di Maria Laudando
John Dewey, filosofo, pedagogista e intellettuale impegnato, è una delle figure più significative del pensiero educativo contemporaneo, non solo per l’ampiezza e la profondità della sua riflessione teorica, ma per la capacità, rara e preziosa, di tenere insieme educazione, democrazia e responsabilità morale. Nato negli Stati Uniti nella seconda metà dell’Ottocento e protagonista del dibattito culturale del Novecento, Dewey ha concepito la pedagogia come scienza dell’esperienza umana, L’educazione non è preparazione alla vita; è la vita stessa, rifiutando ogni visione riduttiva dell’istruzione Pensare significa affrontare un problema e cercarne la soluzione e ponendo al centro la persona nella sua interezza, inserita in un contesto sociale, storico e relazionale che ne orienta lo sviluppo.
Per Dewey l’educazione non è mai un fatto privato, né un processo neutro, ma un atto profondamente etico e politico, La scuola deve essere una forma di vita comunitaria, perché attraverso la scuola si costruisce il modo in cui una società pensa se stessa, trasmette i propri valori e prepara i cittadini di domani, ed è proprio in questa prospettiva alta che il suo pensiero continua a interpellare con forza la scuola di oggi e, in modo particolare, l’impegno educativo promosso dall’UCIIM.
L’idea, spesso semplificata, del “learning by doing” nasce da una concezione rigorosa dell’apprendimento come processo attivo e riflessivo, Si impara facendo, non ricevendo passivamente informazioni, in cui l’esperienza non è fine a se stessa, ma diventa occasione di pensiero, di rielaborazione critica e di crescita personale, perché si impara veramente solo quando ciò che si fa viene compreso, discusso, interiorizzato e collegato al senso più ampio dell’agire umano.
La scuola, in questa visione, non può limitarsi a trasmettere contenuti, ma deve farsi ambiente di vita, comunità educante, spazio in cui si apprendono il valore della cooperazione, del confronto, del rispetto reciproco e della responsabilità condivisa, trasformando ogni disciplina La conoscenza non è qualcosa di statico, ma un processo in continua evoluzione in strumento di lettura del reale e ogni esperienza didattica in occasione di formazione integrale; l’insegnante assume così un ruolo di altissima rilevanza professionale e morale, non semplice esecutore di programmi, L’insegnante non impone, ma guida e organizza le esperienze, è educatore consapevole, capace di progettare esperienze significative, di ascoltare, di orientare, di testimoniare con il proprio stile la serietà dell’impegno educativo, in una sintonia profonda con la visione dell’UCIIM che vede nel docente una figura chiamata a coniugare competenza, responsabilità e attenzione alla persona.
La scuola deweyana è, per sua natura, inclusiva, perché riconosce che ogni alunno porta con sé un patrimonio di esperienze, di domande e di possibilità che meritano di essere accolte e valorizzate, e che l’educazione autentica nasce dall’incontro tra le differenze, non dalla loro omologazione; educare alla democrazia, per Dewey, significa educare al pensiero critico, alla partecipazione consapevole, alla capacità di assumersi responsabilità nei confronti degli altri e della comunità, e questo compito appare oggi quanto mai urgente in un tempo segnato da frammentazione, individualismo e smarrimento del senso comune. Rileggere Dewey alla luce dell’impegno associativo dell’UCIIM significa allora riaffermare una concezione alta della scuola come luogo di formazione della persona nella sua dignità, nella sua libertà e nella sua dimensione relazionale, una scuola che non separa sapere e vita, istruzione ed educazione, ma li tiene insieme in un progetto coerente e profondamente umano, nella convinzione che educare significhi, in ultima analisi, prendersi cura del futuro attraverso la responsabilità quotidiana del presente, costruendo, giorno dopo giorno, una comunità più giusta, solidale e autenticamente democratica a partire dalle aule scolastiche e dalle relazioni che in esse prendono forma.
Il pensiero di Dewey ha avuto un’enorme influenza sulla pedagogia del Novecento. Diversi pedagogisti e movimenti educativi, che affronteremo via via in altri numeri della newsletter, ne hanno ripreso e sviluppato i principi.
Bibliografia essenziale
Democrazia e educazione, Anicia, 2018
I principi etici alla base dell’educazione, Armando Editore, 2021
Arte, educazione, creatività, Feltrinelli 2023
Pedagogia, scuola e democrazia, Scholé, 2023
La scuola e l’educazione, Streetlib, 2024
Una possibile esperienza didattica alla luce della pedagogia di Dewey
di Fabio Calvino
Di seguito una serie di file in formato word che illustrano una possibile esperienza didattica con struttura EAS, ispirata a Dewey. La prima parte è per alunni senza certificazioni, la seconda è per alunni con certificazioni. Le schede sono state prodotte con ChatGpt. A mio parere l’attività per BES (dislessia) e DVA (autismo) sono più adatte solo ai casi DVA, mentre per i DSA è valida la parte con le immagini, ma non le attività didattiche e di verifica.
di seguito i documenti in pdf
