LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2022 14 Spi r i tual i tà la vita, cos’è la morte, chi siamo noi, chi sono gli altri, qual è il nostro destino. Gesù illumina la nostra intelligenza. Non solo, ma quando ci scopriamo deboli e peccatori Egli ci perdona e ci salva, se nel pentimento ci rivolgiamo a Lui. Siamo pertanto del Signore nella vita, nella morte, nell’eternità. Certamente non siamo in grado di descrivere pienamente la vita eterna con Dio, oggetto della speranza cristiana, e la nostra resurrezione nella gloria futura. «Quelle cose che occhio non vide, né orecchio udì, né mai entrarono in cuore di uomo, Dio le ha preparate per coloro che lo amano» (1 Cor. 2,9). Credo che meglio di tanti teologi e mistici il nostro poeta Dante abbia descritto la realtà del Paradiso come partecipazione ed immersione di tutto il nostro essere nell’intelligenza, nell’amore, nella gioia infinita di Dio, che supera ogni dolcezza terrena. La vita in Dio è: «luce intellettüal piena d’amore; amor di vero ben, pien di letizia» letizia che trascende ogni dolzore» (Par. XXX, 40-42) «Oh gioia! Oh ineffabile allegrezza! Oh vita intégra d’amore e di pace! Oh senza brama sicura ricchezza!» (Par. XXVII, 7-9) La componente volitiva Un atto è pienamente umano quando oltre che essere ragionevole, è anche libero. Perciò nell’atto di fede vi è anche l’intervento della nostra volontà. Decido di aderire con le mie scelte, con la mia vita alla verità, ai valori che la fede mi propone. Se invece faccio delle scelte morali sbagliate, seguendo l’orgoglio o la sensualità, l’istinto di sopraffazione e di violenza, il mio comportamento condizionerà anche la mia intelligenza che si convincerà che non c’è affatto bisogno di Dio e che io posso essere la misura di tutte le cose. L’esperienza ci dice infatti che quando si tratta di valori morali e religiosi, la genialità dell’intelligenza non è data tanto dalla forza speculativa, ma dalla connaturalità e dall’accettazione di quei valori spirituali. La grazia, componente divina La grazia di Dio accompagna tutto il processo della fede, sia nella sua componente intellettuale di ricerca della verità, quindi dal suo sorgere con gli interrogativi e le inquietudini del cuore umano, fino alla formulazione di un giudizio ragionevole di credibilità, sia nella componente volitiva con le nostre libere scelte: se uno è docile alla verità e rispettoso dei valori morali, la grazia di Dio renderà acuti i suoi occhi (gli occhi della fede!) finché egli intuirà la presenza di Dio in Gesù Cristo, nella chiesa, nella sua stessa vita. Diciamo pertanto che la fede è prima di tutto un dono divino, che per essere pienamente umano richiede la cooperazione della nostra intelligenza e della nostra volontà. La vita di fede Con l’atto di fede s’accende la vita divina in noi e la mente si apre al mistero della creazione, della redenzione, della santificazione per opera della grazia e dei sacramenti della Chiesa. Solo accettando la Parola di Cristo ed amando Lui noi possiamo comprendere cos’è
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