EAS – Ogni goccia conta
di Fabio Calvino
Salvaguardare l’acqua attraverso i “cento linguaggi”
1. Destinatari
Classe prima della scuola secondaria di primo grado.
2. Discipline coinvolte
- Scienze
- Geografia
- Educazione civica
- Italiano
- Arte e immagine
- Tecnologia
- Matematica
3. Durata
Quattro ore complessive, articolate in:
- fase preparatoria: attività domestica e un’ora in classe;
- fase operatoria: due ore;
- fase ristrutturativa: un’ora.
È possibile aggiungere una settimana di osservazione dei consumi e delle buone pratiche adottate dagli studenti.
4. Titolo dell’EAS
Ogni goccia conta: cento linguaggi per proteggere l’acqua
5. Situazione-problema
L’acqua è indispensabile per la vita, ma spesso viene utilizzata senza attenzione. Anche piccoli gesti quotidiani, come lasciare aperto il rubinetto mentre ci si lava i denti o non segnalare una perdita, possono determinare uno spreco considerevole.
Gli studenti sono invitati a rispondere alla seguente domanda:
Come possiamo ridurre lo spreco d’acqua nella nostra scuola e nelle nostre case, comunicando agli altri l’importanza di proteggerla?
La domanda non prevede una risposta unica, ma apre uno spazio di ricerca, confronto, sperimentazione e creatività.
6. Riferimento all’Agenda 2030
L’EAS si collega in particolare al:
Goal 6 – Acqua pulita e servizi igienico-sanitari
Garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie.
Particolare attenzione viene dedicata al Target 6.4, che invita a migliorare l’efficienza nell’uso dell’acqua e a ridurne lo spreco.
L’attività può essere collegata anche a:
- Goal 12 – Consumo e produzione responsabili, per promuovere comportamenti quotidiani sostenibili;
- Goal 13 – Lotta contro il cambiamento climatico, considerando il rapporto tra cambiamenti climatici, siccità e disponibilità delle risorse idriche.
7. Competenze chiave europee
L’EAS contribuisce allo sviluppo delle seguenti competenze:
- competenza matematica e competenza in scienze, tecnologie e ingegneria;
- competenza alfabetica funzionale;
- competenza digitale;
- competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare;
- competenza in materia di cittadinanza;
- competenza imprenditoriale;
- competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturale.
8. Traguardi di competenza
Al termine dell’attività lo studente sarà in grado di:
- riconoscere l’acqua come risorsa indispensabile e limitata;
- individuare le principali cause dello spreco idrico;
- osservare e analizzare alcuni comportamenti quotidiani;
- raccogliere e organizzare semplici dati;
- proporre comportamenti responsabili e concretamente realizzabili;
- collaborare con i compagni;
- comunicare un messaggio attraverso linguaggi differenti;
- riflettere sul proprio processo di apprendimento;
- comprendere il significato del Goal 6 dell’Agenda 2030.
9. Obiettivi di apprendimento
Conoscenze
Gli studenti dovranno conoscere:
- l’importanza dell’acqua per gli esseri viventi;
- la differenza tra acqua dolce e acqua salata;
- i principali usi domestici, agricoli e industriali dell’acqua;
- il concetto di risorsa rinnovabile ma limitata;
- le principali cause dello spreco e dell’inquinamento idrico;
- alcuni comportamenti utili per il risparmio dell’acqua;
- il significato del Goal 6 dell’Agenda 2030.
Abilità
Gli studenti dovranno saper:
- osservare una situazione reale;
- formulare domande e ipotesi;
- eseguire semplici misurazioni;
- raccogliere dati in una tabella;
- confrontare risultati;
- elaborare proposte;
- rappresentare le informazioni attraverso parole, immagini, suoni, gesti, grafici e materiali;
- presentare il proprio lavoro alla classe.
10. Prodotto finale
Ogni gruppo realizza un prodotto comunicativo per sensibilizzare la comunità scolastica alla salvaguardia dell’acqua.
Il prodotto può assumere forme differenti:
- manifesto;
- infografica;
- breve video;
- podcast;
- fumetto;
- fotografia commentata;
- filastrocca o poesia;
- slogan;
- rappresentazione teatrale;
- modellino;
- installazione artistica;
- presentazione digitale;
- decalogo illustrato;
- spot pubblicitario;
- breve intervista;
- mappa concettuale;
- storia narrata dal punto di vista di una goccia d’acqua.
La possibilità di scegliere differenti forme espressive richiama il principio malaguzziano dei “cento linguaggi del bambino”.
