La Scuola e l'Uomo - n. 9-10 - Settembre-Ottobre - 2023

La Scuola e l'Uomo - n. 9-10 - Settembre-Ottobre - 2023

Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 Periodico fondato da Gesualdo Nosengo Unione Cattolica Italiana Insegnanti, Dirigenti, Educatori, Formatori

SOMMARIO LA SCUOLA E L’UOMO Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 Periodico fondato da Gesualdo Nosengo Via Crescenzio, 25 - 00193 Roma Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 Poste Italiane spa spedizione in abbonamento postale D.L. 353/03 (conv. in L. 27/02/2004 n°46) ART. 1 COMMA 1 MP-AT/C/RM/ Autorizzazione del tribunale di Roma n. 452 in data 11 febbraio 1949 DIRETTORE Rosalba Candela DIRETTORE RESPONSABILE Pasquale MARRO COMITATO REDAZIONALE Francesca GIAMMONA Maria Luisa LAGANI Caterina SPEZZANO Giovanna VENTURINO COORDINATORE DI REDAZIONE Elena FAZI PROGETTO GRAFICO Luigi GAGLIARDI Tel. 06 6875584 Presidenza: presidenza@uciim.it Segreteria: segreteria@uciim.it Tesseramento: tesseramento@uciim.it Redazione: redazione@uciim.it Amministrazione: amministrazione@uciim.it Consulenza: consulenza@uciim.it Webmaster: webmaster@uciim.it Sito internet: www.uciim.it Banca Intesa San Paolo IBAN IT56 A030 6909 6061 0000 0071 210 Unione Cattolica Italiana Insegnanti Medi Via Crescenzio, 25 - 00193 Roma Inviato in omaggio ai soci dell’UCIIM STAMPA Eurolit - Roma Questo numero è stato chiuso il 7 novembre 2023 Finito di stampare nel mese novembre 2023 ISSN 0036-987X RUBRICHE Editoriale - Rosalba Candela INAUGURAZIONE DELL’ANNO SCOLASTICO 2023-2024 1 Spiritualità - Padre Giuseppe Oddone ESSERE E FARE COMUNITÀ NELL’UCIIM 5 Elena Fazi COPERCOM, COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PER LA COMUNICAZIONE 9 Fabio Calvino LA SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI 12 Gabriele Alfano NON È FACILE GUARDARE IN FACCIA LA TRASFORMAZIONE 15 Gian Carlo Sacchi LA «CONDOTTA» TORNA AD ESSERE DECISIVA NEL PERCORSO SCOLASTICO 18 Maria Rosaria Mallo, Salvatore Vitiello UNA SCUOLA APERTA A TUTTI E AL FUTURO DEL PAESE 21 Carla Gennaro LA GEOCRITICA: TRA RAPPRESENTAZIONE LETTERARIA E SPAZI GEOGRAFICI 24 Luigina Palazzo LA RICERCA IN CAMPO EDUCATIVO 30 Simona Baggiani DIVERSITÀ E INCLUSIONE NELLE SCUOLE IN EUROPA 34 Chiara Evangelisti SCUOLE EUROPEE PERCORSI DI STUDI PER DIVENTARE CITTADINI D’EUROPA 40 43 VITA DELL’UNIONE UMBRIA, CATANIA, MILAZZO

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 1 Rosalba Candela, Presidente nazionale UCIIM Editoriale INAUGURAZIONE DELL’ANNO SCOLASTICO 2023-2024 Forlì, 18/09/2023 (II mandato) Rivolgo un saluto molto cordiale ai Ministri e alle Autorità del territorio. Ringrazio la Rai per l’organizzazione, unendomi al ricordo di Claudio Donat Cattin. Ringrazio l’Istituto che ci ospita, il «Saffi Alberti», in questa bella ambientazione così ben organizzata. Ringrazio coloro che hanno partecipato - dagli artisti, agli sportivi, agli studenti, ai tanti che hanno partecipato - rendendo così coinvolgente questo incontro, con il supporto indispensabile e prezioso dell’Orchestra. Ringrazio Flavio Insinna e Malika Ayane, per averci condotto per mano, passo dopo passo, in questo splendido pomeriggio. Grazie. Care ragazze, cari ragazzi, la scuola riparte. E con la scuola riparte il ritmo consueto e dinamico della società. La scuola scandisce l’anno non soltanto dei giovani, ma anche delle famiglie, delle comunità, delle città e dei paesi. La riapertura della scuola da sempre rappresenta un’opportunità, una forte ragione di impegno comune, un motivo di speranza. È il percorso verso il nostro futuro. Abbiamo deciso, per questo inizio, di ritrovarci qui, nel cuore della Romagna, colpita a maggio scorso da una devastante alluvione, che ha causato vittime, distrutto abitazioni e aziende, allagato campi di coltivazione, sconvolgendo la vita di tante persone. L’anno scolastico si apre in queste terre con regolarità, nonostante i danni subiti dalle strutture. Anche se il terremoto di questa notte, in un Comune non lontano da qui, ha creato problemi alla scuola del luogo. Questo inizio così in Romagna è segno, forte e concreto, di tenacia e di resistenza. L’apertura qui, oggi, rappresenta – attraverso la scuola e al di là di essa – un messaggio di inalterata vicinanza alla gente di Cari amici, poiché questo è il numero corrispondente all’inizio del nuovo anno scolastico, mi sembra opportuno riportare integralmente i testi dei discorsi in merito del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara. Rosalba Candela INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 2 Editoriale Non ci può essere società libera e ordinata senza la scuola. L’inclusione è, quindi, un obiettivo di importanza decisiva. Molti passi sono stati fatti negli ultimi decenni per i giovani portatori di disabilità, grazie anche allo straordinario lavoro degli insegnanti di sostegno. Ma su questo fronte non possiamo fermarci né, tantomeno, tornare indietro. Va considerato anche con attenzione che le nostre classi sono frequentate da circa 800 mila studenti, migranti o figli di migranti stranieri. Un decimo degli iscritti nei nostri istituti. Si tratta di un impegno educativo imponente. Studiano da italiani, apprendono la nostra cultura e i nostri valori, e possono costituire un grande potenziale per il nostro Paese. Dal loro positivo inserimento può dipendere parte importante del futuro dell’Italia. Tuttavia la peculiare condizione di migranti, unita alle condizioni di povertà di molte loro famiglie, fa sì che queste ragazze e questi ragazzi siano esposti – più di altri - a ritardi o abbandoni scolastici. Non si cresce con il necessario spirito civico nell’isolamento. Perché forme, pur non dichiarate né intenzionali, di separazione producono rischi gravemente insidiosi per l’intera società. Dobbiamo scongiurare il rischio di giovani che, crescendo al di fuori dei canali scolastici, traducano la loro marginalizzazione in rifiuto della convivenza o come impulso alla ribellione. Per questo l’inclusione è valore fondamentale della scuola. I riflettori della cronaca recente si sono appuntati su alcuni casi di gravissima devianza che hanno visto dei ragazzi come protagonisti. Rapine, omicidi, risse tra bande giovanili, intollerabili violenze e molestie ai danni delle ragazze, inaccettabili episodi di bullismo e di prepotenza che mortifica altri ragazzi. È necessaria un’azione di ampio respiro a diversi livelli. Con politiche volte a investire sui giovani e sul futuro, con interventi strutRomagna. Nei giorni successivi all’alluvione tanti volontari provenienti da tutta Italia, soprattutto ragazze e ragazzi, hanno impugnato pale, scope e secchi. Il loro contributo è stato prezioso nella lotta contro il fango e nel manifestare cultura della solidarietà. Hanno dimostrato, concretamente, che l’Italia è una comunità. Che dai problemi si esce tutti insieme. La scuola italiana, nel suo complesso, è una grande realtà. Dispone di preziose energie. È ricca della passione, della cultura, della dedizione di insegnanti, dirigenti, personale addetto. Come ogni anno rammentiamo che non mancano problemi, lacune e insufficienze, spesso tamponate dall’impegno quotidiano del personale docente e non docente. Non sempre si riesce ad attribuire al sistema educativo risorse e investimenti adeguati. Ma cresce, in ogni ambiente, la consapevolezza del valore strategico della formazione: per la realizzazione personale dei ragazzi, per le loro future prospettive di lavoro, per l’acquisizione di una coscienza civile e democratica. La Costituzione repubblicana - la Carta fondamentale che regola e ispira la nostra convivenza - ha disposto che «la scuola è aperta a tutti». Perché tutti i cittadini, sin dalla nascita, sono uguali. Sul diritto universale all’istruzione si fonda uno dei pilastri della Repubblica. La scuola è, dunque, per tutti e di tutti. Non tollera esclusioni, marginalizzazioni, differenze, divari. Ne sarebbe – e, talvolta, ne viene – deformata. È il luogo dove i bambini e i ragazzi apprendono i fondamenti della conoscenza. Dove fanno i conti con la propria storia e con le proprie radici. Dove si cimentano con la diversità e la convivenza. Dove si appassionano all’arte, alla letteratura, alla scienza, alla tecnica, disegnando il cammino del proprio domani. Dove sperimentano la padronanza di sé, dei propri sentimenti, del vivere insieme. Non c’è futuro individuale senza il sapere.

