Auguri Pasquali

Ai docenti dell’UCIIM

P. Giuseppe Oddone

Porgo a tutti voi il mio augurio di una lieta e santa Pasqua, accompagnato – ve l’assicuro – dalla mia preghiera.

Con la Pasqua siamo chiamati, noi insegnanti cattolici, ad annunciare e a testimoniare in ogni luogo, in ogni tempo, in ogni circostanza la Risurrezione di Gesù Crocifisso.

Cristo Risorto viaggia con noi nella traversata della vita, ci esorta a non temere in mezzo alla tempesta, ad avere fede in Lui, unico pane di vita, a ringraziarlo, perché ci ha portato la salvezza. Egli è la nostra pace e ci abbandoniamo a Lui che è sempre con noi anche in mezzo alle difficoltà personali, alla cattiveria, agli errori delle persone, al dramma della guerra.

Riflettiamo brevemente con quali sentimenti Gesù ha affrontato la sua passione e morte, perché noi potessimo risorgere con Lui a nuova vita.

Prima di tutto con la sua autocoscienza di essere il Figlio di Dio e l’Inviato del Padre, di essere Dio egli stesso: ma senza rinunciare ad essa ha svuotato per così dire la sua divinità e si è immolato per tutti gli uomini. Con la sua morte e con la sua risurrezione Gesù è consapevole di dare inizio alla sua Chiesa, da lui preparata nella vita terrena con la chiamata degli apostoli e dei primi discepoli; essa inizia il suo cammino raccogliendosi intorno a Maria. Morendo sulla croce e risorgendo Gesù sa di manifestare il suo amore per tutti per salvarli dal peccato, donando la vita eterna. Ognuno di noi può dire: “Il figlio di Dio mi ha amato e dato se stesso per me” (Gal.2,20)

La Pasqua è l’occasione per rinnovare il nostro amore per Gesù Cristo nelle vicende della vita e della storia. Lo dico con le parole del nostro poeta Dante, che ci indica quattro doni gratuiti di Dio per cui il cristiano è stimolato ad amarlo con tutto il suo cuore.

In primo luogo l’essere del mondo: esso esiste perché Dio lo ha voluto e lo ha creato per noi; la contemplazione dell’universo in cui viviamo ci deve spingere alla riconoscenza.

Poi l’essere mio, ossia il mio stupore davanti al dono meraviglioso della mia vita, al mistero della mia esistenza, come persona dotata di intelligenza, di volontà, di sentimenti, di sensibilità fisica.

In terzo luogo proprio la morte di Gesù sulla Croce, perché risorgendo ha donato a noi la sua vita immortale.

Infine la speranza della nostra risurrezione finale, della comunione attuale ed eterna con Dio e della risurrezione della nostra persona; la nostra vita presente è valorizzata, già proiettata nella gloria futura.

Il poeta Dante aggiunge poi un altro motivo personale: ha riflettuto a lungo ed è giunto a questa “conoscenza viva” che solo Dio è il vero e sommo bene che può riempire il cuore umano; si è liberato dagli idoli creati dalla passione umana (il mar de l’amor torto) e si è incamminato sulla strada del vero amore.

«Tutti quei morsi (stimoli)
che posson far lo cor volgere a Dio,
a la mia caritate son concorsi:

ché l’essere del mondo e l’esser mio,
la morte ch’el (Gesù) sostenne perch’io viva,
e quel che spera ogne fedel com’io,

con la predetta conoscenza viva,
tratto m’hanno del mar de l’amor torto,
e del diritto m’han posto a la riva.

(Par. XXVI, 55-63)

           Ecco pertanto il mio augurio!

           La Santa Pasqua ci riempia di gioia e di stupore per i doni gratuiti di Dio e ci stimoli ad amarlo con tutto il cuore: l’essere del mondo, l’essere mio, la morte di Gesù perché io viva, la speranza della nostra risurrezione e della beatitudine eterna, e la riflessione viva e personale che Dio è il sommo bene che ci crea, ci redime e ci santifica ci facciano uscire dal mare dell’amore distorto e ci pongano sulla riva del diritto e giusto amore!