29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2025 creto dell’istituzione in cui si lavora, per un altro verso può essere egualmente importante una formazione residenziale rivolta a gruppi insistenti su territori più ampi (ad esempio ambiti provinciali e regionali), se non a livello nazionale. Sotto questo aspetto, l’esperienza dei Seminari RAFIS, che furono la creazione più originale ed incisiva di Franco Capodanno come responsabile dell’aggiornamento dell’IRRSAE, costituì per me e per tutti i componenti dell’équipe coinvolta una situazione di formazione professionale irripetibile (20), ed estremamente positiva la considerarono anche i partecipanti (21). Il primo elemento strategico del modello è dato dalla progettazione in equipe dell’itinerario formativo, in modo che il progetto complessivo sia condiviso e preso in carico da tutti i relatori e animatori che parteciperanno al corso. Questo principio si è rivelato sempre valido ed efficace, nella misura in cui è stato anche praticabile di fatto. Molte volte il coinvolgimento di tutti i relatori di un corso è praticamente impossibile, o può realizzarsi solo parzialmente. Nelle esperienze siciliane si era sempre garantito almeno un dibattito iniziale, nella fase di progettazione, con un gruppo di confronto più ampio (il primo gruppo fu l’intero direttivo della sezione di Catania). Non si può non rilevare che su questo punto l’esperienza UCIIM si avvalesse della sua dimensione as- (20) M.T. Moscato (a cura di), RAFIS. Storia di un progetto…, op. cit. L’équipe stabile per il progetto di formazione realizzato negli anni 1985/87 era formata da: M.T. Moscato, S. Galeano, A. Scuderi, G. Timpanaro, A. Tomasich, con alcune integrazioni per relazioni e contenuti specifici. Per il lavoro di selezione l’equipe era stata più ampia. Per una valutazione di quel lavoro occorre in realtà prendere in esame anche il testo che costruimmo quale materiale di supporto per i partecipanti: M.T. Moscato (a cura di), Animare il cambiamento, Catania, Coesse, 1986. Contiene testi miei, di S. Galeano, A. Scuderi, G. Timpanaro, A. Tomasich. Si evidenzia già in noi una forte attenzione al contenuto pedagogico della formazione, ridimensionando l’enfasi sul metodo da cui eravamo inizialmente partititi. (21) In appendice al fascicolo citato, appare una relazione di F. Capodanno, sempre in qualità di responsabile IRRSAE dell’aggiornamento, che, oltre a chiarire le ragioni del progetto e le tappe del suo svolgimento, riferisce i risultati di un questionario di valutazione sottoposto ai partecipanti a qualche anno di distanza. te e azioni didattiche innovative, non senza difficoltà e vivaci dibattiti interni. Naturalmente il carisma personale del Preside Capodanno costituiva un elemento decisivo per molti aspetti. Nel decennio Ottanta/Novanta la scuola ospitò anche gruppi di docenti tedeschi in visita a Catania (all’interno di uno scambio con la P.H. di Freiburg, con cui l’Università di Catania aveva stretto un accordo diretto, in una fase ancora pre-Erasmus). I colleghi tedeschi cambiarono in quegli anni molte delle loro opinioni sull’Italia e sulla scuola italiana. Proprio valutando l’importanza formativa dell’ambiente di lavoro scolastico, dopo il primo corso pilota già citato (19), si decise di privilegiare le richieste di singole scuole, sperando nella penetrazione capillare di idee e metodi nuovi nelle scuole più piccole e più lontane dai capoluoghi e dalle Università. Pensavamo che attività di aggiornamento avviate e svolte nelle singole scuole fossero comunque occasioni importanti, elementi essenziali di confronto, di condivisione, anche di stimolazione, e che, a prescindere dal profilo culturale e scientifico dell’iniziativa, esse permettessero una crescita comune di ciascun collegio docenti coinvolto. In altre parole, pensavamo alle iniziative di aggiornamento sia come momenti inseparabili dal processo di innovazione politico-sociale nella scuola, a livello nazionale, sia come momenti di costruzione della specifica soggettività comunitaria di ogni singola scuola. In un secondo momento valutammo, soprattutto durante il progetto di formazione dei formatori dell’IRRSAE Sicilia, indicato come Progetto R.A.F.I.S, che le iniziative di formazione residenziale, collocate fuori dal contesto territoriale immediato, presentassero a loro volta altri vantaggi formativi, proprio per la maggiore incidenza di esperienze di «immersione totale» e per la possibilità di incontrare nuove persone, con interessi ed esperienze professionali comuni. In altri termini, se per un verso è importante costruire gruppi nel con- (19) Furono in realtà due i corsi pilota, ciascuno per 50 insegnanti, sul tema dei nuovi programmi per la scuola media, e vennero ospitati entrambi presso la S.M.S. «L. Grassi» di Catania. I docenti vi si iscrissero individualmente e a pagamento, attestando la stima che avevano per le iniziative UCIIM.
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