20 LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXXII - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2025 alla soddisfazione di vita e alla qualità delle relazioni interpersonali e negativamente alla depressione, all’ansia e allo stress (Weick e Putnam, 2006). Tenendo conto di questi effetti, gli studiosi hanno sostenuto che la mindfulness permette alle persone di vedere gli eventi in modo più oggettivo e distaccato (Shapiro2006). Gli effetti positivi della pratica prolungata della mindfulness, dimostrati in contesti clinici come medicina e salute mentale, dimostrano la riduzione dei sintomi della depressione, dell’ansia e della sovra-preoccupazione in pazienti che l’hanno praticata. Se riferita alle sensazioni, i sentimenti e le cognizioni presenti, per poter agire in una ottica accettante e non giudicante nei contesti in cui si vive (famiglia, lavoro, scuola), ecco che la letteratura fa riferimento alla social mindfulness, un nuovo concetto diffuso in occidente i cui studi evidenziano come essa sia correlata alle caratteristiche di correttezza, rifiuto dell’avidità e modestia del tratto OnestàUmiltà, rilevando come gli individui con un livello elevato di queste tre qualità tendono ad consapevolezza. Il termine inglese mindfulness è la traduzione del termine sanscrito sati che significa consapevolezza e la pratica di meditazione della consapevolezza è stata insegnata più di due millenni fa dal principe Siddharta Gotama (circa 566-486 a.C.) conosciuto come il Buddha. Così, nata in oriente, la mindfulness pratica di meditazione della consapevolezza, si è sviluppata poi in occidente, negli anni Settanta del precedente secolo, con il pionieristico Ellen Langer accademica psicologa ad Havard. Tralasciando le origini orientali, Langer delinea il suo concetto di mindfulness facendo riferimento ad un approccio psicologico sociale e tracciandone poi nuove distinzioni. Le sue prime ricerche riguardano lo studio sulla mancanza di attenzione e sulla sua prevalenza nella vita quotidiana, per poi proseguire esplorando la mindfulness e i suoi potenziali benefici in aree come la creatività, il posto di lavoro, la regolazione del comportamento, le relazioni interpersonali, l’invecchiamento, la salute fisica e mentale. Da allora, il concetto di mindfulness è diventato sempre più popolare in diversi approcci psicoterapeutici. I modelli occidentali e orientali della mindfulness propongono principi teorici diversi e unici, ma condividono anche significative somiglianze. Infatti, entrambi mirano a coltivare una mente orientata al presente, permettendo così di aumentare la salute e il benessere. Le due concezioni sono simili per quanto riguarda i risultati in termini di salute e qualità della vita, ma i processi attraverso i quali questi effetti si ottengono sono qualitativamente diversi e riportano ulteriori obiettivi specifici, correlati al contesto in cui viene praticata la mindfulness. La ricerca occidentale dimostra che la mindfulness è connessa positivamente alla vitalità,
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