9-10 Settembre-Ottobre 2025

29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2025 I Bignami sono ancora rispettabili riassunti, strumenti informativi utili, ma non possono sostituire il compito scolastico. E lo stesso discorso vale per l’utilizzo dei modelli linguistici addestrati su enormi quantità di dati testuali (LLM, Large Language Model) che permettono di comprendere, generare e tradurre il linguaggio umano, come ChatGTP di OpenAI. Semplificare il lavoro individuale scolastico facendo uso dellʼIA non può che essere un danno per gli studenti, anche se occorre valutarne attentamente le potenzialità senza demonizzarla a priori. Non si tratta soltanto di uno strumento ausiliario della didattica, ma di un sostituto della mente umana che potrebbe gravemente danneggiarla, provocando quello che è stato definito un «debito cognitivo». Sostituire con ChatGPT le operazioni mentali in compiti come fare riassunti o rielaborare testi può ridurre notevolmente la «connettività cerebrale», che è ciò che ci distingue come esseri umani. Lei è stato anche preside di un liceo classico: come immagina o auspica il futuro di questa pratica didattica nella scuola? Bisognerà ripensare i compiti scolastici e il ruolo di questi nuovi strumenti ausiliari che si dimostrano molto più rapidi nel fare inferenze sulla base dell’immagazzinamento di una grande quantità di dati, ma occorre salvaguardare anche per il futuro la capacità di esercitare un controllo critico sulle operazioni della macchina, non rinunciando alla nostra autonomia e all’esercizio della nostra mente. globale in cui può essere presentato il testo. È un’operazione che presenta un certo margine di «soggettività, e quindi di arbitrarietà, perché implica fare inferenze per definire la situazione, ma può anche risultare una buona guida alla produzione di un riassunto efficace. E, secondo lei, qual è la regola più importante? Quando il testo da riassumere presenta una certa complessità, l’operazione preliminare più utile è quella della suddivisione in paragrafi. Non si tratta semplicemente di seguire meccanicamente i capoversi, cioè gli accapo, del testo originario; si tratta di individuare la sua struttura profonda e di riorganizzarlo intorno a un centro o a più centri possibili, definiti ciascuno da «una frase regista», quella topic sentence che avrà il ruolo di «segnaletica testuale» e potrà guidare nella sintesi la ricostruzione della continuità tematica del testo secondo una progressione che implica la relazione tra qualcosa che permane, assunto come dato, e qualcosa che muta, l’elemento nuovo. La terminologia è complessa, desunta dalla linguistica testuale, ma l’operazione pratica è semplice: suddividere il testo in paragrafi, logici, non tipografici; individuare le frasi riassuntive topiche che li definiscono. La produzione finale del riassunto sarà una specie di ricucitura coerente e coesa dei loro rapporti. La suddivisione in paragrafi è un’operazione utile per la comprensione soprattutto del testo argomentativo, che è il luogo della polifonia, cioè del discorso problematico che prende in considerazione diversi punti di vista e si sviluppa attraverso l’assunzione di una tesi, sostenuta da uno o più argomenti, e la confutazione di una o più tesi contrarie, di cui possono essere portavoce gli avversari potenziali o reali. Intere generazioni hanno studiato o ripassato sui testi delle edizioni Bignami. Come è cambiata la riduzione dei testi con l’avvento di Internet e dell’IA?

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