LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXIX- Numero 7-8 - Luglio-Agosto 2022 XX FORMAZIONE E LAVORO L’oggettiva divergenza tra offerta di competenze generata dal sistema scolastico e domanda di professionalità proveniente dal mondo del lavoro non favorisce la crescita. Il capitale umano è la principale leva per la crescita e si fonda su formazione di qualità e su un mercato del lavoro riformato, inclusivo, innovativo e che sappia riconoscere e valorizzare i talenti, senza distinzione di genere, di età e di provenienza territoriale. Il capitale umano si alimenta attraverso un sistema formativo efficace, plurale, libero e su un mercato del lavoro dinamico con regole certe e chiare e servizi al lavoro efficaci. I lavoratori indipendenti, imprenditori e partite IVA devono essere tutelati e garantiti perché possano operare nelle condizioni migliori in quanto si assumono la responsabilità di agire nel mercato sostenendo un rischio d’impresa. Proponiamo: in merito alla FORMAZIONE 1. di aumentare di almeno l’1% del PIL nel corso della legislatura la spesa per la formazione e istruzione; 2. di ridurre drasticamente i compiti burocratici degli insegnanti in modo che possano dedicare la maggior parte del loro tempo all’insegnamento; 3. di rispondere meglio alle esigenze dei territori rafforzando e qualificando maggiormente i programmi di PCTO (ex alternanza scuola-lavoro), ampliando l’offerta e coinvolgendo in essa anche le piccole-medie imprese; 4. un sistema di orientamento continuo e strutturato che offra ai giovani strumenti per effettuare decisioni consapevoli nelle fasi chiave di scelta della scuola superiore, post-diploma/laurea e primo lavoro; 5. una reale, efficace e virtuosa cooperazione fra mondo della Scuola, dell’Università e del Lavoro attraverso l’introduzione di nuove materie e percorsi che stimolino lo sviluppo di competenze soft (capacità relazionali e comunicative, empowerment,intelligenza emotiva) e competenze hard legate alle esigenze del mercato del lavoro(digitali, economiche, finanziarie, civiche); 6. una maggiore flessibilità nella formazione del livello terziario e investimento sulla ricerca aperta e ibrida tra università, centri di ricerca, incubatori e imprese attraverso un forte aumento degli investimenti di università e istituzioni pubbliche in ricerca di base e applicata fino a raggiungere l’1,5% del PIL (ad oggi è allo 0,5%) da ripartirsi su finanziamento a progetti e ricerca di base e applicata, finanziamento a strutture di ricerca e promozione dei dottorati di ricerca; 7. una ottimizzazione del programma formativo e dell’organizzazione scolastica per agevolare l’inserimento più precoce dei giovani nel mercato del lavoro, introducendo elementi di flessibilità e certificazioni intermedie; 8. allineamento alle best practices internazionali attraverso la riduzione del ciclo scolastico da 13 a 12 anni, a parità di giorni di frequenza, rimodulando in maniera complessiva i cicli scolastici e portando la scuola dell’obbligo a 18 anni per diminuire le disparità nelle conoscenze e ridurre il numero dei NEET; 9. l’estensione dell’opzione tempo pieno a tutte le scuole primarie per un migliore equilibrio con le esigenze di vita familiare e un maggiore spazio per la formazione; 10. di riformare il percorso formativo e di abilitazione degli insegnanti della scuola secondaria, attraverso l’adozione di un modello che preveda un triennio di natura disciplinare e una magistrale orientata alla didattica per elevare professionalità e capacità di insegnamento del corpo docente;
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