39 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2025 da, potrebbe essere l’introduzione di un laboratorio integrato di tecnologia, arte e immagine e latino, sull’epigrafia latina, come quelli proposti e sperimentati dall’AICC: la preparazione pratica della tavoletta in gesso o altro materiale, l’incisione dell’epigrafe dopo l’osservazione delle principali grafie antiche, incentiva non solo la creatività e un approccio pratico alla classicità, ma determina anche un insight su come si sia passati dalla scrittura antica ai più noti font contemporanei. In più, la scelta del contenuto dell’epigrafe prodotta dagli alunni può certamente prendere le mosse da una rassegna dei principali contenuti e stili delle epigrafi romane: in questo modo si approfondiranno in maniera pratica e funzionale sia elementi di civiltà, come nel caso dell’onomastica o di iscrizioni normative e celebrative, sia brevi nozioni di poesia. Di certo nel terzo anno si potrebbero progressivamente approcciare secondo l’impostazione tradizionale alcuni elementi analitici, come le prime due declinazioni, il sistema verbale e una maggiore sistematicità nell’apprendimento del lessico, integrando perciò anche l’aspetto mnemonico al lavoro svolto fino a quel momento: potrebbe poi essere allora la modalità di verifica formativa di tali contenuti il momento ludico e sfidante dell’esperienza di apprendimento. Da non sottovalutarsi, sempre nell’ultimo anno, le potenzialità offerte dall’approccio della grammatica valenziale integrato sia allo studio del latino che dell’italiano: tale metodologia è a tutt’oggi purtroppo trascurata non solo nell’insegnamento della lingua latina nei licei ma anche, e soprattutto, in quello della lingua italiana, mentre permetterebbe invece lo sviluppo di una consapevolezza linguistica nettamente più matura, poiché fondata sulla comprensione dei meccanismi alla base delle lingue e sul ragionamento critico che da tale conoscenza deriva. È dunque evidentemente opinione di chi scrive che la vece dialogare proficuamente con le scienze dell’antichità e mettersi in qualche modo al servizio del passato: un dialogo interdisciplinare quindi, che può affascinare di certo neofiti ed estimatori. Ancora uno studio dell’antico che prenda le mosse dall’aspetto geografico del territorio dell’Impero e dalle testimonianze che oggi ci rimangono della fitta rete di strade e nomi di città, può essere oggetto di un modulo laboratoriale multidisciplinare, che vada a integrare e confermare quanto appreso nelle lezioni di geografia. Mappe e cartine come quelle ricostruite nel progetto Roman roads diagrams del cartografo e designer Sasha Trubetskoy, visivamente accattivanti perché ricostruite immaginando la rete stradale romana come contemporanee linee della metropolitana, possono essere utilizzate nello studio dell’Italia, della Gran Bretagna, della Francia e della Spagna: si può assegnare a singoli o a gruppi la ricerca di nomi, di città e strade, la localizzazione attuale dei siti e la comparazione linguistica tra l’antico e il moderno. Tale attività offre inoltre, seppur indirettamente, una panoramica sulla politica espansionistica romana, che può essere eventualmente approfondita grazie a un intervento nelle ore di storia. Stimolante, soprattutto nella classe secon-
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