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 3 Editoriale to delle classi, che penalizza i programmi di studio e le opportunità per gli alunni. Va garantita anzitutto la sicurezza degli edifici scolastici e quella dell’alternanza tra scuola e lavoro. Ho apprezzato in questo senso le parole dei Ministri Valditara e Calderone. I genitori e i ragazzi devono vivere l’esperienza scolastica con piena serenità. L’attenzione ai giovani è fondamentale. Maria Montessori, la grande educatrice italiana famosa nel mondo, scriveva: «La società umana non può cambiare senza che gli adulti e i bambini collaborino». Occorre rendere appetibile, accattivante, anche divertente l’insegnamento, la frequenza scolastica. Occorre trasmettere il gusto per l’apprendimento, per la cultura, per la vita insieme. I ragazzi – gli scolari, gli studenti – sono a scuola per imparare ma anche per crescere, per diventare protagonisti del loro futuro. Non per adeguarsi passivamente, tanto meno per essere oggetto di omologazione ma, al contrario, per sviluppare iniziativa e creatività e metterle alla prova. La scuola deve essere sempre più aperta e accogliente, integrante. È nella compagnia che si apprende «ad avere idee», come scrive Omero in un canto dell’Iliade. Ragazze e ragazzi hanno risorse che le generazioni più anziane neppure avrebbero potuto immaginare. Sono molti passi più avanti nelle conoscenze tecnologiche e digitali. Sono allenati a vivere in un tempo dove tutto è accelerato e globale. La scuola deve correre per stare al passo con loro, e può farlo soltanto rendendo i giovani protagonisti, rafforzando il dialogo tra insegnanti e famiglie, e con la realtà sociale in cui è inserita. Dobbiamo credere nei giovani. Puntare su di loro. Aiutarli nella crescita. Perché la scuola siete voi, care ragazze e cari ragazzi. La scuola è il vostro cammino di libertà. Buona strada. Buon anno scolastico a tutti. turali per colmare i divari tra i territori, con strategie per ampliare le opportunità e i percorsi di integrazione e di solidarietà, con la repressione dei reati, in particolare dell’attività delle organizzazioni criminali che cercano di imporsi come violenta alternativa alla vita civile, alla legalità, alle stesse istituzioni democratiche. Tutto questo, ancora una volta, rende ancor più fondamentale combattere, con sempre maggior determinazione, l’abbandono scolastico. Perché la scuola è la prima e la più importante risposta al degrado. E’ la buona scuola lo strumento più efficace e prezioso di cui la Repubblica dispone per creare e diffondere tra le giovani generazioni una cultura della legalità, della convivenza, del rispetto. Dobbiamo incoraggiare il lavoro di tanti insegnanti, entusiasti e volenterosi, aiutare la loro strada per camminare insieme agli studenti, evitando che cambino ogni anno, con la necessità di ricostruire ogni volta il rapporto con loro. Assicurando agli insegnanti condizioni economiche adeguate, e restituendo pienamente alla loro funzione il prestigio che compete loro nella società e che talvolta è messo in discussione da genitori che non si rendono conto di recar danno ai propri figli. Perché, come insegnava Platone «Quando i figli presumono di essere uguali ai padri, i maestri tremano davanti agli scolari, e preferiscono adularli anziché guidarli; quando si disprezzano le leggi, e non si sopporta più alcuna autorità, allora è segno che sta per cominciare la tirannide». Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza - occasione storica per l’Italia - riguarda ovviamente anche il potenziamento della scuola. Ovunque, in tutto il territorio nazionale, perché la scuola è un patrimonio comune dell’intera Italia. Lo spirito che deve guidarci è quello di un’impresa corale per le istituzioni e la società. La scuola ha bisogno di continua manutenzione e di aggiornamento. Anche per colmare limiti strutturali. Si deve operare per evitare l’affollamen-

