9-10 Settembre-Ottobre 2025

28 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2025 testo, le operazioni di riduzione secondo regole precise. Il riassunto è infatti una prova di sintesi e può avere un alto valore diagnostico nella verifica della comprensione. La prima regola è la cancellazione, cioè l’eliminazione di dettagli ridondanti non funzionali alla comprensione del testo. Si tratta per lo più di digressioni, di descrizioni accessorie. Ma questa regola, per essere efficace, non può operare per semplice eliminazione di intere frasi. Deve essere preceduta da una prima lettura e focalizzazione dell’intera macrostruttura del testo che sappia intuire le parti essenziali rispetto a quelle marginali e da una corretta sequenzializzazione del testo per cogliere il senso globale, che non è detto sia distribuito uniformemente in tutte le parti. La seconda regola è quella della generalizzazione che si apprende gradualmente nell’età evolutiva con lo sviluppo del pensiero astratto. Si tratta, ad esempio, di far uso di iperonimi, che raggruppano sotto una categoria generale più elementi individuali, come «animale per indicare «cane, «gatto», «coniglio» ecc., o di utilizzare categorie meno specifiche come «episodio», «affare», «situazione», o addirittura quelli che vengono definiti «iperonimi massimi» («cosa», «fatto» ecc.), che possono non solo riprendere nomi, ma anche interi blocchi di testo. Si può poi far uso dei cosiddetti «incapsulatori», che, volendo, assumono anche un aspetto valutativo (con connotazione negativa o positiva), come «quella brutta vicenda», «un omicidio brutale» oppure «una bella pagina» ecc. La terza regola è la costruzione attraverso la quale il lettore o ascoltatore ricorre a un «copione (o frame, come «andare in aeroporto, «festeggiare un compleanno ecc.) per inquadrare l’intero atto nella produzione del testo e costituisce quindi la guida per le operazioni di riassunto. Qual è la funzione di questo strumento nella didattica? Esiste un ciclo scolastico in cui sia più importante l’esercizio del riassunto? Quanto alla funzione didattica, ne sottolineerei l’utilità in tutto il ciclo scolastico: il testo narrativo può essere riassunto fin dal primo ciclo, visto che già dall’età di 4 anni i bambini sembrano avere conoscenze intuitive della narrazione, anche se solo verso gli 11-12 anni sanno utilizzare appieno nello scritto la struttura del racconto. Il testo narrativo infatti sembra per lo più seguire regole universalmente riconoscibili: una situazione iniziale, una complicazione, un’azione e una risoluzione finale; ritengo invece che i testi giornalistici e in particolare quelli argomentativi, come gli editoriali o i resoconti scientifici, strutturati secondo modalità retoriche riconoscibili, ma più complesse, costituiscano un’ottima palestra per gli studenti delle scuole superiori, come aiuto alla comprensione dei meccanismi polifonici dell’argomentazione. I testi descrittivi invece non sono riassumibili. E i testi poetici possono solo essere parafrasati. Il suo saggio analizza le regole di base della riduzione di un testo. Quali sono? Non esistono regole insindacabili nell’insegnamento del riassunto, spesso concepito come una semplice operazione pratica di scarso valore. Il libro indica le tappe faticose del riassumere: uno stretto rapporto tra lettura e scrittura, con l’ausilio della memoria episodica, il controllo della macrostruttura semantica del

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