11. Organizzazione dell’ambiente
L’aula viene trasformata in un ambiente laboratoriale e suddivisa in spazi di ricerca.
Angolo scientifico
Materiali:
- contenitori graduati;
- bottiglie;
- cronometro;
- imbuti;
- acqua;
- schede per la raccolta dei dati;
- immagini del ciclo dell’acqua.
Atelier creativo
Materiali:
- cartoncini;
- pennarelli;
- tempere;
- materiali naturali;
- materiali di recupero;
- stoffe;
- fotografie;
- riviste;
- colla;
- forbici.
Angolo digitale
Materiali:
- tablet o computer;
- applicazioni per creare presentazioni, video, podcast o infografiche;
- cuffie e microfono, quando disponibili.
Spazio della documentazione
Una parete o un pannello viene dedicato a:
- domande degli studenti;
- fotografie delle attività;
- ipotesi iniziali;
- tabelle;
- disegni;
- parole significative;
- riflessioni;
- prodotti intermedi.
L’ambiente diventa così il “terzo educatore”: non è un semplice contenitore, ma uno spazio capace di stimolare curiosità, dialogo, collaborazione ed esplorazione.
12. Fase preparatoria
Attività anticipatoria a casa
Nei due giorni precedenti l’attività, ogni studente compila un semplice Diario dell’acqua.
Lo studente osserva alcuni momenti della giornata:
- lavarsi le mani;
- lavarsi i denti;
- fare la doccia;
- bere;
- lavare frutta e verdura;
- usare la lavastoviglie o la lavatrice;
- annaffiare le piante;
- pulire gli ambienti.
Per ogni azione annota:
- quando viene utilizzata l’acqua;
- se il rubinetto rimane aperto più del necessario;
- se è possibile adottare un comportamento più sostenibile;
- quale consiglio potrebbe proporre alla propria famiglia.
Non è richiesta una misurazione precisa dei consumi. L’obiettivo è imparare a osservare i comportamenti quotidiani.
Stimolo iniziale in classe
L’insegnante fa ascoltare il suono di un rubinetto che gocciola oppure mostra una bottiglia trasparente contenente una quantità limitata d’acqua.
Successivamente pone alcune domande:
- Che cosa vi fa pensare questo suono?
- In quali momenti della giornata utilizziamo l’acqua?
- L’acqua è sempre disponibile per tutti?
- Che cosa accadrebbe se per un giorno non uscisse acqua dai rubinetti?
- Quando un utilizzo necessario si trasforma in spreco?
- Quali comportamenti avete osservato a casa?
Le risposte vengono raccolte senza essere immediatamente giudicate. L’insegnante annota parole, domande e ipotesi su un grande foglio intitolato:
“Quello che pensiamo dell’acqua”
Consegna
L’insegnante presenta la situazione-problema:
La nostra scuola vuole realizzare una campagna per ridurre lo spreco d’acqua. Ogni gruppo dovrà osservare, sperimentare e creare un messaggio capace di convincere studenti e adulti a utilizzare l’acqua in modo più responsabile.
13. Fase operatoria
Gli studenti vengono suddivisi in gruppi eterogenei di quattro o cinque componenti.
All’interno di ogni gruppo possono essere assegnati alcuni ruoli:
- osservatore;
- responsabile dei materiali;
- segretario o documentatore;
- portavoce;
- responsabile del tempo;
- fotografo o responsabile digitale.
I ruoli possono essere adattati alle caratteristiche degli studenti.
Attività 1 – Quanto scorre da un rubinetto?
Gli studenti svolgono una semplice esperienza.
Procedura
- Collocano un contenitore graduato sotto un rubinetto.
- Aprono il rubinetto per dieci secondi.
- Misurano la quantità d’acqua raccolta.
- Moltiplicano il valore ottenuto per sei, calcolando approssimativamente quanta acqua scorre in un minuto.
- Ripetono la prova aprendo il rubinetto con intensità differente.
- Registrano i dati in una tabella.
Tabella di osservazione
| Modalità di apertura | Acqua raccolta in 10 secondi | Stima in un minuto |
|---|---|---|
| Rubinetto poco aperto | ||
| Rubinetto aperto a metà | ||
| Rubinetto molto aperto |
Domande per la riflessione
- È sempre necessario aprire completamente il rubinetto?
- Quanta acqua potrebbe essere risparmiata chiudendolo mentre ci si insapona?
- Una piccola perdita può diventare importante nel corso di una giornata?
- Quali comportamenti possiamo cambiare immediatamente?
L’attività non serve soltanto a ottenere un risultato numerico, ma a far emergere domande e nuove ipotesi.
