7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXI- Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2024 Spiritualità del discepolo di Gesù, ma lo fa a modo suo: lo Spirito è la cosa buona che egli dona in ogni richiesta per sostenere la nostra debolezza. La parola Abbà è gridata dallo Spirito che stabilisce in noi una relazione fiduciosa con il Padre e con Gesù. La preghiera perseverante sotto la guida dello Spirito è necessaria al discepolo, perché è il nutrimento della sua vita. Anche la parabola del Padre misericordioso (Lc. 15, 11-32) è letta nella prospettiva della preghiera. Dio è alla ricerca, in attesa di ogni persona umana. Il figlio minore lontano, nella miseria e nella necessità, formula la sua preghiera per ripresentarsi al padre: incomincia appunto con la parola padre e chiede di essere trattato come un suo servo. Ed ecco la svolta: il padre di lontano lo vede, ha compassione, gli corre incontro, gli si getta al collo e lo bacia, non lascia al figlio esprimere la preghiera di essere trattato come un servo. La preghiera è il bacio di Dio, è il dono della dignità perduta, della riconsegna del vestito, dell’anello e dei sandali, è la festa della misericordia. Dio è Padre per sempre ed i figli non perdono mai la loro condizione, sono da Lui attesi anche se sono lontani. Qui veramente Dio è santificato: il figlio pentito è proprietà di Dio, avvolto nella vita nuova. Opposto all’atteggiamento del padre è quello del figlio maggiore: s’infuria, non vuole partecipare, il padre esce e lo supplica, ma la risposta del primogenito è piena di presunzione e di livore, di condanna senza scampo. Egli smentisce la preghiera del Padre nostro perché non riconosce che la paternità vale per lui e per il fratello; il padre lo invita al perdono e gli lascia tuttavia la libertà di decidere il suo comportamento. Il padre nella parabola corregge la preghiera del figlio minore, affermando la santità di Dio, e completa quella del figlio maggiore, facendogli intuire che per essere veramente suo figlio la riconciliazione con il fratello non è opzionale, ma obbligatoria, come appare da altri passi del Vangelo. Con la parabola della vedova e del giudice non credente (Lc. 18, 1-8) Gesù ci offre un’altra lezione sulla preghiera, insegnandoci a non abbandonarla nei momenti in cui la nostra fe- (Eb. 5,8). Secondo la prospettiva della lettera agli Ebrei la perfezione di Gesù è al termine della sua umanità: tutto è visto nella prospettiva del sacrificio pasquale della croce e della risurrezione. La preghiera rende sacra tutta la vita di Gesù, è trasformazione del quotidiano e del profano in sacro e santo. Con la preghiera al Padre, Gesù ha trasformato tutta la sua vita in sacrificio perfetto; non ne occorrono altri. Ognuno di noi, esercitando il suo sacerdozio battesimale, unisce la sua vita alla preghiera e al sacrificio di Gesù. Gesù prega dovunque: nel tempio e nella sinagoga, nel deserto, in luoghi solitari, sulle alture, nel Getsemani, sulla croce. Afferma che si può pregare in ogni luogo «in spirito e verità»: è Lui è la verità, si vive in atteggiamento orante dappertutto quando si è in unione con Lui. Insegna a rivolgersi al Padre in diversi modi: con il ringraziamento, con la lode, con la benedizione, con la supplica, con la richiesta. Il Padre nostro e le parabole sulla preghiera Il modello di ogni preghiera per i discepoli di Gesù è il Padre nostro: la redazione dell’evangelista Luca sottolinea due aspetti essenziali di ogni preghiera: prima la santificazione del Nome e l’avvento del regno, poi la sequela terrena di Gesù con l’attenzione alle necessità e alle esigenze della vita del discepolo. Luca collega la preghiera del Padre nostro alla parabola dell’amico importuno e ad altre parabole tratte dalla vita quotidiana. Nella prima parabola (Lc. 11, 5-13) un uomo chiede tre pani in prestito a un suo amico per offrirli a un altro suo amico giunto improvvisamente nel cuore della notte e li ottiene dopo molta insistenza. Ma il personaggio principale della parabola è il Padre celeste che dona lo Spirito a coloro che glielo chiedono. La nostra preghiera nasce spesso in situazioni di emergenza e di necessità, ma deve essere legata alla costanza, alla persistenza, alla perseveranza, come può avvenire con un padre terreno, che dà cose buone ai propri figli. Il Padre celeste esaudisce sempre la preghiera
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