5-6 Maggio-Giugno 2025

9 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 5-6 - Maggio-Giugno 2025 In quinto luogo, l’attenzione a tutte delle dimensioni della persona chiede alla scuola di operare considerando l’auto-trascendenza dell’uomo in tutta la sua ampiezza. Questo significa educare allo stupore, alla meraviglia, al senso del mistero. Alcune attenzioni in ordine al metodo Se il tema degli obiettivi chiama in causa la questione del ‘verso dove’, quello del metodo ci pone di fronte all’interrogativo del come agire, del come fare scuola. La centralità della persona chiede al sistema scolastico di: a. dare maggiore valore alla logica dell’incontro, al rapporto con l’altro considerato, richiamando M. Buber, sempre un tu e mai un «esso» (15). Questo significa porre una particolare attenzione alla cura della dimensione comunicativa, della dimensione relazionale, alla personalizzazione degli interventi didattici, b. rendere la didattica ordinaria uno spazio attivo dove le studentesse e gli studenti, non sono considerati solo dei destinatari, ma sono pensati come soggetti da coinvolgere e far partecipare, c. curare la qualità umanizzante degli ambienti e dei contesti. La scuola non può essere considerata semplicemente un insieme ordinato di lezioni, perché è ben di più: è esperienza vissuta. Ambienti segnati dalla freddezza, dalla conflittualità, dall’indifferenza, dalla trascuratezza generano progressivamente sfiducia e distacco, demotivazione. C’è bisogno, perciò, di fare attenzione a tutto ciò che concorre a rendere un contesto formativo accogliente, sereno, propositivo, responsabilizzante, d. accrescere la cultura dell’alleanza: tra i docenti (per i quali dovrebbero essere accresciute le ore di lavoro insieme); tra le scuole e le famiglie; tra le istituzioni scolastiche e il (15) Cfr. M. Buber, Il principio dialogico e altri scritti, San Paolo, Milano 2011. In secondo luogo, si tratta di educare le persone ad esercitare, lungo tutto il percorso scolastico, le proprie operazioni coscienziali, che B. Lonergan sintetizza nei precetti trascendentali: sii attento, sii intelligente; sii razionale; sii responsabile (13). Una scuola mossa da questa tensione cerca perciò di educare a capire, a giudicare, ad operare delle scelte. È attraverso lo sviluppo delle operazioni coscienziali, inoltre, che si può educare all’interiorità. In terzo luogo, considerando che la persona cresce all’interno di una dinamica di dono risulta importante che il sistema scolastica abbia a cuore di sviluppare nelle studentesse e negli studenti la dimensione della gratuità. In quarto luogo, la socialità dell’essere umano chiede alla scuola di educare alla ricerca del bene comune, oltre che a quello individuale. Si pensi al riguardo a tutto lo sforzo messo in atto dalla pedagogia di ispirazione personalista per l’implementazione di una educazione civica (14). (13) Cfr. B. Lonergan, La formazione della coscienza, antologia di scritti a cura di P. Triani, La Scuola, Brescia 2010 (14) Cfr. L. Corradini, La Costituzione nella scuola. Ragioni e prospettive, Erickson, Trento 2014; L. Corradini – G. Mari (a cura di), Educazione alla cittadinanza e insegnamento della Costituzione, Vita e Pensiero, Milano 2019.

RkJQdWJsaXNoZXIy NTYxOTA=