5-6 Maggio-Giugno 2025

7 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2025 verità ed il bene assoluti. È aperto anche verso l’altro, gli altri uomini e il mondo, perché solo in quanto si comprende in riferimento a un tu può dire io. Esce da sé, dalla conservazione egoistica della propria vita, per entrare in una relazione di dialogo e di comunione con l’altro. La persona è aperta alla totalità dell’essere, all’orizzonte illimitato dell’essere» (7). In quanto aperto a tutta la realtà, il soggetto umano è caratterizzato, ecco un terzo tratto, dalla spiritualità: «L’uomo è una persona che si possiede per mezzo dell’intelligenza e della volontà. Egli non esiste soltanto come un essere fisico: c’è in lui un’esistenza più nobile e più ricca: la sovraesistenza spirituale propria della conoscenza e dell’amore» (8). Un quarto tratto, non meno importante, è quello della dignità. L’uomo è un valore in sé e non può essere considerato mai come possesso di qualcuno. «“Persona” significa che io nel mio essere in definitiva non posso essere posseduto da nessun’altra istanza, ma che mi appartengo. […] La persona come tale sfugge al rapporto di proprietà. Persona significa che non posso essere usato da alcun altro, ma che sono io il mio fine» (9). In virtù della sua dignità, nessun uomo può mai essere ridotto ad una res di qualcuno. «La trascendenza della persona esige che la persona appartenga soltanto a se stessa: il fanciullo è un soggetto, non una Res societatis, né una Res familiae, né una Res ecclesiae» (10). Un quinto tratto è quello della multidimensionalità, in quanto nel soggetto umano sono strettamente correlate in unità la dimensione biologica, psichica, spirituale. La persona è corpo, affetti, relazioni, pensieri, decisioni, creatività e tuttavia non può essere ridotta ad una sola di queste componenti. Scrive a questo proposito G. Nosengo: «Essendo l’uomo natura e spirito necessità e libertà – reciprocamente condizionantisi – il suo sviluppo integrale non può attuarsi se (7) Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, Compendio della dottrina sociale della Chiesa, Roma 2004, n. 130. (8) J. Maritain, Per una filosofia dell’educazione, La Scuola, Brescia 2001, p. 68. (9) R. Guardini, op. cit., p. 181. (10) E. Mounier, Il personalismo, AVE, Roma 2004, p. 154. con ampiezza questo aspetto fondativo. Penso però sia importante richiamarne, come in una sorta di schizzo, alcuni tratti, senza alcuna pretesa di esaustività, attingendo direttamente al pensiero di alcuni maestri della filosofia e pedagogia personalista e alla dottrina sociale della Chiesa Cattolica. Parlare del soggetto umano come persona, significa in primo luogo, riconoscerne la sua unicità. Come scrive R. Guardini: «Persona significa che io non posso essere abitato da alcun altro, ma che, in rapporto a me, sono solo con me stesso; non posso essere rappresentato da nessun altro, ma io sono garante per me; non posso essere sostituito da nessun altro, ma sono unico – il che resta fermo anche se la sfera di riserva viene fortemente guastata da intrusioni ed esteriorizzazioni» (4). Ogni essere umano è un bene in sé, è portatore di un valore che prescinde dal contesto di appartenenza, dalle capacità che possiede e dalle perfomance che realizza. Ogni essere umano è un volto e un nome proprio. Non esiste perciò l’educando, l’alunno, in astratto, ma quella determinata bambina e ragazza, bambino e ragazzo; ciascuno con i propri bisogni, risorse, desideri, aspirazioni, capacità e difficoltà (5). Un secondo tratto fondamentale dell’uomo in quanto persona è la sua auto-trascendenza, quella che potremmo chiamare, con Freire, la sua vocazione ad «essere di più» (6) . La dinamica del soggetto umano è una dinamica di apertura al vero, al bene, all’amabile, segnata dalla libertà e dalla fragilità, un’apertura che si volge a tutta la realtà fino al mistero di Dio. «Alla persona umana appartiene l’apertura alla trascendenza: l’uomo è aperto verso l’infinito e verso tutti gli esseri creati. È aperto anzitutto verso l’infinito, cioè Dio, perché con la sua intelligenza e la sua volontà si eleva al di sopra di tutto il creato e di se stesso, si rende indipendente dalle creature, è libero di fronte a tutte le cose create e si protende verso la (4) R, Guardini, Persona e libertà, La Scuola, Brescia 1987, p. 182. (5) Cfr. P. Triani, Mettere al centro la persona, op. cit., pp. 42-43. (6) Cfr. P. Freire, La pedagogia degli oppressi, Edizioni Gruppo Abele, Torino 2022.

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