Attività 2 – La mappa dell’acqua nella scuola
I gruppi esplorano, con l’autorizzazione dell’insegnante, alcuni spazi scolastici nei quali viene utilizzata l’acqua:
- bagni;
- laboratori;
- palestra;
- giardino;
- mensa;
- rubinetti esterni.
Gli studenti osservano:
- presenza di rubinetti che gocciolano;
- cartelli informativi;
- modalità di apertura e chiusura;
- eventuali sprechi;
- comportamenti corretti;
- possibili miglioramenti.
Le osservazioni vengono riportate su una semplice mappa della scuola attraverso simboli:
- goccia verde: comportamento corretto;
- goccia gialla: situazione migliorabile;
- goccia rossa: possibile spreco o problema da segnalare.
Gli studenti non intervengono direttamente su rubinetti o impianti, ma comunicano eventuali problemi agli adulti responsabili.
Attività 3 – L’atelier dei cento linguaggi
Ogni gruppo sceglie un linguaggio espressivo attraverso cui raccontare ciò che ha scoperto.
Linguaggio scientifico
Realizzazione di:
- grafici;
- tabelle;
- schemi;
- infografiche;
- spiegazioni scientifiche.
Linguaggio visivo
Realizzazione di:
- manifesti;
- fotografie;
- collage;
- disegni;
- fumetti.
Linguaggio narrativo
Produzione di:
- racconto di una goccia d’acqua;
- lettera scritta dall’acqua agli esseri umani;
- diario;
- intervista immaginaria.
Linguaggio poetico e musicale
Produzione di:
- poesia;
- filastrocca;
- rap;
- breve canzone;
- paesaggio sonoro.
Linguaggio corporeo e teatrale
Realizzazione di:
- scena teatrale;
- mimo;
- breve rappresentazione del ciclo dell’acqua;
- dialogo tra “spreco” e “risparmio”.
Linguaggio digitale
Produzione di:
- video;
- podcast;
- presentazione;
- spot;
- animazione;
- manifesto digitale.
Ogni gruppo deve inserire nel prodotto:
- un riferimento al Goal 6 dell’Agenda 2030;
- almeno un dato o un’osservazione raccolta durante l’attività;
- tre comportamenti concretamente realizzabili;
- uno slogan finale.
14. Ruolo dell’insegnante
In coerenza con il pensiero di Malaguzzi, l’insegnante non fornisce immediatamente tutte le risposte.
Il docente:
- predispone un ambiente stimolante;
- ascolta le idee degli studenti;
- osserva le dinamiche dei gruppi;
- raccoglie domande e ipotesi;
- rilancia il ragionamento attraverso nuove domande;
- mette a disposizione materiali;
- sostiene la collaborazione;
- aiuta gli studenti a documentare il percorso;
- valorizza soluzioni differenti;
- evita di imporre un unico modello di prodotto;
- accompagna gli studenti nella revisione delle proposte.
Alcune domande utili possono essere:
- Come siete arrivati a questa conclusione?
- Quale osservazione sostiene la vostra idea?
- Esistono altre possibili soluzioni?
- Come potete rendere il messaggio più chiaro?
- Quale linguaggio rappresenta meglio ciò che volete comunicare?
- Tutti i componenti del gruppo hanno partecipato?
- La vostra proposta è concretamente realizzabile?
15. Fase ristrutturativa
Galleria dei lavori
I prodotti vengono disposti nell’aula o in uno spazio comune della scuola.
Gli studenti partecipano a una gallery walk, osservando i lavori degli altri gruppi.
Ogni studente riceve tre piccoli foglietti sui quali scrive:
- una cosa che ha imparato;
- un aspetto del lavoro che lo ha colpito;
- una domanda o un suggerimento.
I commenti vengono lasciati accanto ai prodotti.
Presentazione
Ogni gruppo presenta:
- il problema osservato;
- l’esperienza svolta;
- i dati o le informazioni raccolte;
- il linguaggio scelto;
- le soluzioni proposte;
- il collegamento con il Goal 6.
Discussione collettiva
L’insegnante guida il confronto attraverso alcune domande:
- Che cosa pensavamo dell’acqua prima dell’attività?
- Che cosa abbiamo scoperto?
- Quale osservazione ci ha sorpreso maggiormente?
- Quali sprechi possiamo evitare?
- Quali comportamenti dipendono direttamente da noi?
- Quali problemi devono invece essere segnalati agli adulti o alle istituzioni?
- Perché la salvaguardia dell’acqua è una responsabilità collettiva?
