La Scuola e l'Uomo - n. 9-10 - Settembre-Ottobre 2022

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2022 29 Nella vita spesso ci ritroviamo in situazioni quotidiane di ordinaria amministrazione: svegliarsi, pranzare, andare al lavoro, cenare, studiare, azioni cicliche necessarie alla nostra esistenza. Percepiamo la routine come parte della nostra essenza, dandola per scontata: siamo talmente abituati al frastuono delle ridondanti azioni quotidiane che le compiamo, come se fossimo automi! Durante la pandemia, che ha drammaticamente sconvolto i ritmi ordinari della nostra quotidianità, la Scuola ha dato prova di un grande senso di responsabilità nell’affrontare e gestire un cambiamento epocale, che non ha precedenti nella storia dell’umanità, preoccupandosi di assicurare sempre la sua azione educativa e didattica, con il ricorso anche a modalità e strategie tecnologiche innovative. La sua azione formativa non ha mai cessato di essere presente nonostante le numerose difficoltà legate ai contesti in cui la Scuola ha operato poiché si è imbattuta in problemi tecnici e organizzativi. Il mondo scolastico si è trasformato in una poderosa macchina produttiva di iniziative il cui must consisteva nel lavorar sodo, per far percepire agli stakeholders che non ha mai cessato di essere «sostanza» e, soprattutto, «di sostanza» nemmeno durante la pausa estiva. In effetti, con il Piano di miglioramento, finalizzato al recupero della socialità e delle competenze, promosso dal Governo Draghi, molte Istituzioni Scolastiche italiane hanno aderito all’iniziativa ministeriale aggiudicandosi diversi bandi PON, con Progetti che hanno coinvolto alunni e famiglie, mentre altre si sono poste un quesito di natura shakespeariana: «essere o non essere a scuola… soprattutto in estate?». Il dubbio era imperante, in effetti, diverse Scuole hanno desistito dal compiere una ulteriore esperienza formativa, che si sarebbe protratta anche durante i mesi estivi. Altre, invece, hanno accettato la sfida, pur provando un iniziale senso di estraneità e smarrimento, poiché la Scuola sarebbe stata into action anche nei mesi estivi. Come alcuni miei colleghi, ho scelto di accettare questa sfida poiché la Scuola e i miei alunni, nella Didattica a distanza, imposta dall’epidemia, mi erano mancati in maniera «asfissiante» (…e non si tratta di un eufemismo!). Pensare, anche soltanto per un attimo, che avrei potuto udire le loro voci, guardare i loro occhi, pur sempre comunicativi, nonostante la mascherina, che copriva buona parte del volto, nonché avere la possibilità di vivere con loro una nuova scommessa formativa, mi riempiva il cuore di gioia poiché era una chance per tornare oper-attiva. È iniziata così la mia esperienza scolastica ordinaria, relativa a un Corso di Lingua inglese, che aveva come obiettivo finale il conseguimento della Certificazione linguistica Trinity, vissuta in qualità di Referente per l’Istituzione Scolastica presso cui lavoro (anch’essa bloccata dalla pandemia). Già a partire dalla canonica selezione degli alunni partecipanti, poiché si trattava di un PON di potenziamento, il gruppo standard aveva subito un ulteriore cambiamento arricchendosi della presenza di new entries. Quest’anno la Scuola doveva dare un forte segnale: essere ancora maggiormente «di tutti e per tutti», accogliente, democratica inclusiva, capace di «prendersi cura» di ogni alunno in quanto Persona portatrice di diritti. In primis, pertanto, lanciai la sfida UNA CERTIFICAZIONE LINGUISTICA DURANTE LA PANDEMIA: UN’ESPERIENZA ORDINARIA CHE SI TINGE DI STRAORDINARIO Maria Grazia Gravina, Presidente sezionale UCIIM Polignano

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