3-4 Marzo-Aprile 2025

4 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2025 ranza dei peccatori. Essa vedendo il pericolo in cui lo scrittore era caduto, ha preceduto ogni preghiera, ha domandato la grazia al Figlio e ha impetrato la salvezza del peccatore. La XIV egloga del Buccolicun carmen Questa egloga scritta in latino intorno al 1360, imitando il poeta Virgilio, ci dice anche un tormento interiore del Boccaccio. Nel componimento ricorda la figlioletta Violante morta qualche anno prima a sette anni, durante una sua assenza. Ci viene anche detto che la sua morte era stata preceduta dalla nascita e dalla morte di ben altri 4 figli, non sappiamo da quale madre, scomparsi tutti in tenera età: di due ci è ricordato anche il nome Paolo e Mario, non così delle due sorelline. È una testimonianza indiretta di una vita piuttosto libertina e irresponsabile condotta precedentemente dal poeta. Ora il Boccaccio sente la preoccupazione del destino eterno di queste creature. Nel travestimento bucolico la figlioletta è chiamata Olimpia, ossia la Celeste, essa gli compare in un bosco, inviata da Dio in un trionfo di luce e di profumi. Con dolci parole racconta al padre che è in cielo, che con lei sono i suoi fratelli; parla con commossi accenti di Dio, della Vergine Maria, dell’incontro con il nonno, il padre di Boccaccio. Infine la figlioletta torna in Paradiso salutando il padre e con un angelico sorriso lo conforta, affermando che prima o poi lui e i suoi figli si sarebbero ritrovati insieme nel Paradiso per l’eternità. Tre sonetti in onore di Maria La sensibilità religiosa ritorna anche nelle rime del Boccaccio. Diversi sonetti sono rivolti a Dio per implorare perdono, tre sonetti sono espressamente rivolti alla Vergine Maria in forma di preghiera. Davanti a Gesù Cristo si sente peccatore e lontano dalla salvezza, si ravvede e chiede pietà: Io ò, seguendo gli terren diletti E i tuo’ comandamenti non curando, sua miseria morale, le conseguenze disastrose della lussuria e constata il degrado della donna quando si riduce a femmina avida di piaceri; è una vicenda biografica che possiamo datare intorno al 1354 e che segna il distacco dalla sua travagliata esperienza amorosa verso un orientamento nuovo, verso una visione cristiana della vita, verso lo studio dei classici ed il culto della poesia. La struttura di questa opera in prosa riprende temi e situazioni presentate da Dante nella Divina Commedia. Il Boccaccio deluso per l’amara realtà di cui è a conoscenza si addormenta, sogna di essersi smarrito in una valle nebulosa ed è atterrito da urla di feroci animali: è nell’inferno. Gli compare, proveniente dal Purgatorio, lo spirito del marito della vedova, una specie di alter ego in cui si sdoppia il narratore. Costui intreccia un dialogo con lo scrittore descrivendo con crudo realismo tutti i difetti della sua ex moglie e consigliandolo di abbandonare il peccato e di pensare alla salute dell’anima. Il Boccaccio si lascia convincere, e si incammina con lui verso la montagna della salvezza, libero dalla passione e pieno di letizia. Ci stupisce questo passaggio dalla filoginia, dalla stima per le donne sia cantate nei componimenti giovanili ed esaltate nel Decamerone perché ad esse dedica il suo capolavoro, alla misoginia così marcata. Certo ha contribuito la sua vicenda personale: straziato e beffato nei suoi affetti, avverte il suo peccato, sente il bisogno di redenzione, di perdono, di riparazione, vuole d’ora in poi dedicarsi agli studi dei classici latini e greci ed alla poesia. L’opera non è rivolta tuttavia ad un pubblico popolare, ma agli intellettuali in grado di comprendere anche questo genere letterario di invettiva contro i difetti e le malizie femminili, che aveva una lunga tradizione sia nelle opere di scrittori pagani che cristiani. Ci preme sottolineare come Dante sia per il Boccaccio un maestro di vita e di fede e come da lui riprenda il tema mariano. Lo scrittore ha in speciale devozione e riverenza la Vergine Maria, perché è madre di Cristo, viva fontana di misericordia, madre di grazia e di pietà, speSpiritualità

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