9-10 Settembre-Ottobre 2025

30 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2025 ELENA Scuola e famiglia, anzi nell’ordine naturale famiglia e scuola sono i due sistemi sociali che influiscono di più nella formazione del giovane, almeno fino a quando non vengono affiancati e, talvolta purtroppo soppiantati, dal sistema gruppo dei pari. Anche da quel momento, tuttavia, mantengono un ruolo sussidiario di grande peso, non fosse altro come soggetto di contrapposizione. Molti studi attestano che scuola e famiglia, pur essendo tese verso la formazione della stessa persona, si basano su obiettivi e approcci differenti, pertanto, avrebbero bisogno di entrare in contatto in forma serena e collaborativa e di integrarsi per poter essere utili allo sviluppo della personalità dei giovani. Entrambi hanno proprie regole, obiettivi educativi, bisogni e desideri sulla crescita del bambino-discente che talvolta entrano in collisione e rendono difficile la loro integrazione. I ragazzi, tuttavia, non possono essere educati a settori ma in modo globale, così da poter crescere come persone capaci di compiere delle scelte in un mondo che offre loro una vastissima gamma di proposte e di possibilità. L’insegnante può conoscere meglio gli alunni soprattutto se ha la possibilità di confrontarsi con i loro genitori e viceversa. Pertanto, tra insegnanti e genitori deve potersi sviluppare un dialogo aperto e costruttivo, basato su rispetto reciproco e col tempo anche su stima e fiducia, che consenta a entrambi di conoscere i percorsi dei ragazzi a scuola e a casa, tanto da poter costruire insieme il loro futuro. Il genitore che iscrive il figlio a scuola compie un gesto di grande valore simbolico, quello di affidare, consegnare ad altri il proprio figlio. Cosa si aspetta il genitore dalla scuola? La percepisce come un luogo altro in cui il figlio può avviarsi a una crescita legata alla socializzazione? Si suppone che il genitore sia implicitamente consapevole del fatto che suo figlio, nell’ambito scolastico, riceverà varie influenze che gli saranno indispensabili per crescere, si arricchirà nel confronto con gli altri, adulti e pari. Non sempre accade, ma quando questa percezione si realizza i genitori hanno la consapevolezza di compiere insieme agli operatori scolastici un percorso il cui senso è condiviso, riescono a esplicitare le attese e le paure reciproche, riescono a collaborare, sfruttando le proprie competenze, per arrivare ad un obiettivo comune. Ora, dalla parte dell’insegnante le attese degli insegnanti verso la partecipazione dei genitori alla vita scolastica possono essere varie. L’insegnante ha intanto l’aspettativa di essere accettato, soprattutto per i suoi metodi di insegnamento. Si attende di poter essere un punto di riferimento costante per le famiglie e di poter gestire i rapporti con queste in modo sereno e con un buon livello di definizione e accettazione degli obiettivi comuni, che portano entrambi a orientare il percorso educativo dello studente. Altre volte l’insegnante vede nel suo distacco dalle famiglie un’affermazione della propria autorità. Alcuni insegnanti spesso sconfinano dal proprio ambito assumendo toni e atteggiamenti da psicologi familiari, dispensano consigli e critiche. Con quale competenza? È vero anche, però, che il lavoro dell’insegnante, viene spesso sottovalutato da chi non vive nella scuola: tutti ma proprio tutti pensano di saper fare gli insegnanti… È chiaro che tutti possono parlare di scuola ed è un bene che accada, anche perché la scuola è un tema decisivo per qualsiasi Paese: però, come diceva Platone, occorre fare una SCUOLA E FAMIGLIA: ALLEANZA O CONCORRENZA EDUCATIVA? UNA RIFLESSIONE CONDIVISA IN DIALOGO Elena Fazi, Presidente nazionale UCIIM, Arnaldo Gizzarelli, Presidente regionale UCIIM Piemonte

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