3-4 Marzo-Aprile 2025

29 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2025 sciplina delle attività dirette a promuovere la conoscenza dei beni storico-archeologici e ad assicurarne le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica, anche da parte delle persone diversamente abili, ed è inoltre finalizzata promuovere lo sviluppo della cultura. Il modulo, dal titolo «Archeologia», è parte del più ampio progetto PON «Conoscere il passato per progettare il futuro» (F.S.E. PON Per la Scuola 2014/20 (4)). Esso è stato pensato e progettato specificamente per tutte le studentesse e gli studenti iscritti alla classe III sezione A del Potenziamento Beni Culturali, dunque, in relazione sia al contesto territoriale in cui la scuola è inserita, sia alle scelte generali del Liceo, con particolare riferimento alla natura dell’indirizzo di studi dei destinatari. Gli allievi avevano infatti già ricevuto negli anni precedenti una prima basilare formazione sul patrimonio culturale e sull’archeologia: nel curricolo del primo biennio era prevista infatti un’ora supplementare di Storia dell’Arte, svolta in modalità Content and Language Integrated Learning (CLIL), più un corso extracurricolare di potenziamento denominato «Archeologia e Territorio», durante il quale gli allievi hanno imparato a conoscere le principali evidenze archeologiche della Campania e i concetti basilari legati sia alla tutela del bene culturale sia alla fruizione del patrimonio da parte di tutti i cittadini. La forma organizzativa di questo PCTO, in osservanza alle Linee Guida (5) andava così a potenziare sia le competenze tipiche dell’indirizzo di studi prescelto sia le competenze trasversali necessarie per una scelta consapevole per la prosecuzione degli studi. Le attività hanno portato a molti risultati positivi, anche se sono emerse alcune criticità, sulle quali è stato opportuno riflettere per potenziare in maniera più efficace in futuro il valore dell’azione formativa. Descrizione del progetto La progettazione del modulo, coerente dun- (4) Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 2017. (5) Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca 2018. tà degli Studi di Salerno (DISPAC), i cui docenti, scelti come tutor esterni, hanno aiutato gli allievi a sviluppare più elevati livelli di conoscenza dei beni archeologici custoditi nel museo e relativi alla conoscenza dell’antico abitato di Pontecagnano. Il percorso è stato strutturato anche sull’importante partecipazione del Parco Eco-Archeologico di Pontecagnano (Legambiente Campania), ulteriore luogo della cultura attrezzato come un museo all’aperto, caratterizzato da evidenze archeologiche e dunque dalla presenza tangibile di valori storici, paesaggistici e ambientali tali da incrementare nei destinatari del progetto importanti competenze di cittadinanza attiva, specie in relazione al rispetto, alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio culturale (Si ringrazia per la disponibilità e la non comune apertura al mondo della scuola Luigina Tomay, già Direttrice del Museo Archeologico di Pontecagnano, il professore Carmine Pellegrino, docente dell’Università degli Studi di Salerno, e le archeologhe del Parco Eco-Archeologico di Pontecagnano, Dottoressa Maria Laura Nappi e Dottoressa Maria De Falco, che con passione e professionalità hanno messo in atto quanto progettato nel modulo; si ringraziano inoltre i docenti Rossano Liberatore, tutor interno del progetto, Marina Borrelli, referente e Marina Santoro, valutatrice (3)). Tale forma di educazione è coerente con l’insegnamento curriculare di educazione civica, spesso incentrato proprio alla pedagogia del patrimonio e sulle norme che disciplinano la cura e la tutela dei beni culturali, che rientrano tra i valori e gli obiettivi non solo della nostra Costituzione (art. 9), ma anche del Trattato sull’Unione Europea (art. 3). I ragazzi vengono educati all’idea che la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale concorrono a preservare la memoria della comunità nazionale e del suo territorio e a promuovere lo sviluppo della cultura; i beni culturali, intesi come testimonianze aventi valore di civiltà, sono destinati alla fruizione della collettività (Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio, art. 1 comma 2; art. 2, comma 2 e 4; art. 6 comma 1); la valorizzazione del patrimonio culturale consiste nell’esercizio delle funzioni e nella di- (3) L’elaborazione del modulo è di chi scrive.

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