La Scuola e l'Uomo - n. 9-10 - Settembre-Ottobre - 2023

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2023 42 del Consiglio superiore: il Comitato didattico congiunto e il Comitato di bilancio. Il Comitato didattico congiunto è costituito dagli ispettori, dai direttori delle scuole, insieme ai rappresentanti di insegnanti, genitori e alunni e a un rappresentante della Commissione europea e dell’Ufficio Europeo dei Brevetti. Esso esamina le proposte relative all’organizzazione didattica e ai programmi scolastici, la cui preparazione dettagliata è affidata a diversi sottocomitati. Il Comitato di bilancio è composto da un esperto nel settore finanziario per ciascuno degli stati membri e dai rappresentanti della Commissione Europea e dell’Ufficio Europeo dei Brevetti, ad esso compete l’esame dei bilanci delle singole scuole e del Segretariato generale nonché delle implicazioni finanziarie delle proposte organizzative e didattiche. Diventare europei Per una riflessione finale, è significativo evidenziare come lo spirito che anima le scuole europee sia stato mirabilmente espresso nel testo della pergamena che è stata rinchiusa nella prima pietra delle scuole di Lussemburgo, di Bruxelles, di Mol, di Varese e di Karlsruhe e che è stata parimenti murata negli edifici delle altre: Educated side by side, untroubled from infancy by divisive prejudices, acquainted with all that is great and good in the different cultures, it will be borne in upon them as they mature that they belong together. Without ceasing to look to their own lands with love and pride, they will become in mind Europeans, schooled and ready to complete and consolidate the work of their fathers before them, to bring into being a united and thriving Europe (9). Per quanto riguarda il personale che opera nelle scuole europee a gestione diretta, docenti e dirigenti sono reperiti da ciascun paese tra il personale in servizio. I docenti sono assegnati alle singole scuole, mentre i dirigenti sono candidati alla procedura di selezione, attivata per ogni scuola. Tuttavia, secondo la normativa delle scuole europee, il personale docente e dirigente comandato non può prestarvi servizio per più di nove anni, eccezionalmente dieci; per il personale docente italiano il limite è di sei anni (7). Consiglio superiore, Consigli di ispezione, Comitati L’organizzazione è gestita dal «Consiglio superiore delle scuole europee», costituto dai rappresentanti dei 27 paesi dell’UE, da quelli della Commissione Europea, e dell’Ufficio Europeo dei Brevetti, nonché dai rappresentanti dei genitori degli alunni e del personale docente. Il Segretario generale è l’organo esecutivo del Consiglio e il suo rappresentante legale. È scelto dal Consiglio, anche al di fuori dal proprio seno, e rimane in carica per un triennio, rinnovabile una sola volta. Il Segretario generale per l’espletamento delle sue complesse funzioni, tra le quali c’è anche la presidenza dei Consigli di amministrazione di ciascuna scuola, si avvale della collaborazione di vari uffici amministrativi, il cosiddetto segretariato. Affiancano il Consiglio superiore, con compiti di proposta e vigilanza sulla qualità dell’insegnamento, i Consigli di ispezione, articolati in due cicli, primario e secondario. In particolare, sulla base alla convenzione, ciascun paese aderente si impegna a destinare due ispettori per l’assolvimento dei compiti in essa previsti (8). Due ulteriori comitati preparano i lavori (7) In base al c. 1 dell’art. 21 del d.lgs. del 13 aprile 2017, n. 64 la «permanenza all’estero non può essere superiore, nell’arco dell’intera carriera, a due periodi ciascuno dei quali di sei anni scolastici consecutivi». (8) Per approfondimenti sul ruolo degli ispettori nelle scuole europee si rimanda a: Bori A., Evangelisti C., Il dirigente tecnico e le sfide della valutazione. Contesto italiano e prospettive europee. Nuova edizione ampliata e aggiornata al nuovo atto di indirizzo sulla funzione tecnico-ispettiva, Anicia, 2022, pp. 87-89. (9) «Educati l’uno accanto all’altro, non turbati fin dall’infanzia dai pregiudizi che dividono, conoscendo tutto ciò che di grande e di buono c’è nelle diverse culture, si renderanno conto, man mano che matureranno, di appartenere l’uno all’altro. Senza smettere di guardare alle proprie terre con amore e orgoglio, diventeranno spiritualmente europei, istruiti e pronti a completare e a consolidare l’opera intrapresa dai loro padri, per l’avvento di un’Europa unita e prospera». Marcel Decombis, direttore della Scuola Europea di Lussemburgo tra il 1953 e il 1960.

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