LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2022 7 me obiettivo concomitante, l’allargamento dell’accesso ai beni della cultura ad un numero quanto più ampio possibile di persone, per cui l’obiettivo di una educazione per tutti diviene il motivo ricorrente dei documenti UNESCO, includendo in tale ambizioso obiettivo l’alfabetizzazione di base per tutti i bambini (con il superamento della piaga dell’analfabetismo), un’adeguata istruzione per i giovani, strategie adeguate di educazione degli adulti, con la capacità di imparare ad apprendere per tutta la vita. Il mondo della «education» (che nel lessico internazionale indica in primo luogo i sistemi educativi formali, a partire dalla scuola) è dunque strategico in questa prospettiva ed i grandi rapporti internazionali sull’educazione rappresentano dei punti di riferimento di cui è utile avere consapevolezza, per il ruolo che hanno giocato e in qualche modo ancora possono giocare, anche in una prospettiva di lungo periodo. «Nell’educazione un tesoro» … ieri oggi e sempre … Il tema dell’educazione permanente trova progressivamente sempre più spazio nell’attenzione dell’UNESCO, tanto che alla fine degli anni ’90 il Rapporto redatto da Jacques Delors, dal titolo suggestivo Nell’educazione un tesoro (1996, tr. it. 1997), considera l’apprendimento per tutta la vita come una delle chiavi di accesso al XXI secolo e l’educazione come un mezzo necessario per realizzare una più profonda giustizia sociale, affermando esplicitamente che «il concetto di un’educazione da continuare per tutta la vita, con tutti i suoi vantaggi in termini di flessibilità, diversità e disponibilità in tempi e luoghi differenti, debba esigere un ampio sostegno. Bisogna ripensare e ampliare il concetto di educazione permanente. Essa non solo deve adattarsi a cambiamenti nel tipo di lavoro, ma deve anche costituire un processo continuo di formazione dell’intero essere umano: delle sue conoscenze e attitudini, come anche delle sue facoltà e abilità critiche di agire. E dovrebbe consentire all’individuo umano di sviluppare la coscienza di se stesso e del suo ambiente, e incoraggiarlo a svolgere il proprio ruolo sociale nel lavoro e nella mente degli uomini, è nello spirito degli uomini che devono essere poste le difese della pace; che la reciproca incomprensione dei popoli è sempre stata, nel corso della storia, l’origine dei sospetti e della diffidenza tra le nazioni, per cui i dissensi hanno troppo spesso degenerato nella guerra». L’educazione e la cultura rappresentano dunque il vero antidoto, oggi diremmo il «vaccino», contro una mentalità che – passando attraverso incomprensioni e pregiudizi – tende a far crescere la conflittualità. È ancora la Costituzione dell’UNESCO a precisare che gli stati firmatari della medesima «istituiscono con la presente l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’educazione, le scienze e la cultura, allo scopo di poter conseguire gradatamente, mediante la cooperazione delle nazioni del mondo intero nel campo dell’educazione, delle scienze e della cultura, gli scopi di pace internazionale e di prosperità comune dell’umanità, scopi per i quali l’Organizzazione delle Nazioni Unite si è costituita e che la sua Carta proclama». L’obiettivo principale di promuovere la pace attraverso la cultura comporta, co-
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