LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 35 le, che esistono in molti sistemi educativi, il rapporto evidenzia in particolare le iniziative politiche mirate che promuovono l’accesso dei suddetti target di studenti a un’istruzione «mainstream» di qualità e inclusiva. Il rapporto fornisce una panoramica comparativa delle politiche e delle misure adottate in questo ambito da 39 sistemi educativi europei. Presenta numerosi esempi nazionali, che illustrano alcuni dei più recenti sviluppi politici e fornisce una panoramica delle iniziative in corso in Europa. Tuttavia, il rapporto non discute l’attuazione di queste politiche e non ne analizza l’efficacia o i risultati. Non rientra nell’ambito di questo rapporto nemmeno la presentazione delle pratiche a livello scolastico. Il rapporto registra innanzitutto, come dato risultante generale, che le politiche e le misure pertinenti nelle aree indagate – monitoraggio, strategie, accesso, curricula, sostegno all’apprendimento e supporto socio-emotivo, formazione degli insegnanti – sono ampiamente presenti nella maggior parte dei sistemi educativi analizzati. Tuttavia, esse non sono rivolte a tutti i target di studenti in egual misura, per esempio gli studenti con bisogni educativi speciali o con disabilità sono un gruppo presente in tutte le aree, come anche quello degli studenti migranti, mentre lo è in misura minore il target di studenti LGBTQ+ e di quelli provenienti da minoranze religiose. Per quanto riguarda politiche e misure di monitoraggio della discriminazione e diversità a scuola, nonostante la maggior parte dei paesi europei disponga di organismi nazionali creati a questo scopo, più della metà dei sistemi educativi dichiara di non avere accesso a dati completi sui principali motivi di discriminazione nelle scuole. In generale, il ruolo di questi organismi rivolti alla società in generale (e non specificatamente al mondo della scuola) è quello di monitorare i casi di discriminazione, individuare i modi per prevenirla, promuovere le pari opportunità per tutti e fornire un’assistenza concreta alle vittime (per esempio, in Italia, opera in tal senso l’Ufficio nazionale contro la discriminazione razziale – UNAR). Laddove questi dati esistono, i bisogni educativi speciali o le disabilità e l’origine sui gruppi a rischio di discriminazione, come i Rom, le persone LGBTIQ+ (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, intersessuali, queer e altre identità sessuali), le persone con disabilità e il popolo ebraico. In questi documenti strategici il rafforzamento di un’educazione inclusiva è evidenziato come una dimensione prioritaria, in quanto l’istruzione e la formazione sono il fondamento di una partecipazione reale nella società e uno degli strumenti più potenti per costruire società più inclusive. In questo sfondo concettuale e politico, il rapporto Eurydice Promoting diversity and inclusion in schools in Europe analizza in chiave comparata politiche e misure esistenti a livello nazionale che promuovono la diversità e l’inclusione nell’istruzione scolastica. Si focalizza in particolare sui discenti che sono più facilmente vittime di svantaggi e/o discriminazioni nelle scuole, come per esempio studenti provenienti da diversi contesti migratori, etnici e religiosi, studenti LGBTIQ+ e studenti con bisogni educativi speciali o disabilità, nonché su ragazzi e ragazze che subiscono disparità di genere. Piuttosto che concentrarsi su politiche e misure universali che supportano tutti gli studenti nelle scuo-
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