Il libro di Marco P. può essere definito come un racconto attivo.
È destinato a ragazzi e adolescenti e, perché no, ad adulti, soprattutto se curiosi e aperti di mente.
Si tratta di un libro per le vacanze, nel senso che oltre alla parte narrativa alla fine di ogni capitolo ci sono delle attività da svolgere, ma non i soliti compiti delle vacanze, non viene chiesta l’analisi logica o la parafrasi del testo, non è contemplato il riassunto di quanto letto o un questionario da svolgere. Si tratta piuttosto di una ricerca (ricerca-azione in termine tecnico) su punti salienti del pensiero del giovane Carlo Acutis.
Un’idea innovativa.
Il libro ha per titolo e oggetto proprio il beato Carlo Acutis, morto in giovane età e virtuoso di santità. La cosa interessante è che il protagonista del libro non è Carlo, bensì un’adolescente dell’età di Carlo. Una ragazza come tante, con le pulsioni e difficoltà tipiche di quel periodo di vita in cui si affaccia all’età adulta, ma ne è ancora lontana e gli echi dell’infanzia giungono a volte sgradevoli, a volte rassicuranti.
Un libro da leggere.
È riduttivo definire questo libro semplicemente da leggere. L’invito è quello di viverlo in modo immersivo, capitolo per capitolo, momento dopo momento. Differente dalla solita storia dei santi, nelle quali si scade spesso nell’elegia e nella sottolineatura delle virtù in senso quasi “accademico”, se non teologale, un po’ distante dalla realtà vissuta, “Io e Carlo” ha dalla sua la brevità, la bella scrittura e il senso del coinvolgimento attivo.
Consigliato, anzi, sfruttando parzialmente lo stile del testo *****/5