10 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2025 mente la propria autonomia e responsabilità. Infine, la scuola a misura delle persone è quella che sa di non essere autosufficiente, che perciò è consapevole della propria importanza, ma anche della propria relatività. E proprio per questo è animata da uno stile di apertura e collaborazione. Una breve conclusione: socializzare e personalizzare la scuola L’ideale di mettere al centro la persona è talmente denso di conseguenze che, come richiamato prima, sembra molte difficile da declinare nel contesto scolastico odierno, troppo rigido, troppo segnato dalla prevalenza degli aspetti burocratici e tecnici. Sull’impossibilità del sistema scolastico attuale di essere realmente umanizzante ha scritto riflessioni tanto acute quanto dure, come è noto, I. Illich (16) il quale ritiene che il contesto odierno chieda troppo istruzione formale e che questo comporti l’eterogenesi dei fini delle scuole. Troppa scuola produce meno educazione. La proposta di Illich è che si debba cambiare radicalmente l’impianto complessivo del sistema scolastico, riducendo fortemente l’impatto dell’istruzione formale. La sua proposta di descolarizzare la società però risulta oggi difficilmente praticabile e non è detto che un depotenziamento della scuola porti necessariamente ad una maggiore valorizzazione delle persone nelle azioni educative. Questo però non significa accettare supinamente l’esistente. Vi è, forse, un’altra direzione di lavoro, anch’essa non semplice, ma che vale la pena percorrere. Il mettere al centro la persona non comporta necessariamente meno scuole (anche se credo meno tempo scuola sì), ma scuole diverse. Non si tratta di descolarizzare la società, ma di personalizzare e socializzare la scuola, ossia intensificare gli sforzi perché all’interno del sistema scolastico cresca lo spazio dato alla dimensione comunitaria e alla logica dell’attenzione al singolo e al suo accompagnamento. (16) Cfr. I Illich, Descolarizzare la società. Per un’alternativa all’istituzione scolastica, Mondadori, Milano 1972. territorio. L’unicità della persona, infatti, richiede che gli attori coinvolti nell’educazione dello stesso soggetto accrescano la loro capacità di confronto e di lavoro insieme. Alcune attenzioni in ordine allo stile Non c’è solo il tema del metodo, ma anche quello dello stile, che richiama lo spirito (potremmo anche dire lo sguardo di fondo) con cui si opera. Il mettere al centro la persona chiede alla scuola di essere animata innanzitutto da uno sguardo attento alle singolarità di ciascuno, teso a considerare ogni alunna e alunno nella sua singolarità, con la sua storia e le sue peculiarità. Si tratta di avere uno sguardo non semplicistico, ma piuttosto insieme realistico - perché considera congiuntamente le potenzialità e le difficoltà - e promettente perché animato dalla fiducia e dalla speranza e intento a suscitare il desiderio di crescere e costruire le condizioni migliore per lo sviluppo. Lo stile di una scuola che mette al centro la persona è poi quello dove sul mero esercizio di un ruolo, prevale il senso dell’accompagnare il processo di crescita, il desiderio del camminare con le persone per sollecitarle, guidarle, supportarle, aiutarle ad acquisire progressiva-
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