LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2022 27 Non è consuetudine che un’istituzione formativa nel nostro Paese venga denominata academy. Si tratta infatti di una realtà che oltre oceano connota la provenienza dal mondo aziendale, nella prospettiva della learning organization, che crea percorsi formativi con particolari abilità e professioni per qualificare i propri fornitori, partner e clienti finali, per garantire elevati standard di qualità in tutto il processo. Proprio così, i nostri ITS academy si collocano nella formazione terziaria, con la personalità giuridica e l’autonomia gestionale di una Fondazione, i finanziamenti pubblici e privati; sono inseriti direttamente nella dinamica domanda e offerta occupazionale con una governance prevalentemente aziendale, capaci di erogare titoli di studio con una valenza specifica, raccordati, attraverso un sistema di crediti in entrata e uscita, sia con le università che con il mondo del lavoro. Fin dalla sua istituzione l’istruzione tecnica ha sempre avuto percorsi variabili in relazione ai diversi indirizzi ed alle caratteristiche produttive dei territori. Questa flessibilità, abbinata all’autonomia organizzativa e finanziaria, ha contribuito a sostenere lo sviluppo economico del nostro Paese, entrando direttamente, con laboratori, servizi e aziende sperimentali, nell’economia locale, fornendo consulenze e progetti a beneficio dello stesso mondo produttivo. Nel periodo in cui la scuola superiore iniziò ad essere interessata da riforme «comprenshive», anche in vista dell’elevazione dell’obbligo di istruzione al suo primo biennio e della liberalizzazione degli accessi all’università, prevalse l’indicazione della formazione generale e addirittura si pensò ai «licei vocazionali», lasciando al canale regionale la maggiore professionalizzazione. Nel nuovo secolo lo sviluppo tecnologico e la competitività sul fronte del mercato del lavoro imposero un nuovo cambiamento: alle università venne richiesta un’apertura decisa verso la realtà professionale e agli istituti scolastici dell’ordine tecnico un aumento di competenze, seppure legate all’indirizzo lavorativo, ma improntate a maggiore managerialità e capacità relazionale. Si apre così la strada alla «terza missione dell’università», anche in regime di alto apprendistato, e agli ITS academy come maggiore qualificazione in particolare degli istituti tecnici e professionali, in relazione tra di loro attraverso un sistema di crediti che possono coinvolgere anche lavoratori da riqualificare, in modo da poter colmare il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Un grande investimento su questo tipo di nuovo circuito verrà effettuato con i fondi del PNRR che dovrà guardare sia al l ’ innovazione degli istituti secondari, da porre in relazione all’industria 4.0, sia alla riforma dell’orientamento già a partire dalle ITS ACADEMY Gian Carlo Sacchi, Esperto di politiche scolastiche
RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=