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 4 Editoriale «Da qui la riforma del docente tutor, che ha la funzione di personalizzare l’istruzione. Da qui una scuola delle opportunità che sappia valorizzare i talenti degli studenti con disabilità. Da qui Agenda Sud per evitare la spaccatura in due del Paese, che non offre ai giovani le stesse opportunità. Da qui la riforma dell’istruzione tecnico-professionale oggi approvata in Cdm, che deve diventare un canale formativo di serie A, con la stessa dignità dei licei. Non esiste un unico modello di intelligenza, ma tante di egual valore». «Da qui la necessità di semplificare i rapporti tra genitori e scuola con la piattaforma Attiva, nuovo strumento attivo dall’11 ottobre, favorendo l’orientamento e rendendo semplici le procedure amministrative. Una scuola moderna e democratica deve consentire di trovare lavoro. Se lo studente è al centro nessuna scuola può avere insegnanti non motivati. La professione docente non è giustamente retribuita. Dobbiamo ridare autorevolezza alla figura del docente. Da qui la tutela legale, l’uso appropriato del cellulare a scuola, il voto di condotta e la riforma della sospensione per dare più forza ai docenti, la necessità di chiarire le norme per evitare che le decisioni dei docenti vengano stravolte dai procedimenti giudiziari». «La scuola come comunità educante ha bisogno di rispetto, verso i docenti, gli studenti, verso ogni diversità, se sappiamo ricreare una grande alleanza con le famiglie con serenità e fiducia. Cari ragazze e care ragazze, l’augurio di un buon anno scolastico». INTERVENTO GIUSEPPE VALDITARA «Ringrazio tutti i dirigenti scolastici, i docenti, il personale e gli studenti che nei giorni dell’alluvione si sono prodigati per rendere di nuovo agibili le loro scuole. Il primo giorno scuola è sempre un momento importante, è un nuovo inizio, nuove opportunità, nuovi traguardi. C’è sempre l’idea della novità e della conoscenza, di rapporti umani fondamentali che si inaugurano e si rinnovano». «Il primo giorno di scuola vede al centro lo studente. La Pira, nel suo discorso nella relazione sui principi, sottolineava la radicale differenza tra l’ordinamento fascista e quello democratico. Nel primo la persona era asservita alle esigenze dello Stato, nel secondo al contrario». «La scuola repubblicana, costituzionale, deve mettere sempre al centro la persona di ogni studente, senza discriminazioni, senza altre finalità se non offrire le stesse opportunità formative. La scuola e l’istruzione sono decisivo per lo sviluppo della persona. La scuola è al servizio di ogni studente. L’istruzione deve passare attraverso la comunità educante, un patto tra famiglia e scuola». «L’idea di merito non va inteso in una concezione elitaria, ma partecipativa, volta a valorizzare i talenti di ciascuno, per tirare fuori i talenti di ciascuno. Ho visitato tante scuole che hanno trasformato giovani perduti: quelle scuole hanno saputo toccare i tasti giusti. Quei ragazzi sono diventati maturi, responsabili, pieni di impegno e passioni».

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 5 Padre Giuseppe Oddone, Consulente ecclesiastico nazionale UCIIM Spiritualità sto punto di vista la conclusione della Divina Commedia. La nostra natura è dentro Dio con lo stesso colore divino: il poeta cerca di capire come essa possa adattarsi alla natura divina e trovare posto dentro di essa. Non ci riesce con le forze umane; solo una folgorazione di grazia lo immerge in questo mistero e placa il suo intenso desiderio, infondendogli un senso di armonia e di pace. Se la Trinità divina è unità e comunione di amore, ed ha al suo centro il mistero del Verbo fatto carne, anche la nostra vita terrena di riflesso deve immergersi in questa realtà trinitaria, essere modellata da essa ed innamorarsi di Cristo, che ci rivela il volto di Dio. Comunità ecclesiale: Alessandro Manzoni Fortissimo il senso della comunità civile, liturgica e corale è nelle opere del Manzoni, in particolare negli Inni sacri. Ne «La Pentecoste» la Chiesa è presentata come una comunità, madre dei santi, immagine della città superna, riunita intorno all’Eucaristia, sparsa per tutti i lidi, animata dallo Spirito che rende i fedeli «uni per Te di cor». Anche il racconto de «I Promessi Sposi» ha una forte connotazione comunitaria. Renzo e Lucia nelle loro disavventure sono sostenuti da tanti bravi cristiani, espressione della Provvidenza divina, che sentono il bisogno di aiutare chi si trova in difficoltà: il vecchio servitore di Don Rodrigo, che informa fra Cristoforo sul pericolo che incombe sui protagonisti, il barcaiolo che dopo la traversata del lago rifiuta i ringraziamenti delle donne e la mancia di Renzo dicendo che siamo quaggiù per aiutarci gli uni con gli altri, il barocciaio che non vuole anche lui il denaro di Renzo ed ha in mente un’altra ricompensa, ESSERE E FARE COMUNITÀ NELL’UCIIM Affronto questo tema sotto un aspetto un po’ inusuale, non tanto sotto un’angolatura teorica, ma facendo piuttosto riferimento concreto ad alcuni autori e capolavori della nostra letteratura. Ognuno di noi avverte la propria unicità ed individualità, ma la riconosce soltanto perché è in relazione con tanti «tu», con le persone che lo circondano, con gli altri, ossia comprende il mistero dell’unicità del suo essere ed esistere solo se si relaziona con altre persone, se si scopre inserito in una comunità. Questo è in sintesi anche il mistero di Dio, uno e trino, unico nella natura e nell’essenza, posseduta tuttavia da tre Persone divine. Comunità trinitaria: Dante Alighieri Faccio riferimento a Dante, che possiamo considerare come testimone della fede e maestro spirituale. Davanti a San Pietro che lo interroga sulla fede e gli chiede di esprimere quello che crede, egli afferma di credere in un solo Dio, fonte del movimento e di tutta la realtà: di questo ha prove razionali e scritturali; crede inoltre in tre Persone eterne che posseggono tutte l’unica natura divina con una relazione diversa, come infinita paternità, infinita figliolanza, infinito Amore tra il Padre ed il Figlio. Dio è nello stesso tempo Uno nell’essenza e Trino nelle persone per cui di Dio si può dire Egli è oppure Essi sono. Questo è un mistero che ci viene manifestato solo dalla rivelazione. Dio non è pertanto solitudine e lontananza, ma comunità di amore. Non dimentichiamo che nel mistero trinitario è presente anche la natura umana, assunta dal Verbo divino fatto carne, carne della nostra carne. Meravigliosa è sotto que-

