel portamento, un sano senso di complicità, l’eleganza talvolta sofisticata ma sempre inappuntabile nell’abbigliarsi, il tratto accogliente, affettuoso, generoso, avvincente facevano di lei una persona del tutto singolare e amabile. Con queste sue vitali peculiarità, ella interpretò il mandato ricevuto da Gesualdo Nosengo di diffondere l’Uciim tra i giovani docenti. Lo aveva conosciuto all’inizio della sua carriera di insegnante ed era rimasta attratta dalla forte personalità; con lui, anche attraverso la corrispondenza, si era formata, cercando di attuare al meglio i principi ispiratori dell’Associazione. Presidente provinciale dell’Uciim di Trapani, si era prodigata con eccellenti risultati alla sua diffusione e a renderla vitale e dinamica in quel contesto. Molto vicina a Cesarina Checcacci, aveva collaborato con profondo spirito di autentica amicizia alle iniziative dell’Unione, rendendo pure un efficiente ed efficace servizio in Commissioni ministeriali, in particolare per il rinnovamento dell’Educazione tecnica nella scuola. Disponibile ad offrire il suo competente contributo ai colleghi, aveva risposto sempre positivamente e con entusiasmo all’invito di relazionare sui temi a lei congeniali. Per tutto quanto ha vissuto nel pieno delle sue energie e nella silente quiete degli ultimi anni, ma anche per le amarezze ben celate che l’esistenza terrena non risparmia ad alcuno, il Signore l’abbia in gloria. A. Bisazza Madeo

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