5-6 Maggio-Giugno 2025

26 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2025 dentro e fuori dal mondo della scuola. A questo gruppo appartenni anch’io, che nel 1979 ero appena ai miei inizi accademici, precaria sul piano istituzionale e quasi sconosciuta alla pedagogia scientifica. Nel chiamarmi a partecipare, insieme ad alcuni altri giovani promettenti, al lavoro di formazione docenti per l’attuazione dei nuovi programmi, la Sezione ci dava credito e scommetteva in qualche misura su di noi, e continuò a farlo almeno per tutto il decennio successivo. Quel decennio/quindicennio fu quindi un’importante stagione della mia vita professionale. In realtà, a rileggere tutto retrospettivamente, ci fu un punto di cesura per me, proprio mentre eravamo impegnati in una intensa e apparentemente organica collaborazione, e fu un Convegno, organizzato dall’IRRSAE Sicilia, a Taormina (11-13 dicembre 1989), per i dieci anni dei nuovi programmi per la scuola media (9). Introdotto dall’allora Presidente dell’IRRSAE Sicilia, il Convegno prevedeva la partecipazione del Ministro della P.I. che allora era Sergio Mattarella. Furono presenti l’allora Direttore generale per l’istruzione secondaria Lecaldano, e un drappello UCIIM (F. Capodanno, G. Sacchi, E. Gamaleri) guidato da Cesarina Checcacci, allora Presidente in carica, per quanto presente al Convegno come Membro del Consiglio superiore della P.I. Mi era stata affidata una relazione dal titolo «La programmazione fra metodo e tecnica», ma in realtà il mio testo evidenzia un esito deludente dei tanto celebrati programmi, almeno per quanto riguardava gli alti tassi di bocciature e di abbandoni, da noi indagati in quegli anni direttamente nelle scuole siciliane. La mia «ricerca con le scuole» mi aveva portata ad una visione meno ottimistica dei Programmi, rispetto alla prospettiva che avevamo condivisa a partire del 1979. Ma allora non registrai neppure di avere preso una tale relativa distanza. Il primo gruppo di esperienze di formazione in servizio, nel 1979-80, riguardava dunque i nuovi programmi per la Scuola Media: la (9) La scuola media dopo dieci anni di applicazione dei nuovi programmi, IRRSAE SICILIA Collana Documenti, 6, 1-2 giugno 1991. Nel fascicolo si veda: M.T. Moscato, La programmazione fra metodo e tecnica. Una riflessione dopo dieci anni di applicazione dei nuovi programmi per la scuola media, pp. 67-85. per l’aggiornamento dell’insegnamento disciplinare, che tuttavia veniva parallelamente coltivato). Io sono entrata nella sezione di Catania nel 1979 (avevo trentadue anni), e vi sono rimasta attiva, sebbene con un impegno progressivamente ridotto, fino alla metà almeno degli anni Novanta. Ricordo che il primo a sollecitarmi fu il Prof. Latora, che in quel momento dirigeva la Sezione, e che mi portò in omaggio una copia del giornale dell’UCIIM, «La Scuola e l’Uomo». Ricordo che allora l’UCIIM, attraverso il Movimento Circoli per la Didattica, produceva anche la Rivista «Ricerche Didattiche». L’uno e l’altra costituivano uno strumento di espressione dell’esperienza della scuola militante, anche se già nel 1990, evidenziando i quaranta anni di vita di «Ricerche Didattiche», il Presidente del MCD, Domenico Di Maggio, lamentava la perdita di entusiasmo e il crescente disimpegno dei docenti italiani, presumibilmente delusi dalla politica scolastica avviata negli anni Settanta (6). Occorre aggiungere che «Ricerche Didattiche» si era fatta anche strumento di reciprocità e interazione fra la pedagogia accademica e il mondo della scuola, e come tale ospitava (o anche sollecitava) contributi di ricerca innovativi (7). Nella prassi, per un verso l’UCIIM lavorava per avvicinare alcuni pedagogisti accademici alla scuola militante su tutto il territorio nazionale (8); per l’altro essa sollecitava i talenti per la ricerca pedagogica, (6) D. Di Maggio, Quarant’anni di attività, Editoriale di «Ricerche Didattiche», Anno XL, 1-2, nn. 331-332, pp.13. (7) Per esempio, due contributi sull’emigrazione e il rientro dei nostri figli di migranti, uno mio e uno di Silvio Galeano, allora assolutamente all’avanguardia nella ricerca pedagogica, appaiono sul numero appena citato di «Ricerche Didattiche». Inviammo in quel decennio diversi contributi, anche da tesi di laurea. Servirebbe una storia delle pubblicazioni di questa rivista nell’arco del suo quarantennio di vita, a partire dal suo Archivio. (8) Occorrerebbe ricostruire la storia dei Convegni Nazionali, le tematiche affrontate, la loro dislocazione nelle sedi regionali (erano sempre vitali e affollate quelle che ospitavano i Convegni), e i nomi dei relatori accademici invitati anno per anno. Non si deve sottovalutare neppure il breve periodo della presidenza di Aldo Agazzi, per capire il rapporto privilegiato dell’UCIIM con una parte della pedagogia accademica.

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