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 6 Spiritualità insegna che l’odio è sempre un peccato e va combattuto e superato (vedi la conclusione de La casa in collina) e che di fronte ai guasti della guerra nei confronti dei piccoli, da qualunque parte vengano, «tocca a noi altri rimediare, comunque sia andata». Ma ben presto, dopo aver lasciato un ambiente comunitario cristiano, ed essere ripiombato nella sua solitudine, nella sua spaventosa aridità (c’è anche in lui qualcosa dell’aridità spirituale che colpisce i mistici dopo che hanno sperimentato Dio), nel suo non sentimento, nella sua incapacità di aprirsi agli altri e di legare con loro e nel vortice inarrestabile del lavoro creativo, abbandonò queste riflessioni e convinzioni e ripiombò nella rimozione di Dio, che pure continuava a pungolarlo interiormente, tanto da scrivere il 12 gennaio 1948 nel suo diario: «Perché quando riesci a scrivere di Dio, della gioia disperata di quella sera al Trevisio (il Collegio di Casale Monf. ove si era rifugiato, diretto dai Padri Somaschi), ti senti sorpreso e felice, come chi giunge in un paese nuovo?» Ci vuole davvero per noi un paese nuovo, una comunità che ci sorprenda e ci renda felici, che ci faccia scoprire la presenza degli altri e ci apra al contatto con Dio. Questo paese nuovo è proprio l’essere e sentirsi comunità, realtà terrena che riflette la vita divina. Una comunità scolastica: Don Lorenzo Milani È difficile prendere un uomo solo, per di più messo ai margini dalla sua chiesa, considerato nel contesto ecclesiale come un prete al di fuori dagli schemi e poi parlare di lui come creatore ed animatore di comunità ecclesiali e scolastiche. Eppure è stato senza dubbio un uomo di comunità, capace di innumerevoli vie di contatto e di amicizia, ed è riuscito a popolare la montagna di Barbiana con la forza del suo spirito. Ai suoi funerali solo tre preti, ma tanti amici, centinaia di persone salite lassù per esprimergli la loro riconoscenza. Oggi scopriamo tanti tratti profetici nel suo apostolato: ha avvicinato i lontani senpiù lontana, ma più abbondante, il sarto del villaggio che con i fatti dimostra che siamo quaggiù per condividere quello che abbiamo, il cugino Bortolo che accoglie Renzo fuggitivo da Milano con la semplice filosofia di «industriarsi, aiutarsi, essere contenti… Dio m’ha fatto del bene perché faccia del bene». In sintesi il sentirsi comunità, l’aprirsi agli altri è per il Manzoni l’anima della società civile e cristiana. Ha una sua espressione nella liturgia della Chiesa, dove l’animo ritorna sereno, cantando le lodi del Signore. Comunità di vita: Cesare Pavese Uno scrittore del Novecento ha sentito drammaticamente il dramma della solitudine e dell’isolamento e contemporaneamente l’esigenza di trovare una comunità. È Cesare Pavese. Egli vive una contraddizione mai risolta: avverte con angoscia il suo essere solo e ne soffre intensamente «Vale la pena essere solo per essere sempre più solo?» si chiede in una sua poesia, ma nello stesso tempo cerca una comunità di vita che lo accolga e gli dia identità: «Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti». Durante il periodo della guerra di liberazione trovò accoglienza in una comunità religiosa che aveva un collegio ed una scuola. Incontra un Padre che segue i ragazzi e nel romanzo autobiografico «La Casa in collina» (cap. XV-XVII) lo trasfigura artisticamente e lo chiama P. Felice: felice, perché ha un legame profondo con la sua terra d’origine e con la campagna, felice, perché ha conservato un tratto semplice, aperto, quasi infantile, un cuore di fanciullo nell’esuberanza dei suoi sentimenti, felice soprattutto per la sua capacità di dialogo e di rapporto con i ragazzi, felice per il senso profondo di paternità nei loro confronti, felice anche perché spezza il cerchio di solitudine del protagonista, accettandolo a prima vista, felice perché discute e si confronta con lui e lo apre ai valori cristiani, all’incontro con Dio, a sentire nel suo cuore lo sgorgo di divinità, felice perché

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 7 Spiritualità suoi poveri, vivendo con loro, il dono della parola: una parola pesata e limata, costruttiva e fraterna, rivoluzionaria e provocatrice, ma allo stesso tempo chiara ed efficace. Si parla spesso di comunità, ma è difficile realizzarla ed incontrarla. Don Milani ha saputo costruirla, sorretto dalla sua spiritualità sacerdotale e da una ricchezza interiore di fede e di amore per Cristo e per i poveri che gli ha permesso di superare le situazioni di vita più difficili. Ci ha lasciato con la sua vita un messaggio veramente comunitario, costruendo la fraternità e l’eguaglianza tra i suoi alunni della scuola di Barbiana. Essere e sentirsi comunità: l’UCIIM L’associazione UCIIM ha ormai 80 anni di storia: è stata fondata da Gesualdo Nosengo (1906-1968) il 18 giugno 1944. Lo statuto UCIIM preferisce questa parola «unione cattolica» a quella di comunità, che è comunque presente. Nel tracciare la natura dell’associazione si insiste sul collegamento con la vita della Chiesa e sulla sua specifica natura laicale. Ma l’aspetto che mi preme ora sottolineare maggiormente è che l’UCIIM è anche una comunità ecclesiale, una porzione di Chiesa. È espresso nello Statuto all’art. 5 che definisce la natura dell’associazione, affermando che essa «aderisce alla Consulta della pastorale scolastica della CEI (Conferenza Episcopale Italiana), alla CNAL (Consulta Nazionale delle Aggregazioni Laicali) e alle altre iniziative di cooperazione, sul piano educativo, formativo e culturale, anche a livello internazionale ed è impegnata a collaborare con le realtà ecclesiali che operano per la promozione della cultura e del lavoro, secondo la dottrina sociale della Chiesa» Inoltre nell’art. 14 dello Statuto si dà un’importanza particolare ai consulenti ecclesiastici: «I consulenti ecclesiastici sono presbiteri nominati dalla competente autorità ecclesiastica che partecipano alla vita dell’Associazione e ne accompagnano le attività, allo scopo principalmente di alimentare la vita spirituale e la missione apostolica za distinguerli e contrapporli, si è presentato come ministro e servitore dell’amore di Cristo verso chiunque e mai giudice, ha difeso il primato della coscienza di fronte alle leggi umane, ha animato la società civile con il suo apporto di intelligenza e di proposte cristiane, ha pagato di persona con tante sofferenze le sue scelte. Certamente era un rivoluzionario che aveva scelto di vivere da povero e con i poveri ed era alla ricerca di una nuova forma di apostolato sacerdotale e di un nuovo amore tra gli uomini: un amore ancora da costruire per eliminare le ingiustizie sociali e la lontananza degli ultimi dalla Chiesa, un amore critico verso il potere politico del suo tempo, nel quale la Chiesa a suo parere si narcotizzava e cercava più o meno consapevolmente di trovare spazio di potere e di tranquillità, ma con il terribile risultato di farsi odiare dai poveri. Questo suo ideale di servire e di migliorare la comunità sia civile che ecclesiale, esperimentato da tutti coloro che hanno avvicinato il suo sacerdozio, si basava su una comunità concretamente e pazientemente attuata ogni giorno, il gruppo di ragazzi con i quali conviveva, non con uno scopo assistenziale o caritativo, ma per la loro cultura, la costruzione del loro avvenire. Una comunità scolastica, che non si ritrova in altre esperienze, formata da ragazzi rifiutati dalla scuola statale, di solito contadini o montanari, condannati dal sistema a non uscire dalla loro condizione sociale. Don Milani reagì violentemente contro questo male strutturale della scuola del suo tempo ed in parte anche del nostro. Visse con i suoi ragazzi ore ed ore ogni giorno senza diversivi e condivise con loro una lenta assimilazione e promozione culturale, che toccava tutti gli aspetti della vita culturale, sociale, politica, lavorativa, sviluppando una mentalità critica che non si lasciava assorbire dal sistema o dalla mentalità borghese. È stato un vero padre ed un maestro per i suoi ragazzi ed ha dato loro il possesso vero della lingua, fino a renderli capaci di scrivere un libro e di rompere il tabù che lo scrivere sia un privilegio, che l’intervenire nella scuola e nella società spetti solo a pochi. Ha dato ai

