32 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2025 tempo per mangiare, dormire, giocare, lavorare, studiare e leggere; • un posto tranquillo per studiare e leggere; • interesse della famiglia in hobby, giochi, attività di valore educativo. C. Le aspettative della famiglia e vigilanza • la priorità data all’attività scolastica e alla lettura rispetto a quella della televisione e del divertimento; • in famiglia si creano aspettative di puntualità; • in famiglia ci sono aspettative che i bambini fanno del loro meglio; • c’è la preoccupazione per un uso corretto ed efficace del linguaggio; • c’è il controllo dei genitori del gruppo dei compagni frequentato dai bambini; • c’è il monitoraggio e l’analisi congiunta sul cosa e quando vedere la televisione; • la conoscenza dei genitori del progresso del bambino a scuola e della crescita personale. Sappiamo inoltre, che lo sviluppo del linguaggio inizia alla nascita e si concentra sulle interazioni del bambino con i suoi genitori; questa consapevolezza porta alla valorizzazione della presenza dei genitori nella scuola e alla costruzione di significativi rapporti di collaborazione per la costruzione di un forte partenariato scuola-famiglia. I risultati di questi studi e ricerche sono stati recepiti dai documenti ministeriali che sottolineano sempre l’esigenza di una partnership educativa tra scuola e famiglia, fondata sulla condivisione dei valori e su una fattiva collaborazione delle parti nel reciproco rispetto delle competenze. Essa è riconosciuta come un punto di forza necessario per dare ai ragazzi la più alta opportunità di sviluppo armonico e sereno ed è parte del concetto, sempre più diffuso, che l’educazione e l’istruzione sono anzitutto un servizio alle famiglie che non può prescindere da rapporti di fiducia e continuità che vanno costruiti, riconosciuti e sostenuti. Realizzando un tale partenariato abbiamo maggiori possibilità di contrastare l’abbandono, la dispersione, l’apatia e il disinteresse per la scuola e di agire anche per la prevenzione del disagio giovanile. I genitori hanno anche una loro responsabilità rispetto alla relazione fra casa e scuola. I genitori devono lavorare sul proprio atteggiamento verso la scuola e far fronte ai sentimenti che nutrono verso la propria esperienza e risultati scolastici. Devono farsi coinvolgere maggiormente nella scuola e nelle attività scolastiche. Devono collaborare con gli insegnanti per creare aspettative comuni nei confronti degli studenti. Devono capire che la scuola e casa hanno percorsi differenti ma un obiettivo comune, quello di far crescere umanamente e intellettualmente i ragazzi. Vogliamo esplicitare quali pratiche sono risultate le piÙ significative? ELENA Secondo le recenti ricerche i genitori possono far molto organizzando un curricolo di famiglia (1), che include relazioni di famiglia, le pratiche e i modelli di vita e che si è rivelato un predittore di apprendimento scolastico più significativo dello status della famiglia (2). Gli stessi studi hanno collegato positivamente alcune pratiche familiari con l’apprendimento di un bambino. Queste le più significative: A. Rapporto genitore/figlio • conversazione quotidiana sugli eventi di tutti i giorni; • espressioni di affetto; • discussione in famiglia di libri, di giornali, di riviste, di programmi televisivi; • le visite della famiglia a biblioteche, a musei, allo zoo, a luoghi storici, ad attività culturali; • l’incoraggiamento a provare nuove parole, ad ampliare il vocabolario. B. Routine di vita familiare • tempo di studio stabilito in casa; • una routine quotidiana che include il (1) curricolo implicito che si sviluppa all’interno dell’ambiente familiare e attraverso le esperienze personali di ciascun individuo, distinguendosi dal curricolo esplicito della scuola. (2) Liberamente ispirato da L’ambiente familiare di apprendimento: interventi efficaci e fattibilità nel contesto italiano. Giorgio Tamburlini Centro per la Salute del Bambino onlus, Trieste
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