27 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2025 Lei è linguista e ha dedicato tutta la vita allo studio della nostra lingua: perché ha deciso di scrivere un saggio su l’arte di riassumere? I fenomeni linguistici mi hanno sempre interessato sia come studioso della lingua sia come docente e dirigente della scuola attento ai risvolti pedagogici delle mie riflessioni. Fin dai miei primi studi mi sono imbattuto nel concetto di «testo» e mi sono convinto dello stretto legame tra meccanismi linguistici e processi cognitivi. In particolare mi sono convinto che l’arte di riassumere testi sia un’abilità imprescindibile e irrinunciabile nel processo di apprendimento, anche se oggi è messa fortemente a repentaglio dall’Intelligenza Artificiale. Perché si può considerare il riassunto un’arte? Fin dalla prima infanzia ci viene chiesto di riassumere e raccontare, ma anche queste sono operazioni consapevoli, quindi frutto di un’arte. La nostra comunicazione sia orale sia scritta presuppone un’organizzazione più o meno strutturata. Anche se all’inizio non ne abbiamo consapevolezza, noi parliamo e scriviamo per «testi». La nozione di «testo» elaborata dalla linguistica testuale, di cui è stata pioniera Bice Garavelli Mortara, negli anni Settanta del Novecento, ci ha insegnato che la nostra mente attraverso lo sviluppo storico della scrittura ha affinato la capacità di costruire legami tra le parole e di articolare pensieri sempre più complessi. «Testo» è etimologicamente collegato a «tessitura», l’arte di intrecciare fili: indica un insieme di parole correlate fra loro per formare un’unità logico-concettuale più o meno stringente. Quando parliamo di riassunto intendiamo per lo più la riduzione di un testo. Bisogna conformarsi a una tecnica precisa perché il riassunto non è una parafrasi; né è una semplice riduzione del testo originario attraverso la soppressione di alcuni dettagli e la ricopiatura di parti integrali di esso. Che cosa si intende allora per riassunto? È il risultato della lettura e di un’analisi intelligente che rivelano la comprensione del testo. Ma non tutti i testi si prestano a essere riassunti: ad esempio quelli giuridici, molto vincolanti, non si possono riassumere, perché hanno un lessico e una sintassi del tutto rigidi e insostituibili. Tutti i testi, però, presuppongono implicitamente una macrostruttura semantica, per usare la terminologia del linguista Teun van Dijk, cioè una sorta di schema basato su regole che sta alla base della loro produzione e dunque della loro comprensione/ricostruzione. Il lettore che deve riassumere un testo ha quindi come compito – oserei dire etico – quello di cercare di ripercorrerne e rispettarne soprattutto la macrostruttura. È questa la discriminante tra riassunto e commento, al centro del dibattito suscitato dallʼElogio del riassunto di Umberto Eco. E in questa operazione entrano in gioco importanti funzioni cognitive che coinvolgono la memoria a breve e soprattutto a lungo termine. La rappresentazione schematica della macrostruttura articolata in frasi permette di ricostruire sul piano formale quello che presumibilmente accade a livello cognitivo UGO CARDINALE E L’ARTE DI RIASSUMERE IL RIASSUNTO NELL’EPOCA DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE Bolton for Education Fondation - Per gentile concessione del prof. Ugo Cardinale Intervista a Ugo Cardinale, linguista, filologo, lessicografo, docente universitario, ma anche preside di una scuola superiore per quasi trent’anni.
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=