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 8 Spiritualità presenti le altre motivazioni tipicamente laicali: sviluppare l’impegno associativo tra docenti e dirigenti scolastici sia nella scuola primaria che secondaria, valorizzare anche sul piano economico il profilo professionale degli insegnanti, proporre corsi di formazione, elaborare e verificare progetti per un insegnamento più efficace, promuovere l’inclusione per ridurre ed eliminare la dispersione scolastica, far prendere coscienza attraverso l’educazione civica dei diritti e dei doveri di ogni cittadino, sanciti dalla Costituzione. In sintesi possiamo dire che per essere vera comunità l’UCIIM deve rispondere alle esigenze materiali di ogni insegnante, cioè dare un’informazione ed un aiuto in campo organizzativo, burocratico, giuridico, professionale a tutti i suoi membri. Inoltre deve essere una comunità ricca di valori umani e culturali: ci si forma vicendevolmente, si condividono le proprie esperienze culturali, pedagogiche e scolastiche per essere più efficaci nel propria professione. Si trova all’interno della comunità dell’UCIIM riconoscenza e stima per il lavoro svolto e l’appoggio degli altri associati ed anche la gioia di stare insieme per conoscersi e per migliorare. Ma non si può dimenticare che il fatto che dà valore a tutta l’associazione dell’UCIIM è il formare una comunità, animata dallo Spirito, che suscita continuamente nella Chiesa nuove testimonianze ed energie al servizio del prossimo, in particolare verso gli alunni della scuola. dei soci nell’ambito dell’azione educativa sia personale che associata. I consulenti ecclesiastici partecipano, in base alla loro nomina, agli organi associativi». L’UCIIM rappresenta ancora oggi una presenza dei laici cattolici nella scuola dei nostri giorni. In modo specifico essi si impegnano a perfezionare la loro competenza professionale, perché educare ed insegnare costituiscono una professione ed un’arte sempre in via di aggiornamento e di miglioramento. In questo si adeguano al carisma ecclesiale del fondatore Gesualdo Nosengo, che esigeva dagli insegnanti associati un quadro di valori personali che li motivassero interiormente e creassero in loro una spiritualità professionale: sono la persona di Cristo con cui ci si relazione con una fede profonda ed illuminante, la Chiesa, la persona umana, l’impegno sociale e politico: solo così ci si possono considerare in «missione apostolica» come è affermato nello Statuto. Il carisma è infatti una sottolineatura particolare del Vangelo, vissuta da un gruppo ecclesiale, che fa in modo che una professione diventi anche una vocazione, una chiamata di Cristo: per l’UCIIM è servire Cristo negli alunni con grande chiarezza di idee, con libertà, con una vibrante ricchezza di sentimento che metta al centro le persone, includendo tutti gli allievi, in particolare quelli meno dotati. Ma soprattutto gli appartenenti all’UCIIM si impegnano a testimoniare come la fede illumini la loro vita personale e relazionale e costituisca una risposta ai continui problemi che lo sviluppo sociale e storico pone ad ogni persona e ad ogni società. Oggi in particolare sono chiamati secondo le indicazioni di Papa Francesco, a sviluppare nel loro lavoro educativo oltre all’apprendimento delle varie discipline il senso di rispetto al creato, l’accoglienza e la fraternità fra tutti i popoli. Accanto a queste finalità di carattere spirituale e carismatico, rimangono sempre

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 9 COPERCOM, COORDINAMENTO DELLE ASSOCIAZIONI PER LA COMUNICAZIONE Elena Fazi, Vicepresidente nazionale vicaria La nostra associazioni da molto tempo fa parte di questo organismo di grande spessore culturale, comunicativo ed educativo creato dalla CEI. Per moltissimo tempo vi siamo stati rappresentati da Anna Di Gregorio, sempre presente e attenta, che ringraziamo per la costante disponibilità. Da questa riunione in poi, per un naturale avvicendamento, sarà presente la sottoscritta. Occupandomi anche della nostra rivista mi è sembrato opportuno far conoscere ai nostri soci sia questo organismo sia la tematica dell’incontro del 17 ottobre ’23 che considero di grande interesse per chi lavora nella scuola a tutti i livelli. Il Copercom Le 29 associazioni aderenti al Copercom si riconoscono in un riferimento culturale e fondativo ai valori cristiani e ai principi della Carta costituzionale e si ritrovano in un comune impegno formativo e in una particolare attenzione alle problematiche educative suscitate dalla diffusione e dall’uso di strumenti della comunicazione sociale. Consapevoli che la comunicazione sociale – in quanto mezzo privilegiato di diffusione della cultura, creatore di mentalità e ispiratore di comportamenti individuali, familiari e sociali – costituisce una grande e significativa risorsa per un processo di umanizzazione della società e di costruzione di una comunità solidale e dialogica, ma che «condiziona profondamente le conoscenze e il pensiero degli uomini e delle donne del nostro tempo». Per questo le associazioni hanno ritenuto di dare vita tra loro a un «Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione» con lo scopo di contribuire a valorizzare le potenzialità positive della comunicazione stessa. Il Coordinamento delle Associazioni per la Comunicazione si propone di contribuire, con un’azione unitaria fondata sulla comune ispirazione cristiana e sui principi della Carta costituzionale: • alla affermazione della dignità e dei diritti della persona e della famiglia nel campo della comunicazione sociale; • alla sensibilizzazione e alla crescita della capacità e della coscienza critica dei cittadini; • alla promozione dei diritti degli utenti dei mezzi di comunicazione sociale e dei valori della persona e della famiglia; • alla tutela delle fasce deboli degli utenti, con particolare riguardo ai minori; • al sostegno di iniziative formative nel settore della comunicazione sociale promosse dalle associazioni aderenti al Coordinamento;

