di Rossella Zolfrea
In un tempo in cui non è sempre semplice accendere la curiosità dei giovani, il viaggio continua a rappresentare uno degli strumenti educativi più autentici e potenti. È capace di alimentare passione per la conoscenza, aprire lo sguardo verso il mondo e favorire quell’incontro con l’altro che è alla base di ogni crescita culturale e umana.
Oggi, inoltre, cresce il numero di studenti extracomunitari nelle scuole italiane. Ho potuto personalmente sperimentare che per molti di questi ragazzi, che non hanno partecipato a gite scolastiche o vissuto esperienze simili, il viaggio rappresenta una scoperta particolarmente intensa e significativa. Lontani dalla propria terra, abituati a realtà meno tecnologiche o meno confortevoli, scoprire l’alta velocità ferroviaria, soggiornare in hotel organizzati e vivere un’esperienza di gruppo in un ambiente nuovo è un’occasione carica di emozione, meraviglia e crescita.
Le uscite scolastiche, gli scambi culturali e le esperienze di formazione all’estero sono tra i momenti più intensi e significativi del percorso educativo degli studenti. Non sono semplici attività svolte fuori dall’aula, ma autentiche esperienze in cui apprendimento, scoperta e crescita personale si intrecciano profondamente.
Camminare tra le strade di una città d’arte, osservare da vicino monumenti e opere fino ad allora conosciuti solo sui libri, partecipare ad attività laboratoriali, ascoltare lingue diverse, confrontarsi con usi, tradizioni e stili di vita differenti: tutto questo rende l’esperienza conoscitiva viva, concreta, tangibile. Il viaggio trasforma lo “studio” in esperienza e la “cultura” in incontro.
Il viaggio come esperienza di condivisione
Il viaggio scolastico insegna anche la capacità di entrare in relazione con l’altro. Gli studenti imparano a (con)vivere insieme, a condividere spazi e tempi, a collaborare, supportare e a rispettare il gruppo.
La visita a un museo, la scoperta di una città, il confronto con realtà culturali diverse diventano momenti di dialogo e di crescita collettiva. In queste esperienze si rafforza il senso di comunità e si sviluppano competenze importanti come la collaborazione, l’adattamento e il rispetto reciproco.
La scuola, in questo contesto, non si limita a trasmettere conoscenze: accompagna i ragazzi in un percorso educativo mirato che unisce cultura, responsabilità, cittadinanza e consapevolezza.
Il quadro delle responsabilità: scuola, docenti e famiglie
Accanto al valore educativo e culturale del viaggio, è necessario considerare anche il quadro delle responsabilità che accompagna queste attività.
Quando la scuola organizza un viaggio di istruzione o un soggiorno di studio all’estero, assume una responsabilità organizzativa e di tutela nei confronti degli studenti. I docenti accompagnatori, in particolare, esercitano un dovere di vigilanza sugli alunni, noto in ambito giuridico come responsabilità in vigilando.
Ciò comporta che la scuola e gli insegnanti debbano:
- organizzare il viaggio secondo criteri adeguati di sicurezza;
- selezionare strutture ricettive idonee;
- definire regole di comportamento chiare;
- garantire una vigilanza proporzionata all’età e al numero degli studenti;
- intervenire tempestivamente in caso di situazioni di rischio.
La vigilanza, tuttavia, non può tradursi in un controllo ossessivo e assoluto su ogni condotta posta in essere dagli studenti — circostanza evidentemente impossibile soprattutto durante viaggi o soggiorni all’estero — ma richiede un comportamento diligente, prudente e organizzato.
I casi di esclusione della responsabilità dei docenti
Dal punto di vista giuridico è fondamentale verificare la sussistenza di un nesso di causalità tra il danno eventualmente subito dallo studente e la condotta dell’insegnante, oppure la mancata adozione da parte dell’istituto scolastico delle misure necessarie a prevenirlo.
La responsabilità in vigilando dei docenti può infatti essere esclusa o attenuata quando si dimostri che:
- la vigilanza è stata esercitata in modo adeguato;
- sono state adottate tutte le misure organizzative e preventive ragionevolmente necessarie;
- l’evento è stato causato da un comportamento imprevedibile o gravemente imprudente dello studente;
- il fatto si è verificato in modo improvviso e non evitabile nonostante un’attenta vigilanza.
In particolare, comportamenti volontariamente posti in essere dagli studenti in violazione delle regole stabilite o delle indicazioni impartite dagli insegnanti possono incidere sulla valutazione delle rispettive responsabilità.
Per questo è fondamentale che i ragazzi comprendano il significato delle regole, le conseguenze della loro deliberata inosservanza e il valore della fiducia che viene loro accordata da genitori e docenti nel momento in cui decidono di accompagnarli “fuori dall’aula”.
Il ruolo delle famiglie
Anche le famiglie ricoprono un ruolo centrale. Quando i genitori autorizzano la partecipazione dei figli a un viaggio di istruzione o a un soggiorno di studio all’estero, esprimono un consenso informato all’attività proposta dalla scuola.
Questa autorizzazione non rappresenta soltanto una formalità amministrativa, ma implica un vero e proprio impegno educativo: preparare i ragazzi al rispetto delle regole e alla consapevolezza delle responsabilità che comporta vivere un’esperienza di gruppo lontano da casa.
Attraverso queste esperienze la scuola promuove valori fondamentali della convivenza civile: il rispetto delle regole, la cura degli spazi comuni, l’attenzione verso il patrimonio culturale e il rispetto delle comunità ospitanti.
La sicurezza e la buona riuscita del viaggio si fondano quindi su una alleanza educativa tra scuola e famiglie, unite dall’obiettivo di accompagnare i giovani nella loro crescita.
I comportamenti a rischio da prevenire
Negli ultimi anni alcune situazioni hanno richiamato l’attenzione sulla necessità di rafforzare la prevenzione durante i soggiorni di gruppo.
Tra i comportamenti che richiedono maggiore attenzione vi sono:
- il consumo di alcool;
- le cosiddette challenge o prove di coraggio diffuse sui social;
- comportamenti imprudenti in hotel o residenze, soprattutto in presenza di balconi, finestre o strutture in quota.
Sedersi sui parapetti, sporgersi per scattare fotografie e selfie, passare da un balcone all’altro o arrampicarsi su strutture esterne può sembrare un gesto banale o una prova di coraggio che susciterebbe tanti like, ma -attenzione- comporta rischi estremamente seri.
Affrontare questi temi prima della partenza è indispensabile, significa fare corretta prevenzione ed educare alla responsabilità.
Il viaggio come scuola di vita
Quando sono preparati con attenzione e accompagnati da un dialogo educativo tra scuola, famiglie e studenti, i viaggi scolastici e le esperienze di formazione all’estero diventano allora molto più di una semplice attività didattica.
Diventano una vera scuola di vita.
Insegnano curiosità, rispetto, responsabilità e apertura verso il mondo. Aiutano i giovani a scoprire il valore dell’incontro con culture diverse e la ricchezza del patrimonio artistico, tramandato da millenni e, di quello umano, ancora più prezioso, che li circonda.
Il viaggio, in fondo, è questo: In un mondo sempre più complesso, il viaggio diventa così una passione che accende la mente e scalda il cuore, un dono prezioso che lascia un’impronta indelebile nella vita di chi lo vive: ricordi, emozioni e insegnamenti destinati ad accompagnarli per tutta la vita.