Un autentico patriota, (nn. 1-2/2022)

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Sergio Mattarella è stato rieletto, ad ampia maggioranza, Presidente della Repubblica italiana.

La sua saggezza gli ha suggerito di accettare la proposta che tante forze politiche gli hanno avanzato, scongiurando una brutta crisi istituzionale.

Solo la sua rielezione poteva far uscire dallo stallo in cui erano cadute le forze politiche.

Subito noi UCIIM così ci siamo espressi:

«Il Presidente Mattarella, accettando la rielezione, ha ridato senso al valore delle Istituzioni. Egli, nel 1992, intervenendo con una relazione in una attività dell’UCIIM della provincia di Trapani, così disse: «…Ringrazio molto l’UCIIM per questo invito… ho accettato soprattutto per una motivazione: per la stima, per la considerazione, per la vicinanza, oltre che per l’apprezzamento nei confronti dell’UCIIM, per quel che ha fatto, che fa e che farà per la scuola e attraverso la scuola per il nostro Paese. Ho accettato, se mi è consentito, per una profonda amicizia, stima e riconoscenza per quel che, durante il mio lavoro al Ministero P.I. ho potuto sperimentare riguardo alla Presidente Nazionale, la prof.ssa Checcacci».

Presidente Mattarella l’UCIIM continuerà ad adoperarsi per il nostro Paese attraverso la scuola, assumendo come guida il suo messaggio di invito alla responsabilità e al rispetto».

Certo, mai avremmo immaginato, per l’elezione del Presidente della nostra Repubblica, in un momento storico così delicato, i complessi grovigli politici cui abbiamo assistito. A ciò si è aggiunta una procedura elettorale macchinosa per le immaginabili misure straordinarie che si son dovute adottare: distanziamento, mascherine Ffp2, controllo della temperatura, green pass, seggio drive in per i positivi, i «catafalchi» in pesante legno sostituiti da cabine dotate da aereazione, sanificazione delle schede votate etc…

Il tutto è stato accentuato da mancanza di accordi fra le forze politiche. 

Poi la saggezza e il bene dell’Italia ha prevalso.

Ciò che è rimasto nelle nostre menti è la «confusione politica», la prevaricazione delle personali concezioni a qualsiasi costo. 

Il leggere nella stampa estera «…una tremenda sconfitta per i partiti e per la politica italiana» non fa certo piacere. Dal Financial Times alla Bbc, passando per El Pais e Le Figaro, la reazione è stata unanime: Mattarella era l’unico nome in grado di salvare l’esecutivo e la stabilità dell’Italia. Più specificatamente l’agenzia France Press riferisce che «il presidente italiano Sergio Mattarella è stato rieletto dopo una maratona parlamentare che ha rivelato profonde divisioni tra i partiti al governo, in un periodo cruciale per la ripresa». Scrive El Pais «Sergio Mattarella rieletto Presidente della Repubblica Italiana», commentando che «le formazioni politiche italiane non trovano una via d’uscita dal baratro istituzionale e accettano di chiedere all’attuale capo dello Stato di iniziare un altro mandato» Reuters sottolinea »Mattarella rinuncia alla pensione e rimane presidente». 

Papa Francesco ha usato la «speranza» come vocabolo chiave del messaggio inviato al presidente Mattarella subito dopo la sua rielezione: «In questi tempi caratterizzati dalla pandemia, in cui si sono diffusi molti disagi e incertezze, specialmente nell’ambito lavorativo, ed è aumentata, insieme alla povertà, anche la paura, che porta a chiudersi in sé stessi, il suo servizio è ancora più essenziale per consolidare l’unità e trasmettere serenità al Paese. Le assicuro la mia preghiera affinché possa continuare a sostenere il caro popolo italiano nel costruire una convivenza sempre più fraterna e incoraggiarlo ad affrontare con speranza l’avvenire».

Il direttore di Avvenire, da cui mutuiamo il nostro titolo, Marco Tarquinio, chiarisce splendidamente di rinvenire in Mattarella il vero «patriota» che si diceva di cercare da parte di chi non l’ha votato: «Patriottismo, come qualcuno, anzi qualcuna, la leader della destra d’opposizione a tutto, aveva evocato quale «prova del sangue» del nuovo inquilino del Colle? Sì, patriottismo. Patriottismo vero: civile, antiretorico, inclusivo, costituzionale. Patriottismo italiano ed europeo. Sanamente laico perché di profonda radice cristiana. E chi conosce sul serio la storia della nostra democrazia sa che questo non è un gioco di parole, ma una cultura preziosa e una costante qualità politica, che Sergio Mattarella ha interpretato con appassionata coerenza per tutta la sua vita». 

