3-4 Marzo-Aprile 2025

34 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2025 da una volontà inconscia, decisero di recarsi nel giardino dove ancora giaceva, inerme, il corpo della meravigliosa creatura equina. La zia della ragazza appose con cura la maschera sul volto del cavallo che, suscitando lo stupore di tutti, si rialzò cavalcando con rinnovato vigore e rinnovata forza per il giardino che presto ritrovò il suo splendore. Come al sorgere del sole i fiori variopinti, ancora piegati sotto il peso della notte, si ridestano e rivolgono il loro capo al cielo dove vi è la luce nascente, così la vegetazione di quel giardino, dopo il buio della desolazione, riprese vita. Aspetti positivi e criticità La risposta dei ragazzi è stata sostanzialmente positiva, come è emerso nelle esposizioni dell’esperienza del PCTO durante gli esami di stato, che i ragazzi hanno sostenuto poi nell’anno scolastico 2021/2022. Gli studenti hanno apprezzato l’esperienza concreta che li ha portati alla riflessione sull’importanza del patrimonio culturale. Dal punto di vista didattico la familiarità con le collezioni e con i laboratori del museo ha reso agevole l’assimilazione dei contenuti, solidamente agganciati con le unità didattiche curricolari. Le attività pratiche hanno consentito ai ragazzi di sviluppare abilità e competenze trasversali alle diverse discipline (Italiano, Geostoria, Latino, Disegno e Storia dell’Arte), e per il museo la disponibilità al progetto ha comportato il recupero di una fascia di «non pubblico», solitamente poco interessata alla fruizione dei beni culturali. Tra le criticità, va sicuramente segnalata la difficoltà di svolgere tutte le attività, per un numero complessivo di 90 ore, in un solo anno scolastico, necessità dettata dal fatto che questo progetto si configurava come un progetto PON (Programma Operativo Nazionale), con tempi di attuazione non modificabili, laddove solitamente il percorso di Alternanza Scuola – Lavoro si distribuiva invece nell’arco dell’intero triennio, e ciò ha creato incastri e sovrapposizioni difficili da risolvere con le altre attività, problema spesso non semplice da risolvere nella quotidianità del regolare svolgimento dell’anno scolastico. Oltre a ciò, altri momenti di perplessità sono sorti per dei cambiamenti che i docenti esterni gliati delle loro foglie, si arresero all’oscurità che incombeva. La piccola principessa della città e il suo coetaneo, anch’egli principe, che erano soliti giocare in quel giardino, vennero presto a conoscenza della triste sorte che si era abbattuta su di esso. Il cavallo che un tempo era a protezione del luogo giaceva senza vita sui fili d’erba ingialliti mentre il sangue sul suo capo da rosso acceso si tramutava in rosso scuro, come tutto in quel giardino. I futuri sovrani, allarmati, decisero di impegnarsi a smascherare il colpevole e a ritrovare la preziosissima maschera che era stata donata al cavallo quando gli era stato affidato il compito di custodire il giardino. Alcuni indizi rinvenuti nei pressi del mistico animale li condussero a dubitare della fedeltà della zia della ragazza che, come vennero a sapere in seguito, da tempo bramava di possedere la suggestiva maschera. I due ragazzi riuscirono dunque con un inganno a impossessarsi del magico oggetto ma vennero infelicemente scoperti dalla donna e nella fretta della fuga la maschera cadde per terra frantumandosi in mille pezzi. La donna scoppiò in lacrime e rinnovando un indicibile dolore cominciò a raccontare ai ragazzi che il cavallo apparteneva al figlio, che era morto in battaglia. A seguito della morte del figlio la donna si era recata spesso nel giardino e aveva montato su quel cavallo lasciandosi trasportare dall’impeto dei ricordi e dalla furia del dolore. Quel giorno però il cavallo non era stato docile come nei giorni precedenti e non aveva permesso alla donna di cavalcarlo, allora ella in un eccesso d’ira l’aveva trafitto con la sua spada e aveva portato con sé la maschera, l’ultimo ricordo dell’amatissimo figlio. Le lacrime rigavano il volto della zia, smunto e smagrito, stravolto dalla sofferenza. I due giovani vedendo ciò piansero ma poi si rianimarono, cercando di consolare la donna, visibilmente invecchiata. Insieme, con le mani ancora tremanti per il racconto sconvolgente, ricomposero la maschera che come per magia ritornò intatta e assunse una colorazione dorata e brillante. Gli animi dei tre, sui quali gravava la piena consapevolezza del peso dell’esistenza, furono sollevati e i loro occhi cominciarono a risplendere come la maschera, per la felicità e per le lacrime che ancora li velavano. Quale evento prodigioso si era appena verificato! E quante emozioni si erano impossessate di loro nel corso di una sola giornata! I tre, quasi mossi

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