3-4 Marzo-Aprile 2025

40 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2025 to ciò che la sua attuazione pratica comporta, finirà per aggiungersi al già ingente lavoro svolto dagli insegnanti di lettere, in particolare nelle fasi iniziali di progettazione e rodaggio delle attività. Di certo, delle indicazioni chiare sulla strutturazione del percorso sarebbero molto utili per orientarsi e per formarsi in maniera mirata e proficua: è fondamentale che questa esperienza di insegnamento sia vissuta in maniera armonica ed equilibrata innanzitutto da chi si troverà a stare al di qua di una (sempre più metaforica) cattedra. È però altresì vero che molti di questi approfondimenti e studi in materia didattica che si renderanno necessari saranno applicabili in maniera trasversale anche alle altre discipline insegnate dal docente, e chissà che per alcuni questa non possa essere l’occasione per iniziare o tornare a insegnare una materia che hanno, se non amato, quantomeno apprezzato nel corso dei loro anni di studi. Sarà infatti proprio la ferma convinzione dei professori che quest’ora sia benefica per tutti ad essere assolutamente cruciale: sappiamo bene quanto la nostra predisposizione o meno a una data attività venga immediatamente percepita da chi abbiamo davanti e influenzi, spesso nostro malgrado, l’andamento e l’esito di quel che facciamo o proponiamo di fare. Bisognerà essere pronti e curiosi di mettersi in gioco, di sperimentare, essere disposti a divertirsi con i nostri ragazzi, consapevoli di star fornendo loro delle lenti un po’ più raffinate per affacciarsi sul mondo e proseguire con il loro percorso. didattica del latino da proporre nelle scuole medie debba essere senza dubbio una didattica inclusiva, laboratoriale e mista, che integri diverse metodologie e spunti interattivi distribuiti su vari moduli e in ottica multidisciplinare. Tale impostazione deve essere però prevista ab origine, onde scongiurare il pericolo di ricadere in una didattica tradizionale, in una fase in cui l’obiettivo di apprendimento non è certo quello di tradurre e comprendere profondamente passi di Cicerone e Tacito. In quest’ottica, sarà necessario anche un adeguamento delle diverse proposte editoriali rivolte ai docenti che si trovino a dover insegnare la disciplina. A questo punto, merita un’osservazione in particolare sull’argomento la preparazione degli insegnanti di lettere per far fronte a queste nuove esigenze e sperimentazioni. Già nella formazione accademica si può notare come non per tutte le lauree che costituiscono titolo di accesso alla nuova classe di concorso AM12 (ex A22) siano previsti corsi di didattica del latino, i quali non vengono comunque erogati in larga misura dagli atenei neanche nei corsi di laurea più specifici. Proprio per l’esigenza di una didattica da strutturarsi daccapo per la scuola media, unitamente a un’ottima padronanza della lingua e della cultura latina, sarà certamente da prevedere un buon aggiornamento dei docenti in materia, che spazi tra le nuove proposte didattiche e si affacci anche agli spunti che lo stesso mondo accademico può fornire, soprattutto per quanto concerne la commistione di studi sull’antichità e dialogo con le nuove tecnologie. L’aggiornamento, che per ora procede spesso di pari passo con gli interessi e le urgenze del singolo docente, si renderà necessario per coloro cui sarà affidata l’ora di latino: se questo è stato certamente più frequente per i colleghi del liceo, lo stesso, per ovvi motivi, non sarà stato per quelli delle scuole medie. Sembra purtroppo evidente che, così posta la questione, l’introduzione di questa disciplina, e tut-

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