LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 9-10 - Settembre-Ottobre 2022 13 Spi r i tual i tà sistenza di Dio e la sua rivelazione per opera di Gesù Cristo e ci si affida alla Sua vita ed alla Sua parola. Ognuno formula, in base alle sue riflessioni, alla sua cultura ed alla sua esperienza, il proprio giudizio razionale di sintesi per aderire alla fede. San Tommaso d’Aquino presenta cinque vie che ci spingono ad ammettere l’esistenza di Dio: la via del movimento presente nel cosmo, la via della causa prima e dei suoi effetti, la via della realtà contingente che esige un assoluto, la via della scala degli esseri, la via dell’ordine presente nel mondo della natura; altri pensatori hanno aggiunto l’esigenza di Dio per fondare un ordine morale, ed anche l’esperienza e la testimonianza dei mistici e dei santi. Inoltre possono convincere a credere il carattere straordinario della figura di Gesù, che ci rivela il piano di Dio nei nostri confronti, che non possiamo conoscere per altra via, la coerenza e l’insegnamento della Sacra Scrittura, la bellezza della dottrina cristiana, i miracoli di Gesù e le profezie che lo riguardano, la bontà morale e la testimonianza di vita di persone a noi vicine, che non hanno nessun interesse ad ingannarci e delle quali ci possiamo fidare, la nostra stessa inquietudine umana che nasce dalla nostra contingenza e dal vivere nel tempo, dai nostri limiti di conoscenza, di fragilità morale, di sofferenza fisica e psicologica. e si muore senza una prospettiva ultraterrena, senza alcuna certezza; pertanto non vi è motivo di preoccuparci del nostro futuro destino. È una posizione espressa oltre che da vari filosofi anche da alcuni poeti moderni, quali Eugenio Montale e Giorgio Caproni. I credenti Quanti si affidano a Dio ed alla sua Parola e credono in una vita divina comunicata all’uomo, che va oltre i confini della nostra esistenza terrena, non sono degli ingenui, degli illusi, delle persone che hanno rinunciato all’uso della ragione. Tutt’altro. Tra i grandi filosofi possiamo ricordare Agostino d’Ippona, Tommaso d’Aquino, Biagio Pascal e tra i poeti Dante Alighieri, Francesco Petrarca, Torquato Tasso, Alessandro Manzoni. L’atto di fede è per definizione un atto intellettuale, un obsequium rationale, cioè un ossequio ragionevole, compiuto per determinazione della volontà, sotto l’influsso della grazia divina. Nasce pertanto da tre componenti: la nostra ragione, la nostra volontà, la grazia di Dio. La componente razionale La fede è quindi un atto della nostra intelligenza che formula un giudizio di sintesi non di tipo matematico, ma di carattere storico e morale, per cui si ritiene ragionevole l’e-
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