LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2022 30 un’ulteriore occasione di affossamento della vita stessa di questi ragazzi, speciali ed unici. Giunto il giorno dell’esame, svoltosi in data 12 e 13 ottobre 2021, pensai che il livello di integrazione di quel gruppo, così incredibilmente variegato, sarebbe stata l’arma vincente di tutti i componenti, che avevano imparato, giorno dopo giorno, a stare insieme, ad essere solidali ed accoglienti, a prendersi cura gli uni degli altri, oltre ad aver acquisito delle competenze linguistiche: insieme avevano dato prova concreta di come sia possibile una Scuola democratica ed inclusiva. La mia intuizione pedagogica si rivelò corretta, poiché, aiutandoli a remare tutti nella stessa direzione ed a costruire dei percorsi personalizzati, a tutti gli alunni avevo dato le risorse e gli strumenti per superare l’esame finale ed ottenere la Certificazione dei grades 3-4. Il mio stupore più grande, infatti, giunse quando mi furono comunicati i risultati: tutti avevano superato l’esame con voti soddisfacenti. Yes, we can, per dirla usando le parole del Presidente degli USA Obama… anzi YES, TOGETHER WE COULD!… Un’esperienza ordinaria si era trasformata in un’esperienza straordinaria! Per concludere, certamente «non si può tornare al mondo di prima» come affermava il grande David Sassoli, Presidente dell’Unione Europea, scomparso l’11 gennaio scorso, poiché tutto cambia e si trasforma incessantemente. Non avrei mai pensato di vivere in un periodo di pandemia da Covid, di insegnare in un momento storico così difficile, ma nel contempo, grazie al Trinity College London, ho avuto la possibilità di vivere un’esperienza didattica proficua ed accattivante, arricchita dalle nuove sfide del digitale, espressione di valori umani e professionali considerevoli attraverso un’azione formativa efficace. Il conseguimento di una certificazione ha costituito un momento ordinario, inversamente proporzionale al momento straordinario che abbiamo vissuto, nonostante tutte le problematiche contingenti del nostro tempo, che ha visto la Scuola investire nella promozione della competenza linguistica, nell’educazione, democratica ed inclusiva e, non per ultima, nella speranza di una rinascita all’insegna della Cultura che genera Bellezza. With Trinity, We finally could! di allargare la possibilità di accedere alla Certificazione, non soltanto ai ragazzi con votazioni soddisfacenti (conditio sine qua non utile a partecipare al conseguimento della Certificazione in lingua inglese), ma anche a ragazzi DSA, DVA e BES. Tra le new entries del gruppo ricordo la presenza di una ragazza, che stava continuando a fare cicli di chemioterapia, ormai da un anno, per una patologia cerebrale. Ero di fronte a una nuova classe, che non rispondeva al canonico Gruppo di potenziamento e, benché fossi referente Trinity da 20 anni, non avevo mai avuto una classe di 25 alunni, eterogenea nelle competenze linguistiche. La prima lezione si tenne il 27 agosto 2021. Giunta a scuola con largo anticipo, per organizzare la mia classe linguistica multimediale, trovai dinanzi ai cancelli chiusi la mia alunna ad aspettarmi. È difficile spiegare le mie impressioni iniziali, miste a tanta gioia e ad un’emozione immensa. Ritrovavo con lei tutti gli attori della Scuola, in cui gli acronimi, destinati agli alunni con Bisogni Educativi Speciali, venivano ampiamente superati dalla voglia di stare di nuovo insieme. Il PON, special edition, nel suo sviluppo, non ha registrato alcuna defezione, poiché sempre frequentato in primis dagli alunni con «Special needs,» come anche dagli altri con health problems, in un’atmosfera di autentica democrazia e di cittadinanza attiva, proprie di una Scuola che esprimeva una grande voglia di fare ed uno smisurato desiderio di rinascere all’insegna della Bellezza della Cultura. Col passare dei giorni insieme, la classe continuava a cambiare forma e aspetto. Nei minuti di pausa, che concedevo, mi soffermavo a guardare i ragazzi con stupore, ammirazione e tenerezza pensando che i ruoli si erano capovolti, proprio come in una flipped classroom, in cui ciascuno di loro diventava un mio docente potenziale, che mi forniva una lezione di vita ogni volta. Le attività sono state svolte in 30 ore complessive con lezioni intense ma sempre colme di gioia; non nascondo di aver provato, in alcuni momenti, timore e paura poiché vedevo questo momento formativo come un’occasione di rinascita e, qualora l’esame non fosse stato superato da tutti, questo sarebbe stato
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