24 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2025 fisico. Siamo davvero tanto sregolati. Da quando facciamo questo percorso sentiamo il desiderio di migliorarci, ma non come uno sforzo, bensì come una nuova possibilità». I ragazzi del Liceo svolgono il percorso in orario extrascolastico attraverso il PCTO, percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento. I partner nell’erogazione di questo PCTO sono l’UCIIM e la Federazione Italiana Mindfulness. Il percorso eroga quarantacinque crediti e al termine del percorso i ragazzi e le ragazze discutono una tesina su cui hanno svolto molte ore di lavoro personale. Quando vi incontrate? «Ci incontriamo ogni settimana nell’aula mindfulness, divisi in gruppi in base ai giorni della settimana, o singolarmente per chi preferisce gli incontri individuali con la dottoressa. Ci sono numerosi giorni e orari in cui la dottoressa Sadolfo è a nostra disposizione e questo ci rende molto contenti perché possiamo davvero usufruire di un progetto tanto bello che ci sta aiutando nel nostro benessere anche in modalità che ci vengono incontro e non troppo rigide». Che ne pensate di uno spazio dedicato apposito? «L’aula Mindfulness è davvero bella, io per esempio amo dipingere, e quest’aula colorata ha un senso per me. I colori, non sono scelti a caso, una parete è verde salvia, un’altra color salmone, ma molto tenue, una bianca e una giallina. Ci sono delle poltrone morbide che permettono il rilassamento e dei poggia piedi altrettanto morbidi. È dotata anche di dispositivi di biofeedback, cuscini speciali per il collo e la schiena, tappetini per il training autogeno, dispositivi per l’allenamento propriocettivo e giochi che possiamo utilizzare tutte le volte che vogliamo insieme alla dottoressa. Mi piace molto che ci sia una scelta accurata del colore perché stiamo imparando che meditare con uno specifico colore aiuta per una determinata cosa. Io ad esempio, trovo molto giovamento quando medito guardando il verde salvia». Invito anche i docenti a riflettere su alcuni spunti: • Io: io sono, io posso farcela, io ce la faccio perché la mia forza risiede nella persona che sono. • Gruppo: il gruppo è la risorsa a cui attingere, la squadra con cui giocare ed a cui appartenere. • La connessione: se acquisiamo consapevolezza siamo veramente connessi a noi stessi e agli altri. • Potenziale: impariamo a riconoscere il nostro potenziale personale, riconoscere, nutrire, allenare, festeggiare, esprimere… solo partendo da un chiaro esame di realtà di noi stessi allarghiamo il potenziale. • Standing Ovation: ciascuno ogni mattina si faccia un applauso prima di iniziare a lavorare, standing ovation per ciascuno di voi. • Stare: lavorare sulla presenza che è anche la capacità di percezione di sé ed il radicamento del mio essere. • Azione: ideare, preparare, facilitare, agire, assimilare. Come faccio tutte queste cose? Lo scrivo, tengo un diario, mi faccio dei foglietti quotidiani di parole chiave. • Ferite: riconoscere, individuare, comprendere, trasformare. Permettiamo alle nostre ferite di diventare feritoie. • Empatia: Ascolto, osservo, penso al mondo che mi circonda e come lo percepisco, poi mi metto in gioco lavorando anche sulle mie paure. • Idee: Quali idee mi guidano? Cosa mi depotenzia? Come modifico i comportamenti nocivi? Il punto di vista dei Liceali: «Il programma si sviluppa in una serie di appuntamenti settimanali, in cui abbiamo l’opportunità di seguire i corsi della Dottoressa che ci insegna a gestire la nostra mente e il nostro corpo tramite tecniche di mindfulness e training autogeno che impattano positivamente sulla nostra vita. Le tecniche adottate dalla mindfulness ci stanno aiutando a modificare uno stile di vita spesso disordinato, e ci aiutano a capire cosa può ostacolare il nostro benessere mentale e
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