5-6 Maggio-Giugno 2025

Lo Scaffale 44 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2025 segreto, avvia il tema importante della presenza di Dio presso gli uomini di tutte le epoche e le culture. «Signore -scrive il nostro autore- sono indegno di godere della tua bellezza. Il vento porta il tuo respiro e la tua Parola». Non si tratta di una professione di fede emotiva, perché essa è ben radicata nella complessità dei giorni, in cui non si sperimenta solo l’abbaglio della bellezza e della crescita, ma anche l’asprezza del dolore e del peccato che da sempre traspare nella trama contorta delle rocce. Dove però la «Parola misericordiosa, potente, creatrice», che ha creato il cielo e la terra, dona salvezza e pace. L’apporto della scienza rende pregnante ogni termine, anche il più semplice e usuale come «acqua». «La vita è nata nell’acqua… l’acqua è stata donata gratuitamente, appartiene alla Terra e la Terra le appartiene». Fa riflettere, anzi meditare. Fabio Calvino ci fa compiere viaggi spazio-temporali tra i miti, le paure e le speranze, nei deserti e nelle savane dove donne e uomini, quasi co-creatori del mondo, imparano uniti a scegliere gli elementi adatti a preparare il cibo profumato di spezie e le vesti arricchite di colore, donando così al più sperduto dei villaggi i fasti di una reggia e la gioia del vivere. Nei viaggi, che sono viaggi reali, non manca neppure l’incontro con la tragica realtà della fame, della sete e della morte data o ricevuta: l’ingiustizia e il non-senso, con il corredo inesorabile della speculazione, dell’avidità e della voglia di potere sugli uomini e sulle cose. Ma… ritorna sempre l’esperienza costante del pagaiare che, con il ritmo scandito dall’acqua, lo scorrere del tempo di ciascuno e di tutta l’umanità. C’è l’immaginazione che sulla crosta attuale della terra, plasmata dall’evolversi di secoli e millenni e migliaia di millenni, fa percorrere i sentieri della preistoria insieme agli uomini di allora assetati come noi di scoperte e di reperti resi preziosi dal nostro bisogno di simboli e di «segni» di un Altro sopra di noi. Si intrecciano nel susseguirsi di pensieri stupiti le favole amate da bambini con i versi dei grandi poeti che affiorano sulle labbra. Il futuro non fa paura perché traspare lunga la linea del destino umano, attivata dal senso di meraviglia e di stupore. In questa visione tanto personale, quanto cosmica si accampa la scienza. «[…] quando le Alpi si stavano ancora innalzando…da un grosso accumulo di magma granitico, filamenti liquidi e gassosi di roccia fusa si insinuarono verso l’alto nelle fratture rocciose.» Finalmente. Arte, letteratura, fisica, matematica, geologia si integrano nel racconto e stanno insieme senza alcuno sforzo o artificio perché fanno parte della creatività umana. La libertà di gioire degli elementi naturali, fino a sentirsi parte dello stesso mondo, alza il sipario su uno spettacolo che dà senso all’esistenza rendendola consapevole dell’infinitamente grande e dell’infinitamente piccolo, e della necessità di continuare a cercare la verità delle cose, siano esse concrete o astratte. La vita trionfa anche quando presenta i suoi aspetti più duri e faticosi. «La vita esplode a dispetto di tutto: l’ambiente ostile viene divorato, digerito e si trasforma... nuovo terreno fertile per altra vita». Il breve accenno alla mitologia, al dio Vulcano con il suo scrigno ricompone gli strappi visti e patiti, nella certezza ancorata alla ricerca e alla fede che «la vita potrà proseguire comunque». Un libro vero, scritto dall’autore fra sé e sé per ricordare e riflettere sperando sempre. (Maria Teresa Lupidi) Fabio Calvino, Storie d’acqua e di monti, Leucotea, Sanremo, 2025, pp. 146, euro 16,00 TRIESTE Democrazia ed amicizia sociale, questo è bel titolo dell’ultimo libro di Giovanni Grandi presentato al Modernist il 5 maggio all’interno della collaudata modalità degli aperitivi educativi dell’UCIIM Trieste ha richiamato molte persone attorno ad un tema non proprio facile e comodamente abbordabile come quello delle crisi delle democrazie attuali e della partecipazione politica in senso lato. Il taglio educativo dell’evento inoltre ha spinto particolarmente a scandagliare l’orizzonte formativo delle giovani generazione come habitat della ricerca della loro competenza politica in un mix di speranze, fatiche e preoccupazioni Giovanni Grandi è professore ordinario di filosofia morale presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell’Università degli studi di Trieste. Nei suoi corsi di Etica pubblica e di Conflitti, giustizia e pratiche riparative si trovano spesso i temi declinati nel libro che però raccoglie e propone anche la sua lunga esperienza in pratiche formative. Vita dell’Unione

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