- In che modo abbiamo utilizzato linguaggi differenti?
Le risposte vengono confrontate con il cartellone iniziale “Quello che pensiamo dell’acqua”.
16. Prodotto collettivo
A partire dalle proposte dei gruppi, la classe realizza il:
Manifesto dell’acqua – Dieci impegni della nostra classe
Possibili impegni:
- Chiudere il rubinetto mentre ci si insapona.
- Non lasciare scorrere l’acqua inutilmente.
- Segnalare subito le perdite.
- Utilizzare solo l’acqua necessaria.
- Preferire la doccia al bagno, quando possibile.
- Riutilizzare l’acqua adatta per annaffiare le piante.
- Non gettare sostanze inquinanti negli scarichi.
- Rispettare fiumi, laghi e ambienti marini.
- Informare altre persone sull’importanza del Goal 6.
- Controllare periodicamente gli impegni assunti dalla classe.
Il manifesto può essere esposto vicino ai lavandini della scuola o pubblicato sul sito dell’istituto.
17. Documentazione educativa
La documentazione accompagna tutte le fasi dell’EAS.
Può comprendere:
- fotografie dei materiali e degli ambienti;
- registrazioni delle discussioni;
- domande degli studenti;
- ipotesi iniziali;
- tabelle delle misurazioni;
- mappe della scuola;
- disegni;
- bozze;
- prodotti intermedi;
- osservazioni dell’insegnante;
- commenti dei compagni;
- riflessioni finali.
La documentazione permette:
- agli studenti di riconoscere il proprio percorso;
- agli insegnanti di osservare i processi di apprendimento;
- alle famiglie di conoscere le attività;
- alla classe di rivedere e migliorare le proprie idee.
Non viene documentato soltanto il prodotto finale, ma soprattutto il processo: domande, errori, tentativi, cambiamenti e scoperte.
18. Inclusione e personalizzazione
L’EAS valorizza le diverse modalità di apprendimento e di espressione.
Per gli studenti con bisogni educativi speciali si possono prevedere:
- consegne brevi e suddivise in passaggi;
- uso di immagini e simboli;
- mappe concettuali;
- anticipazione del lessico specifico;
- testi ad alta leggibilità;
- audiolettura;
- possibilità di rispondere oralmente;
- utilizzo di strumenti digitali;
- scelta del linguaggio espressivo preferito;
- assegnazione di ruoli coerenti con le capacità personali;
- affiancamento da parte di un compagno;
- tempi aggiuntivi;
- riduzione del numero di informazioni da elaborare.
La pluralità dei prodotti consente a ciascuno di partecipare secondo le proprie potenzialità. Uno studente può contribuire attraverso il disegno, la fotografia, la lettura dei dati, la registrazione audio, la manipolazione dei materiali o la presentazione orale.
19. Valutazione
La valutazione considera sia il prodotto sia il processo di apprendimento.
Griglia di valutazione a cinque livelli
| Indicatore | 5 – Avanzato | 4 – Intermedio | 3 – Base | 2 – In via di acquisizione | 1 – Iniziale |
|---|---|---|---|---|---|
| Comprensione del problema | Comprende pienamente il valore dell’acqua e collega cause, conseguenze e possibili soluzioni | Comprende il problema e individua relazioni significative | Comprende gli aspetti essenziali | Comprende solo alcuni aspetti con il supporto dell’insegnante | Riconosce il problema solo se guidato |
| Uso di dati e osservazioni | Utilizza dati e osservazioni in modo preciso e pertinente | Utilizza correttamente la maggior parte delle informazioni | Utilizza alcune informazioni essenziali | Utilizza informazioni parziali o poco organizzate | Non utilizza dati significativi |
| Proposte di salvaguardia | Formula proposte originali, concrete e realizzabili | Formula proposte corrette e applicabili | Formula semplici proposte pertinenti | Formula proposte generiche con aiuto | Fatica a formulare proposte |
| Collegamento con l’Agenda 2030 | Spiega chiaramente il Goal 6 e lo collega alle azioni quotidiane | Collega correttamente il Goal 6 al tema dell’acqua | Riconosce il significato generale del Goal 6 | Individua il collegamento solo se guidato | Non riconosce ancora il collegamento |
| Comunicazione attraverso linguaggi differenti | Comunica con efficacia, creatività e piena coerenza | Comunica in modo chiaro e utilizza adeguatamente il linguaggio scelto | Comunica gli elementi principali | Il messaggio è parzialmente comprensibile | Il messaggio risulta incompleto |
| Collaborazione | Partecipa attivamente, ascolta e sostiene il gruppo | Collabora in modo costante e responsabile | Collabora rispettando il proprio ruolo | Collabora in modo discontinuo | Partecipa solo se sollecitato |
| Riflessione sul percorso | Riconosce apprendimenti, difficoltà e strategie utilizzate | Riflette in modo consapevole sul lavoro svolto | Individua gli apprendimenti principali | Riflette con domande-guida | Fatica a riconoscere il proprio percorso |
20. Autovalutazione dello studente
Al termine dell’EAS ogni studente completa le seguenti frasi:
- Prima dell’attività pensavo che…
- Durante l’esperienza ho scoperto che…
- Il dato che mi ha sorpreso maggiormente è stato…
- Nel gruppo ho contribuito attraverso…
- Il linguaggio che mi ha aiutato maggiormente è stato…
- Una difficoltà che ho incontrato è stata…
- Ho superato la difficoltà in questo modo…
- Da oggi mi impegno a…
- Il Goal 6 è importante perché…
Lo studente può rispondere attraverso un testo, una registrazione audio, un disegno commentato o una breve mappa.
