Recensione al volume:
Ernesto Galli della Loggia & Loredana Perla.
Insegnare l’Italia. Una proposta per la scuola dell’obbligo, Brescia: Scholé Morcelliana, 2023, p. 117, 14 euro.
Insegnare l’Italia. Una proposta per la scuola dell’obbligo di Ernesto Galli della Loggia e Loredana Perla propone una revisione delle Indicazioni per il curricolo di storia e geografia nell’ambito dell’autonomia didattica vigente. Nel contempo costituisce un’ipotesi formativa intorno alla quale aggregare le altre discipline scolastiche.
L’asse attorno a cui ruota la loro proposta è quello della “identità italiana” riguardata secondo una nuova visione scevra da pregiudizi politici e culturali.
Ciò che si studia deve servire a capire meglio il significato dell’Italia e il senso di essere italiano. Gli allievi dovrebbero capire che gli insegnamenti rappresentano qualcosa che li interpella nella loro formazione personale. L’identità, sottolineano gli autori, ha un carattere dinamico perché frutto delle interazioni storiche tra persone diverse che hanno abitato un determinato territorio, aperta altresì alle diverse culture e costumi.
La parte più interessante e convincente della proposta è il richiamo alla coerenza di tali contenuti all’adesione al mondo di vita dei bambini e degli adolescenti, alla loro stessa psicologia perché l’apprendimento è più efficace se si parte dal contesto più vicino alle loro esperienze di vita. Tale contesto va poi ampliato progressivamente nel tempo e nello spazio. Ci sono molti modi per conseguire questo obiettivo: studiare la toponomastica locale con i personaggi illustri che hanno dato onore al proprio paese per passare a quelli nazionali che hanno segnato significativamente i grandi periodi della nostra storia; studiare le edicole votive sotto gli archi dei nostri centri storici; comprendere certi culti mariani o di santi presenti nei nostri paesi. Sono solo tre esempi di come sia possibile promuovere percorsi didattici significativi partendo da contesti prossimi alla vita quotidiana dei bambini. Peraltro ciò contribuisce a sviluppare senso di appartenenza. Una scuola più vicina alla vita dei nostri allievi e che propizi l’incontro con culture diverse e metodologie multiculturali per l’integrazione e l’’inclusione: questo anche il senso della proposta degli autori. L’identità italiana non è una cosa stabilita una volta per sempre: essa è dinamica, è un processo laborioso di contaminazioni culturali che si evolvono nel tempo. È il frutto della storia.
La proposta “Insegnare l’Italia” poggia dunque su due principi fondamentali:
- il rispetto della diversità dell’altro che è sempre una risorsa;
- la formazione di una visione globale del mondo partendo dal proprio luogo di vita (l’Italia).
Frequenti i richiami ai valori della nostra Costituzione e della Cittadinanza attiva che devono vedere i nostri alunni direttamente coinvolti in esperienza significative, autentiche finalizzate a comprendere l’identità italiana, le relazioni interpersonali, l’appartenenza, la comprensione e il rispetto per la differenza e la diversità, l’inclusione. Il volume si inserisce efficacemente nel curricolo della nuova educazione civica centrata sui tre nuclei fondamentali: la Costituzione nei suoi valori, diritti e doveri, la sostenibilità ambientale e culturale come “vision” e la cittadinanza digitale, un mondo che sta coinvolgendo totalmente i nostri ragazzi.
Il testo si rivolge in particolare agli insegnanti della primaria, ma anche della scuola dell’infanzia da dove è opportuno partire, attraverso i Campi di esperienza, per la conoscenza delle prime regole civili e sociali facendo esperienza del rispetto verso l’altro, dell’ascolto, del confronto.
Si palesa chiaramente l’intento dichiarato degli autori che è quello di offrire una riflessione pedagogica pacata e puntuale sullo scopo prioritario della scuola del terzo millennio, fondata sulla identità italiana che scaturisce dalle radici storiche e geografiche rappresentate dai beni culturali, paesaggistici, artistici. Nella mente degli allievi e soprattutto dei bambini resta ciò che essi vivono nella concretezza quotidiana.
La storia e la geografia diventano così strumenti utili per interpretare la realtà circostante di cose e persone nelle loro complesse relazioni.