3-4 Marzo-Aprile 2025

35 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2025 recenti i orientamenti, secondo cui l’istruzione e la formazione sono chiamati a svolgere un ruolo importantissimo in previsione dei rapidi cambiamenti della società e del mondo del lavoro (Linee guida PCTO, MIUR 2018), e sono pertanto al centro delle politiche europee, come attesta la Nuova Agenda di Competenze per l’Europa, elaborata dalla Commissione e dal Consiglio d’Europa nel 2016, che accentua l’importanza di un’istruzione di qualità, e come è documentato anche dalla centralità che istruzione e formazione detengono nell’Agenda 2030 (9) per la Sostenibilità pubblicata dall’ONU. In tale contesto, appare chiaro che acquistano grande rilevanza i risultati di apprendimento che devono collegarsi al mondo reale, attraverso attività legate all’azione e che sono misurabili in competenze, e soprattutto la dimensione sociale dell’istruzione, che si basa sul diritto di ciascuno ad una educazione inclusiva e di qualità, al fine di costruire un’Europa più equa. Bibliografia ◊ Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile 2015, Assemblea generale dell’ONU, New York. ◊ Alfano D., Aurino P., Basile F., Caracciolo E., D’Andrea M., Pellegrino C., Rossi A., Viscione M. 2009, «Pontecagnano tra Etruschi, Sanniti e Romani. Gli scavi dell’Università di Salerno e dell’Università di Napoli L’Orientale lungo l’autostrada SA-RC», in Osanna M. (a cura di), Verso la città. Forme insediative in Lucania e nel mondo italico fra IV e III sec. a. C., Atti delle Giornate di Studio (Venosa, 13-14 maggio 2006), Lavello, 463-496. ◊ Baglivo B., Tomay L. 2018, «Su alcune tombe a camera di Pontecagnano tra IV e III sec. a. C.» in DialArchMed II, 463-472. ◊ Bailo Modesti G., Battisti A., Cerchiai L., Lupia A., Mancusi M. 2005, «I santuari di Pontecagnano» in Nava m. L., Osanna M. (a cura di) 2005, Lo spazio del rito. Santuari e culti in Italia meridionale tra indigeni e greci. Atti delle Giornate di Studio (Matera 28-29 (9) Agenda per lo Sviluppo sostenibile 2015. hanno dovuto attuare per problemi legati, in quel momento, alla gestione stessa dell’area archeologica, motivi che hanno indotto a trasformare quello che era stato progettato come scavo didattico in una serie di attività sul campo per lo più preliminari allo scavo stesso. Conclusioni La collaborazione tra gli insegnanti e gli esperti che operano nel campo dei beni culturali, basata su una didattica multidisciplinare, ha consolidato la convinzione che un’azione educativa mirata al rispetto delle realtà materiali che provengono dal nostro passato sia possibile solo con la compartecipazione di diverse componenti, concordi in un’efficace politica educativa. Ai ragazzi è stato proposto un tipo di apprendimento generato essenzialmente dalla passione e dalle emozioni che l’arte, la storia e l’archeologia sanno suscitare (Cetorelli Schivo 2017). L’educazione al patrimonio, più che suggerire ai ragazzi una mera conoscenza di dati, ha creato in loro una disponibilità e un’attenzione alle testimonianze del passato, tracce vive e tangibili della storia ed elementi indispensabili per comprendere il nostro presente. La metodologia didattica utilizzata è stata finalizzata all’acquisizione di nozioni tecniche, utili anche in ambito professionale, sia di competenze relazionali e comportamentali, importanti anche per l’affermazione del sé e delle proprie capacità. La metodologia di formazione, dove alle lezioni frontali sono seguite le esperienze e le attività concrete, è stata applicata ad un percorso progettuale caratterizzato da una parte interattiva presso l’area di scavo e il museo, con attività pratiche di documentazione grafica, di catalogazione, di preparazione di materiale didattico. L’azione di formazione basata sulla metodologia pluridisciplinare e della progettazione condivisa tra scuola, il museo e l’università, è stata attuata negli ultimi anni in tutto il territorio nazionale (cfr. Sciti & Poesini, 2020); in particolare, a Salerno e nella provincia, con la ripresa delle attività dopo la pandemia si sono realizzati molti percorsi affini. Tutto ciò attesta che gli enti preposti alla formazione cercano di mettere in pratica i più

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