Anche le pacate parole di accettazione della votazione del Parlamento testimoniano la qualità e il senso del dovere del Presidente, che aveva continuamente espresso la volontà di non ricandidarsi. «Ringrazio il presidente della Camera e del Senato per la loro comunicazione. Desidero ringraziare i parlamentari e i delegati delle Regioni per la fiducia espressa nei miei confronti. I giorni difficili trascorsi per l’elezione alla Presidenza della Repubblica, nel corso della grave emergenza che stiamo tuttora attraversando sul versante sanitario, su quello economico e su quello sociale, richiamano al senso di responsabilità e al rispetto delle decisioni del Parlamento. Queste condizioni impongono di non sottrarsi ai doveri cui si è chiamati e che naturalmente devono prevalere su altre considerazioni e su prospettive personali differenti, con l’impegno di interpretare le attese e le speranze dei nostri concittadini».

Non è necessario alcun commento, se non un sincero «Grazie, Presidente!».

Ma tornando alla situazione del nostro Parlamento è chiaro e sotto gli occhi di tutti che alla base delle configurazioni politiche occorrerebbero ideologie più chiare e nette. Perché il termine ideologia ha una connotazione positiva, contrariamente a quel che si è sostenuto negli ultimi anni. Come definito dalla Treccani, l’ideologia rappresenta Il sistema concettuale e interpretativo che costituisce la base politica di un movimento, di un partito o di uno Stato. Ossia il modello di società e il progetto di vita nazionale che si vorrebbe realizzare. Uno dei problemi attuali più dolenti è che in questa società non si discute sulle diverse ideologie, ossia modelli e progetti, sia pure legittimamente contrapposti. Lo scontro si realizza invece tra personaggi, a volte anche caricaturali, su posti di potere, su tweet e su like

Occorre rimediare. Rimediare con idee chiare, magari riconsiderando la storia e adeguandola all’oggi. Rimediare anche istruendo le giovani generazioni sul nostro passato politico e sul presente.

Sottolineo la parola «politico»: altro dal termine «partitico». E per chiarire la nostra posizione rimando a un editoriale del 2018 «CHE SARÀ DELL’ITALIA? GLI UOMINI POLITICI RIUSCIRANNO A VINCERE LE LORO PASSIONI?», titolo dato da una espressione di Nosengo del gennaio 1959, così avevo scritto: «…La XVIII legislatura è scaturita da una campagna elettorale complessa per le vicendevoli accuse e per le fake news che vanno purtroppo molto di moda. Niente di nuovo se Gesualdo Nosengo il 10 maggio 1953 scriveva nel suo diario «La città si riempie di manifesti e la lotta politica è tutta un insulto reciproco». Niente di nuovo se già alle prime elezioni del 1948 slogan elettorali recitavano «Nella cabina elettorale Dio ti vede Stalin no» (Fronte Democratico Popolare: PC e PSI) o «Sei senza cervello? Vota falce e martello» (DC). Non si riportano altri slogan per non essere volgari…».

Come UCIIM, volendo contribuire alla formazione dei cittadini, abbiamo elaborato una pubblicazione: «LA POLITICA AL SERVIZIO DELLA PERSONA E DELLA COMUNITÀ».

È un lavoro che, partendo da una Premessa, si snoda con capitoli che riguardano: Genesi della Ricerca, I cattolici e la politica, La destra e la sinistra, Politica e nuove tecnologie, 

Il tutto si conclude con un focus sul «PENSIERO POLITICO DI GESUALDO NOSENGO RIVISTA – LA SCUOLA E L’UOMO UCIIM (1946-1967)».

In premessa, a cura di Giacomo Timpanaro e della sottoscritta, si dice: «L’UCIIM è nata come Unione al servizio della persona, della comunità, della società, dello stato, dell’umanità… Il servizio si può espletare con diverse dimensioni, strettamente interagenti, tra le principali evidenziamo l’educazione, la formazione, l’istruzione, la consulenza, la produzione, la ricerca, la progettazione, la politica.

Il servizio si deve sempre fondare sulla cultura, intesa in senso antropologico, sui valori, sulla spiritualità, fondati sulla trascendenza.

L’UCIIM ha svolto sempre un’attività politica in sinergia con le altre dimensioni e sempre nell’idea di servizio finalizzato al miglioramento personale e comunitario, differenziando sempre la visione politica da quella partitica… Il ruolo della scuola, della famiglia e della società è determinante nell’educazione alla vita personale, sociale, democratica, alla dimensione politica, Nell’epoca dei media bisogna educare all’uso consapevole, responsabile, critico, finalizzato della multimedialità… Dobbiamo costruire, anche tramite la politica umanizzata ed umanizzante, una nuova società nella quale le nuove generazioni, personalmente e insieme, possano volare con coscienza, responsabilità, libertà, rispetto, fiducia, deontologia, cultura, professionalità e spirito critico sempre più in alto in un universo comunitario, proiettati verso la trascendenza…».