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 10 21. MED – Associazione Italiana per l’Educazione ai Media e alla Comunicazione 22. METER – Meter Ets 23. MPV – Movimento per la Vita Italiano 24. OFS – Ordine Francescano Secolare d’Italia 25. PAOLINE ODV – Associazione Comunicazione e Cultura 26. UCIIM – Unione Cattolica Italiana Insegnanti Dirigenti Educatori e Formatori 27. UCSI – Unione Cattolica Stampa Italiana 28. UGCI – Unione Giuristi Cattolici Italiani 29. WECA – Associazione Web Cattolici Italiani. La riunione del 17 ottobre 2023 Questa è stata la prima fase del tavolo di co-progettazione promosso dal Copercom sull’emergenza dell’accesso dei minori alla pornografia online. Ha aperto i lavori il saluto di Vincenzo Corrado, direttore dell’ufficio comunicazioni sociali Cei. «Il Coordinamento offre stamane una risposta concreta a un tema attuale», ha dichiarato. Il presidente del Copercom, Stefano Di Battista, ha insistito sulla «necessità di fare rete, perché le 29 associazioni che compongono il Copercom dispongono di una ricchezza e di una potenzialità che deve essere valorizzata». Hanno guidato la riunione Rosanna Milone, awareness and advocacy strategist (stratega di consapevolezza e di difesa) di Fondazione Carolina (1), e Cristina Tugnoli, consulente alla progettazione sociale. «Il 27 % dei genitori lascia i figli minorenni da soli con un device», mettendo a rischio la loro tutela on line, così Milone, che ha citato un sondaggio della Fondazione. «I ragazzi • al sostegno della responsabilità professionale dei comunicatori e alla valorizzazione degli aspetti deontologici delle loro attività; • alla valorizzazione dei rapporti sociali e delle comunità intermedie. Elenco delle associazioni aderenti 1. ACEC – Associazione Cattolica Esercenti Cinema 2. ACI – Azione Cattolica Italiana 3. ACLI – Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani 4. AFN – Azione per Famiglie Nuove Onlus 5. AGE – Associazione Italiana Genitori APS 6. AGESC – Associazione Genitori Scuole Cattoliche 7. AIART – Associazione Cittadini Mediali Onlus 8. AIMC – Associazione Italiana Maestri Cattolici 9. ANCCI – Associazione Nazionale Circoli Cinematografici Italiani 10. ANCP – Associazione Nazionale Cooperatori Paolini 11. ANSPI – Associazione Nazionale San Paolo Italia 12. CCSP – Centro Culturale San Paolo 13. FAES – Associazione Famiglia e Scuola 14. FEDS – Fondazione Ente dello Spettacolo 15. FIDAE – Federazione Istituti di Attività Educative 16. FISC – Federazione Italiana Settimanali Cattolici 17. FISM – Federazione Italiana Scuole Materne 18. GSLG – Gruppo di Servizio per la Letteratura Giovanile 19. MASCI – Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani 20. MCL – Movimento Cristiano Lavoratori (1) Fondazione Carolina nasce con lo scopo di realizzare un futuro in cui il web sia un «luogo» sicuro per i bambini e gli adolescenti, coinvolgendo tutti gli attori corresponsabili della crescita dei minori e del loro sviluppo consapevole. Dalla data di costituzione della Fondazione, si sono attivate sinergie e collaborazioni con istituzioni impegnate nella prevenzione del cyberbullismo e dei reati digitali, in supporto operativo alla Legge 71/2017 e alle relative azioni educative previste dai vari territori e rivolte a minori, studenti e comunità educante. https:// www.fondazionecarolina.org/2021/ (2) Si riferisce al nuovo articolo 7 bis del Decreto Giustizia, intitolato «Sistemi di protezione dei minori dai rischi del cyberspazio», in cui si legge: «I contratti di fornitura nei servizi di comunicazione elettronica disciplinati dal codice di cui al decreto legislativo 1° agosto 2003, n. 259 devono prevedere tra i servizi preattivati sistemi di parental control ovvero di filtro di contenuti inappropriati per i minori e di blocco a contenuti riservati ad un pubblico di età superiore agli anni diciotto». Secondo Pillon la legge non bloccherebbe solo il porno, ma tutti i contenuti «violenti, pericolosi o eccessivamente espliciti che non siano adatti a un pubblico di bambini».

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 11 Meter, Carlo Di Noto direttore, esperto informatico di alto livello https://associazionemeter.org/ Mpv, Marina Casini Uciim, Elena Fazi Ucsi, Vincenzo Varagona Ugci, Chiara Fravili Weca, Fabio Bolzetta che ha riferito che la sua associazione ha scritto un Decalogo sull’uso dei media. https://www.weca.it/ guida-al-web-edizione-2020/ Tra le associazioni che lavorano in questi ambiti viene citata anche l’Associazione ditelo sui tetti (3), presidente Domenico Menorello, assai attiva anche in questo campo. https://associazionerisveglio. com/ditelo-sui-tetti-mt-1027/ https://www.suitetti.org/agenda/ Poiché la tematica di questo incontro è molto importante, accesso dei minori alla pornografia online e pedopornografia, e si riferisce particolarmente al nostro campo di azione nell’ambito dell’educazione al digitale e all’uso sicuro del web ci è sembrato corretto e doveroso informare su quanto trattato. Speriamo che queste informazioni vi siano davvero utili e siamo disponibili ad affiancarvi nel lavoro. Siamo anche certi che molti di voi hanno lavorato e lavorano in questo campo e potranno mandarci spunti, suggerimenti, progetti realizzati, resoconti di attività, che saremo lieti di presentare nelle sessioni future del tavolo di lavoro del Copercom. Vi ringraziamo in anticipo in attesa di vostri contributi. passano, in media, 8 ore al giorno sui social». Milone ha sottolineato che «la piattaforma OnlyFans è diventata una piattaforma per lo scambio di contenuti pornografici. E, sempre secondo un nostro sondaggio, i minori da noi intervistati negano di accedere a OnlyFans, ma vedono questi contenuti su WathsApp, Telegram, Instagram…». A livello internazionale vi è un dibattito sulle norme da applicare per impedire ai minorenni di accedere alla pornografia on line. «In Italia, ci sono le linee guida per la legge 2020 (2): le corporate devono fornire un parental control relativo alla loro piattaforma». Milone ha osservato che «il più grande nemico della tutela dei minori on line è la privacy, perché le persone non vogliono che si violi la loro privacy» il che rende impossibile monitorare le navigazioni effettuate e i siti visitati dai minori. Sul tema della tutela vanno coinvolte «la comunità educante e le istituzioni». Con le realtà associative presenti al tavolo, il Copercom agirà su due macroaree: sensibilizzazione (opinione pubblica, istituzioni, stake holder: medici, media e giuristi) e formazione (comunità educante – genitori, docenti, educatori – e ragazzi). Al centro dell’impegno, è stato precisato, l’educazione all’affettività e una maggiore consapevolezza da parte dei genitori. All’incontro erano presenti per Age, Rosaria D’Anna, Aiart, Sandra Costa e Maria Elisa Scarcello (direttrice responsabile de Il Telespettatore, Aiart) (3) nome tratto dal Vangelo di Matteo 10,27