21. Compito autentico conclusivo
La classe presenta il Manifesto dell’acqua a un’altra classe, alle famiglie o agli organi della scuola.
Gli studenti possono inoltre proporre:
- cartelli da collocare vicino ai rubinetti;
- una settimana del risparmio idrico;
- una campagna digitale;
- un controllo periodico degli sprechi;
- la nomina a rotazione di due “custodi dell’acqua”;
- una comunicazione agli uffici scolastici per segnalare eventuali perdite;
- la pubblicazione dei lavori sul sito della scuola.
Il compito rende gli studenti protagonisti di un’azione reale di cittadinanza.
22. Coinvolgimento delle famiglie
Le famiglie vengono invitate a partecipare attraverso una piccola sfida:
Una settimana senza sprechi
Ogni famiglia sceglie almeno tre comportamenti sostenibili da adottare per sette giorni.
Esempi:
- chiudere il rubinetto mentre ci si lava i denti;
- ridurre il tempo della doccia;
- utilizzare lavatrice e lavastoviglie a pieno carico;
- recuperare l’acqua utilizzabile per le piante;
- controllare la presenza di perdite;
- evitare di gettare oli o sostanze inquinanti negli scarichi.
Al termine della settimana gli studenti raccontano l’esperienza, senza trasformarla in una competizione sui consumi familiari.
23. Coerenza con il pensiero di Loris Malaguzzi
L’EAS riprende alcuni principi centrali del Reggio Emilia Approach.
Il bambino e il ragazzo come soggetti competenti
Gli studenti non ricevono semplicemente un elenco di regole, ma osservano, formulano ipotesi, misurano, discutono e costruiscono proposte.
I cento linguaggi
Ogni gruppo può esprimere il proprio apprendimento attraverso parole, immagini, numeri, suoni, movimento, teatro, fotografia e strumenti digitali.
L’insegnante come facilitatore e ricercatore
Il docente ascolta, osserva, documenta e sostiene la ricerca senza imporre risposte preconfezionate.
L’ambiente come terzo educatore
Gli spazi vengono organizzati come atelier e laboratori, con materiali accessibili e aree dedicate all’esplorazione e alla documentazione.
La progettazione emergente
Le attività possono essere modificate sulla base delle domande e degli interessi emersi durante il lavoro.
La documentazione
Fotografie, tabelle, conversazioni, disegni e bozze rendono visibile il processo di apprendimento.
La partecipazione
Gli studenti, gli insegnanti e le famiglie collaborano alla costruzione di comportamenti sostenibili.
La valorizzazione delle differenze
Ogni studente può partecipare utilizzando capacità, linguaggi e modalità espressive differenti.
24. Conclusione educativa
L’EAS non ha come unico obiettivo quello di trasmettere informazioni sull’acqua. Mira soprattutto a sviluppare negli studenti la capacità di osservare la realtà, interrogarsi, collaborare e assumere responsabilità.
Seguendo la prospettiva di Loris Malaguzzi, l’acqua diventa un oggetto di ricerca capace di attivare molti linguaggi: il linguaggio della scienza, dei numeri, delle immagini, delle emozioni, del racconto e dell’impegno civile.
Gli studenti comprendono così che la salvaguardia dell’acqua non riguarda soltanto governi e istituzioni, ma anche i gesti quotidiani di ogni persona. Proteggere l’acqua significa tutelare la vita, rispettare i diritti degli altri e contribuire concretamente al raggiungimento del Goal 6 dell’Agenda 2030.