Nel capitolo «GENESI DELLA RICERCA» Rosaria Picozzi chiarisce: Si è partiti dalla considerazione che sarebbe bene ricordare ai nostri parlamentari quale è lo scopo autentico del fare politica.

Come diceva Paolo VI essa è «la più alta forma di carità» perché dovrebbe essere sempre orientata al miglioramento delle condizioni morali e materiali di un popolo, al servizio di tutta la società onesta. Nel suo esercizio, la politica, non dovrebbe essere condizionata da interessi particolari, o peggio ancora da brame di singoli individui, andando così a danneggiare la comunità ma dovrebbe possedere quella lungimiranza per poter incanalare tutta la sua forza al fine di tutelare il bene più grande: ovvero, il bene comune.

Riteniamo l’esercizio della politica nel senso aristotelico del termine, e quindi come partecipazione attiva, responsabile, alla vita della polis/città, il mezzo per il pieno sviluppo della persona e della comunità in cui vive.

Spesso assistiamo ad esempi indecenti in politica e tra questi esempi vivono i nostri giovani, nostro orizzonte e nostro futuro spesso senza avere gli strumenti per comprendere ciò che avviene intorno a loro…

In tale capitolo si parla delle ideologie politiche nel tempo, si definiscono i termini ideologia e politica, si rammenta la storia della politica e delle ideologie politiche, si elencano le ideologie moderne più diffuse oggi al mondo, ci pone attenzione ai partiti politici in Italia.

Con il capitolo «I CATTOLICI E LA POLITICA» Pierangelo Coltelli spiega «Il pensiero ed il movimento cattolico in Italia prima del sorgere del Partito Popolare Italiano, l’evoluzione in senso sociale dei cattolici… Don Luigi Sturzo e l’impegno pubblico e amministrativo e i primi progetti politici…. il partito popolare italiano…. l’opposizione al fascismo e la soppressione delle libertà… il lungo esilio di don Sturzo e le sue profetiche intuizioni per una nuova Europa… Il rientro in Italia di don Sturzo e il suo contributo per lo sviluppo della neonata democrazia, i cattolici e la politica oggi».

Nel capitolo «LA SINISTRA» Elena Fazi spiega «Perché si chiamano Destra e Sinistra, I partiti della destra in Italia nel tempo, I partiti della destra in Italia oggi, I partiti della sinistra in Italia nel tempo, I partiti della sinistra in Italia oggi, Gli eterni problemi della sinistra italiana».

Con il quarto capitolo «POLITICA E NUOVE TECNOLOGIE» Elena Fazi e Maria Luisa Lagani esaminano «l’evoluzione del fare politica: dai manifesti ai tweet, la storia della propaganda politica, il messaggio del medium, i media caldi e i media freddi, politica tweet e consenso, la politica sul web, notizie fasulle e like a pagamento, marketing elettorale, caccia all’elettore sul web, rischi della social media politics. In evidenza anche il profilo social di un personaggio politico e i sette comandamenti della comunicazione politica sui social net work».

In chiusura il «FOCUS SUL PENSIERO POLITICO DI GESUALDO NOSENGO» di Valerio Valenti mette in evidenza come il nostro fondatore si è espresso su temi quali «la politica, la repubblica, la democrazia, sul ruolo e funzione dell’UCIIM rapportato alla politica».

Il testo certamente è urgente per i docenti e gli alunni, oserei dire indispensabile.

Lo è anche per i signori politici.

Solo così possiamo provare a ripartire.

Proviamoci con quanto ha scritto Nosengo nell’ottobre del 1965 in un articolo dal titolo «Per un uomo nuovo»: «è necessario che la scuola si impegni a costruire, fin dagli anni della preadolescenza, un uomo più adatto ai tempi presenti. È necessario orientare l’educazione alla edificazione di un uomo nuovo, un uomo umanamente più ricco, per dargli la capacità di dominare la tecnica più progredita, la ricchezza cresciuta, il tempo più largamente disponibile, le relazioni intensificate, la partecipazione alla vita politica più generalizzata e il tormento di una vita eccitante e discontinua. La forza per dominare tutte queste realtà e farle servire ai fini personali e spirituali può essere posseduta solo dall’uomo pianamente formato».