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 12 LA SETTIMANA SOCIALE DEI CATTOLICI Fabio Calvino, Docente di Matematica e Scienze - Formatore UCIIM Il giorno 15 settembre u.s. all’Università Cattolica di Milano si è tenuta la presentazione della Settimana Sociale dei Cattolici. I relatori erano: mons. Claudio Giuliodori, mons. Renna (Arcivescovo di Catania), prof. ssa Elena Granata (Politecnico di Milano), prof. Sebastiano Nerozzi (segretario del Comitato scientifico e organizzatore). La Settimana si terrà a Trieste dal 3 al 7 luglio 2024. I punti chiave sono riassunti in un libretto chiamato «Al cuore della democrazia - #Partecipare TraStoriaeFuturo». Al cuore, come il Sacro Cuore di Gesù, a cui viene chiesto di stendere la propria benedizione sulla settimana. Al primo punto viene indicata la partecipazione, come primo indicatore della salute di una democrazia. Tutti i relatori hanno tenuto a sottolineare questo segnale. La partecipazione è andata scemando ovunque, anche negli ambienti cattolici, oratori poco frequentati, seminari vuoti, anche la partecipazione alle messe domenicali è assolutamente in calo. «La partecipazione è il motore che tiene in movimento le società […]». Quali sono i punti chiave per il cambiamento? Mons. Giuliodori ricorda i seguenti 4 punti fondamentali: 1. abitare il cambiamento; 2. parola e ascolto; 3. immaginare il futuro; 4. animare a abitare il territorio. Mons. Renna ricorda il trentennale della morte di Pino Puglisi. Dichiara che la scelta di Trieste, nel 50° anniversario della settimana stessa, è stata pensata per la posizione di confine e in quanto simbolo di scelte valoriali e democratiche. La posizione geografica, all’estremo Nord dell’Italia, vuole evidenziare l’impegno dei cattolici in tutti i luoghi, da Taranto a Trieste, dall’estremo Sud all’estremo Nord, tutti sono coinvolti. Trieste, città di confine che ha sofferto e fatto parte della costruzione dell’Italia stessa, è il simbolo di un mondo che dovrebbe accogliere chi arriva da lontano. Mons. Renna sottolinea inoltre la tempistica e la modalità. Si tratta di un cammino simile a quello sinodale, e rappresenta il tratto d’unione tra il Sinodo e l’Anno giubilare. Verranno aperti molti cantieri (50 mila), anche online, per ascoltare e proporre, per comprendere le realtà esistenti e sviluppare nuove idee. Ricorda la storia della Settimana Sociale dei Cattolici, un cammino iniziato nel ’45 con la Costituente, che passa per Camaldoli nel ’53, per la Calabria, nel ’61, attraverso l’impegno per l’ambiente, nel 2021, e, finalmente nel 2024, il 75° anno dopo Camaldoli. Il Papa parla di Poeti socia-

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 13 da quelle strutturate ed esistenti. Manca lo sguardo sapienziale e creativo per vedere il nuovo. La prof.ssa Granata individua 4 crisi: 1. la componente sociale è a rischio di frammentazione; 2. la crisi climatica innesca crisi internazionali, come la Libia; 3. la crisi geopolitica in atto; 4. la componente migratoria. Prosegue dicendo che i cristiani non sono solo quelli che vanno in Chiesa, ma anche i medici e gli infermieri, gli insegnanti del Sud (anche quelli del Nord, la povertà materiale e intellettuale è diffusa ovunque, ndr), riprende il nome di «poeti sociali» di Papa Francesco. Raccontando il libretto illustrativo della Settimana Sociale dei Cattolici, ricorda che nella seconda parte dello stesso si individuano alcuni temi trasversali, che sottolineano ancora una volta l’importanza della partecipazione, come tema e forma: la voce, a Trieste e nei lavori preparatori (i cantieri) verrà data a chiunque fa partecipazione sulla propria pelle. Conclude elencando i temi principali: 1. potere. Parola tabù, va intesa come verbo, cioè poter essere, poter fare, poter cambiare: potere come la forma più alta dell’esercizio della responsabilità; 2. educare. Esperienza creativa. Educazione integrale come sentimento. Educazione a sentire, ad agire e poter fare, a capire; 3. amore. Dalla «Fratelli tutti», una dimensione civile dell’amore per entrare nei luoghi delle soluzioni, per sviluppare intelligenza creativa e un amore preferenziale per i poveri; 4. dialogo. Inteso come parola e ascolto; 5. riabitare i luoghi. Perché le grandi crisi iniziano e vanno risolte lì (si percepisce la suggestione di Caivano, ndr); 6. immaginazione. Per abitare il cambiamento. Interviene Sergio Gatti, il «veterano», presente in vari comitati precedenti. Cita l’azione importante di Giuseppe Toniolo nella fondazione e sviluppo delle banche cooperative, uomo di grande competenza, visione e passione. Sottolinea ancora il percorso da Taranto a Trieste, città emblematica, pulli, riferendosi a tutti gli operatori attivi nel sociale. Trieste diventa il punto di approdo di un’Italia inclusiva, insieme agli immigrati di ogni origine, in sintesi: la settimana sociale dei cattolici IN Italia. Oltre a Bochenford, mons. Renna cita la «Centesimus Annus», come completamento della dottrina sociale della Chiesa. «Se c’è democrazia, c’è dimensione morale e partecipazione». La comunità politica deve porsi al servizio di quella civile, l’essere umano e la società civile vengono prima dello Stato. Nella «Fratelli Tutti», Papa Francesco dichiara «che per affermare che la società è più della mera somma degli individui, è necessario utilizzare il termine popolo». Mons. Renna conclude il proprio intervento, affermando che a Trieste verranno messi in luce temi già in atto: 1. popolo; 2. fraternità; 3. dialogo sociale. Interviene infine la prof.ssa Elena Granata del Politecnico, vicepresidente della commissione. Cita Joel Zasc: «la democrazia nasce all’ombra del Platano». Il platano come albero simbolo della piazza, posto sempre al centro della stessa nell’antica Grecia, è il simbolo della scuola di Platone, una scuola aperta. Il Platano, in quanto pianta, è anche simbolo della democrazia ecologica, che nasce all’ombra del luogo dove la città fa i suoi traffici, dove avvengono gli scambi commerciali, dove vengono scambiate le idee, dove avviene la socializzazione. Anche la prof.ssa Granata riprende il termine «partecipazione» in quanto forma di governo, ma anche di desiderio. Partecipazione come «luogo» di libertà e accoglienza. La partecipazione è intesa in modo diverso dal passato, non una partecipazione passiva, che ha portato a chiese senza fedeli, scuole senza studenti (per lo meno non motivati), famiglie senza culle… in due parole: venir meno. Vanno cercate nuove forme di partecipazione che vadano a sostituire quelle vecchie, come i sindacati. La prof.ssa riprende un ragionamento individuato nell’ultimo numero di Vita: la partecipazione esiste attorno alle e fuori dalle grandi associazioni. Ancora: attorno e a fianco le associazioni giovanili. La partecipazione esiste, ma in forme diverse

