5-6 Maggio-Giugno 2025

30 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2025 zione di «materiale di supporto» dal semplice testo, o schema, di una relazione. I materiali preferibili sono quelli di stimolo (che possono essere distribuiti nel momento precedente a una relazione, e servono ad attivare la partecipazione), oppure quelli di supporto (cioè, di aiuto alla memoria, allo sviluppo e alla elaborazione di prospettive), e anche indicazioni bibliografiche. Occorre riconoscere come sia ancora difficile ottenere dai relatori coinvolti un testo, o anche un semplice schema, e come spesso ci si limiti a riprodurre le slide presentate dal relatore. Sarebbe sempre utile poi predisporre questionari iniziali e finali, per coinvolgere i partecipanti e ottenere una loro valutazione, almeno di gradimento, circa l’iniziativa di formazione cui hanno partecipato (23). La conduzione di un gruppo di formazione e l’ascolto attivo Certamente, nelle esperienze che ho scelto di analizzare in questo testo, la conduzione del gruppo veniva tematizzata come il nostro problema più specifico e la nostra scelta più originale: non casualmente, come responsabile aggiornamento dell’IRRSAE Sicilia, Franco Capodanno aveva scelto di scommettersi personalmente sulla formazione di «animatori della formazione in servizio» (24). Approdammo allora ad una concezione della conduzione di gruppo (sviluppando modelli di tipo non direttivo) che giudicammo compatibile con la no- (23) Abbiamo mantenuti questi principi operativi ancora negli anni 2022/2023, organizzando un corso on line (Unibo/ Sezione UCIIM di Bologna). Cfr. A. Spinelli, Un corso di formazione on line promosso dalla sezione UCIIM di Bologna, «La Scuola e l’Uomo», a. LXXX, nn. 3-4, marzo -aprile 2023, pp. 39-41. Pur in una realizzazione on line abbiamo conservato i criteri di costruzione dell’équipe di progetto, le scelte di contenuto mirate, il metodo del caso e la richiesta di valutazione a posteriori ai corsisti. Un secondo corso on line attivato a Bologna, sempre in collaborazione con la sezione UCIIM, fra febbraio e maggio 2024, è ancora in corso di valutazione, ma ha avuto un buon successo di iscritti e di frequentanti. Dai primi dati emerge che gli iscritti hanno apprezzato in primo luogo i temi e i contenuti affrontati e la loro qualità scientifica. (24) La sigla «R.A.F.I.S» significava appunto «Ricerca Animatori Formazione in Servizio». sociativa e della sua struttura di volontariato, condizioni diversamente inesistenti o difficilmente praticabili. Sotto un altro aspetto, anche il problema del contenuto di ciascun progetto formativo è inseparabile dalla sua credibilità culturale e scientifica: difficoltà a parte, le iniziative UCIIM erano sempre caratterizzate da una soggettività culturale precisa, mentre in molte iniziative gestite dall’Amministrazione scolastica e dalle singole scuole si rileva spesso frammentazione e casualità delle scelte di contenuto e dei relatori. Il secondo elemento strategico del modello è dato dal principio che l’équipe sia «mista» in termini di competenze ed esperienze, e soprattutto che in essa non manchino alcuni insegnanti o dirigenti accanto ad eventuali esperti accademici (psicologi, sociologi, pedagogisti, o accademici disciplinaristi). In molte occasioni questa strategia costituì l’elemento decisivo di apprezzamento da parte dei corsisti. Un terzo elemento strategico fissato da noi nelle esperienze siciliane era il principio che i componenti dell’équipe si alternassero nella funzione di conduttore di gruppo e relatore. Nei seminari RAFIS questo elemento strategico era stato essenziale e riconosciuto come tale dai partecipanti (che erano chiamati di fatto diventare essi stessi formatori e animatori di gruppo). Questo aspetto ha perso progressivamente di importanza nel tempo, via via che eravamo costretti a ridimensionare l’offerta formativa, in primo luogo per ragioni economiche, e talvolta anche per il rifiuto di buona parte dei corpi docenti verso i lavori di gruppo (22). Un ultimo gruppo di principi strategici riguarda l’apparato strumentale di un corso di formazione. In primo luogo, i materiali di supporto dovrebbero essere predisposti e forniti in tempo utile ai corsisti, distinguendo la no- (22) Negli anni Duemila, chiamata come relatrice da diverse sezioni UCIIM sul territorio nazionale, ho trasformato il mio stile di relazione, dovendo fare a meno di qualsiasi attività di gruppo. Ho cominciato a proporre materiali stimolo piuttosto che schemi, a interpellare e animare la discussione fra i presenti, e a limitare la relazione espositiva al momento finale dell’incontro, recuperando così le osservazioni nate dal dibattito. Ma in quegli anni, divenuta assai meno giovane, ero diventata anche più consapevole e più capace in termini comunicativi.

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