34 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2025 che di una formazione e di un aggiornamento costanti, di una fattiva collaborazione sia con i colleghi sia con le altre risorse, intere ed esterne alla scuola stessa, come appunto la famiglia. La varietà dei problemi e dei bisogni di cui sono portatori molti allievi, che spinge a interrogarsi e ad agire per promuovere l’inclusione, sollecita domande spesso urgenti, alle quali non è facile dare risposte da soli. Si tratta infatti di interrogativi che per la loro rilevanza coinvolgono tutta la comunità educante, cioè tutti coloro che partecipano al processo di crescita personale e sociale di una persona giovane. È innanzitutto sulla Costituzione italiana che si fonda la corresponsabilità educativa tra Scuola e genitori e il quadro di diritti e doveri, competenze e valori, all’interno del quale si esplica il ruolo dell’educazione nei confronti delle nuove generazioni. Con ruoli diversi ma complementari, la Carta assegna infatti a Famiglia e Scuola la responsabilità di educare, istruire e formare i giovani. Questo principio legislativo ha assunto sempre più forza, parallelamente ai cambiamenti nella società. Da una parte il sistema educativo è cambiato ed evoluto, mettendo il bambino sempre più al centro del processo formativo e rimanendo in ascolto delle specifiche necessità di ogni singolo alunno. Dall’altra, il coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica si è ampliato grazie a precise previsioni normative, ma anche a una rinnovata genitorialità che vuole partecipare, insieme a una intera comunità educante, a tutti i passaggi di crescita dei propri figli come cittadini consapevoli. Non si tratta solo di aumentare la quantità di occasioni di connessione tra le due parti ma, contemporaneamente, di alzare l’asticella della qualità della relazione. La scuola che vede nel genitore un partner ne sollecita la partecipazione all’elaborazione del progetto educativo generale e nelle decisioni riguardanti il figlio, sulla base della convinzione che lui, più di ogni altro, è in grado di conoscerne le difficoltà e i bisogni. Si tratta quindi di una relazione attiva, che considera la famiglia come risorsa, pur nel rispetto dei compiti definiti dagli specifici ruoli. nessero e stimolassero i figli nella stessa misura, la variazione media del successo scolastico si ridurrebbe del 30%. Un dato, che può essere accertato senza ricorrere ad elaborate analisi statistiche, è individuare chi partecipa abitualmente al mondo della scuola, l’80% dei rappresentanti di classe è costituito da donne prevalentemente casalinghe o che svolgono attività lavorative compatibili, così come per gli uomini. Insomma, sembra che il criterio selettivo della partecipazione genitoriale sia determinato dal tempo libero! La scuola potrebbe facilitare la partecipazione offrendo gli strumenti per realizzarla. Come ci si può organizzare senza conoscersi né avere opportunità di contattarsi e collegarsi? Se la scuola è una «comunità educante», cioè una comunità in cui coesistono più soggetti (nella fattispecie: docenti e apparato organizzativo, studenti e famiglie, territorio) che perseguono la medesima finalità educativa nei rispettivi ruoli, è necessario che ognuno agisca conformemente ad essi, in armonia e nel rispetto di regole condivise, secondo i propri ambiti di competenza. È per questo che, in conformità a quanto previsto, fin dalle scuole materne bisognerebbe istituire un vero e proprio «contratto sociale» tra le sue componenti. La sfida è riuscire a realizzare all’interno di ogni istituzione scolastica quel «patto educativo tra insegnanti, studenti e genitori» Patto di Corresponsabilità, non solo puramente formale e sanzionatorio ma costruito insieme, negoziato e dialogato, condiviso e non solo una carta in più da firmare all’atto dell’iscrizione! Quale strumento ha la scuola per essere protagonista? ELENA Il ripensamento del sistema scolastico come ambiente in cui si formano le competenze fondamentali per formare cittadini attivi ha investito non solo il piano didattico, ma lo stesso ruolo dell’insegnante, visto sempre più come un professionista le cui competenze non si limitano a un dato ambito disciplinare o al livello di scolarità in cui opera. Per rispondere alla complessità della realtà scolastica attuale l’insegnante ha bisogno, oltre
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