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 14 percorsi in preparazione, visibili sul sito (https://www.settimanesociali.it/senza-categoria/percorsi-di-preparazione/). Questa preparazione verrà attivata nelle comunità, come luogo di libertà. Comunità aperta, per sperimentare nuove pratiche di partecipazione, plurale, tessere reti e alleanze, generativa, nell’individuazione di tematiche e proposte per far convergere opere pubbliche e interrogare le istituzioni. I punti di attivazione sono diffusi in tutto il paese, le idee e le proposte saranno da scoprire lavorando insieme. «Ci mettiamo in cammino», grazie al sito (www.settimanesociali.it), alla webapp «settimane sociali», attiva dal 15 ottobre, per vivere momenti di incontro. Cosa devono fare le diocesi: 1. indicare i delegati alla segreteria, non solo per le diocesi, ma anche per gli enti; 2. effettuare iscrizione e prenotazione dei delegati; 3. registrare i membri nei «cantieri di strada e del villaggio» e nella webapp; 4. organizzare incontri regionali «verso Trieste». Le buone pratiche possono essere proposte anche da gruppi spontanei o associazioni esistenti, ma anche ai singoli che vogliano impegnarsi nella partecipazione. L’incontro si è concluso con alcuni interventi che sottolineano con esempi attivi quanto detto sopra. sante, all’avanguardia per l’energia da fonti rinnovabili. Infine la democrazia, che non è irreversibile, ma un processo da mantenere sempre vivo, non sopravvive per inerzia, ma può spegnersi, senza adeguata coltivazione: la partecipazione, con modalità nuove. L’ultimo intervento è del prof. Sebastiano Nerozzi, segretario del comitato scientifico e organizzatore. Ricorda che il comitato ha lavorato in modo solidale e condiviso. Indica, finalmente, la modalità di partecipazione verso Trieste. Ricorda che la settimana sociale è in realtà un processo costruito in varie fasi: 1. fase di lancio; 2. fase di lettura dei territori; 3. settimana sociale a Trieste; 4. generazione nei territori; 5. la sintesi a maggio 2025 nell’Anno Giubilare. Approfondendo il punto 3 sottolinea che Trieste si apre a tutti con: • i laboratori della partecipazione; • i villaggi delle buone pratiche; • le piazze della democrazia; • vari eventi pubblici e istituzionali; • spettacoli, musicali, teatrali e altro. Verrà emesso un bando per le buone pratiche, che avranno visibilità in alcune aree specifiche. In che modo partecipare? Grazie agli ambiti di partecipazione, suddivisi in sette aree o

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 15 NON È FACILE GUARDARE IN FACCIA LA TRASFORMAZIONE (1) Gabriele Alfano, Presidente della Sezione UCIIM di Perugia - Psicologo psicoterapeuta cognitivo comportamentale Dalla Scuola, intesa complessivamente come sistema scolastico, arrivano ormai con continuità segnali di fenomeni preoccupanti come disagio scolastico, stress lavoro correlato, psicopatologia. Da una recente indagine dell’Ordine degli psicologi dell’Umbria emerge che nell’ultimo triennio ha avuto un grande riscontro il Servizio di Psicologia scolastica, apprezzato dal 97% dei Dirigenti scolastici intervistati. I motivi prevalenti di accesso degli studenti al servizio hanno riguardato disagi relazionali, difficoltà scolastiche e disturbi dell’umore (2). Franco Lorenzoni osserva che «assistiamo a una moltiplicazione geometrica di casi gravi che si presentano alle Asl e ai centri di igiene mentale, [...] crescono a dismisura disturbi dell’alimentazione e forme di autolesionismo o di isolamento e chiusura totale» (3). Il Presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi afferma: «Ma sono anni che bambini e adolescenti mostrano sia una aumento dei disturbi dello sviluppo che, soprattutto, un forte malessere psicologico, una fatica adattiva che aumenta da anni, un campanello d’allarme ignorato» (4). Una categoria molto a rischio stress è quella degli insegnanti (5) che risultano sempre più colpiti dal burnout con specifiche disfunzioni e limitazioni non solo di natura fisica ma anche psicologica e sociale (6). Quasi vent’anni fa il dottor Lodolo D’Oria diede alle stampe un’indagine dal titolo lampante: «Scuola di follia» (7). Dai suoi studi emerge che la categoria docente corre un rischio specifico legato alla condizione lavorativa e al contesto scolastico. «In controtendenza con gli stereotipi diffusi nell’opinione pubblica, i risultati [dello studio Getsemani] dimostrano che la categoria degli insegnanti è soggetta a una frequenza di patologie psichiatriche pari a due volte quella della categoria degli impiegati, due volte e mezzo quella del personale sanitario e tre volte quella degli operatori» (8). Fuori dei nostri confini non va meglio. Il dott. Daniel Madigan, professore associato e capo della ricerca per la School of Science, Technology and Health della York St. John University ha dichiarato: «Per aiutare a sostenere i nostri insegnanti, è essenziale che le scuole e i membri del governo agiscano per affrontare il burnout e rivedano le molte richieste poste agli insegnanti [...] sarebbero un buon punto di partenza.» (9). Non si sottrae al rischio la categoria dei Dirigenti scolastici. L’indagine «Il burnout nei dirigenti scolastici» (10) riporta risultati evidenti: «I dirigenti scolastici che hanno risposto al questionario sono stati 728. Analizzando le risposte risulta che ben il 52% (1) Litfiba, Il mio corpo che cambia, Infinito, 1999 (2) https://www.ordinepsicologiumbria.it/psicologo-dentro-la-scuola-i-presidi-lo-vogliono-a-sistema/ (3) https://www.illibraio.it/news/scuola/lettera-sulla-scuola-franco-lorenzoni-1442778/ (4) https://www.quotidianosanita.it/lavoro-e-professioni/articolo.php?articolo_id=102175 (5) https://www.giuntiscuola.it/articoli/lo-stress-degli-insegnanti (6) https://www.tuttoscuola.com/scuola-a-rischio-burnout/ (7) https://www.tuttoscuola.com/prodotto/stress-da-lavoro-correlato-e-burnout-rischi-e-malattie-professionali-dei-docenti/ (8) https://www.tecnicadellascuola.it/effetti-del-burn-out-sulla-salute-mentale-dei-docenti-e-polemica-nel-regno-unito (9) Ibidem. (10) https://www.aidp.it/hronline/2021/9/15/il-burnout-nei-dirigenti-scolastici.php

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