La Scuola e l'Uomo - n. 3-4 - Marzo-Aprile -2023

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX - Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2023 27 continua ricerca di equilibrio tra le funzioni di tipo amministrativo, i profili comunicativo-relazionali, la gestione del personale e gli aspetti di leadership educativa. Il tutto unito alla capacità di gestire emergenze continue e alla necessità di stabilire continuamente ordini di priorità tra le azioni da svolgere, distinguendo urgenze dalle questioni che possono attendere. La situazione dell’emergenza sanitaria ha messo alla prova l’equilibrio professionale di ogni singolo dirigente scolastico. Ha posizionato come priorità assoluta la questione sanitaria e della sicurezza e ha fatto emergere in tutta la sua evidenza la realtà della scuola che è un’organizzazione complessa a legami deboli: gli equilibri interni al sistema in numerosi casi sono saltati. 4. Il dirigente umanista della scuola costruttore di benessere Il dirigente umanistico della scuola secondo noi dovrebbe essere un costruttore di benessere, ricco di empatia, un facilitatore di relazioni che si proietta verso un nuovo umanesimo, fermo restando il profilo tecnico-amministrativo della sua funzione. La gestione del sistema scolastico dovrebbe scoprire la centralità della dimensione del benessere che deve caratterizzare lo stile educativo di ogni comunità scolastica. Il clima di benessere è allo stesso tempo presupposto e punto d’arrivo: è necessario un intenso lavoro sugli aspetti delle relazioni e della comunicazione interpersonale affinché si stabilizzi un clima positivo che sappia restare saldo al sopraggiungere di imprevisti. Da un lato per il dirigente si è posto come prioritario tutto quanto afferente alla dimensione della salute e della sicurezza, dall’altro docenti, famiglie e studenti hanno visto nel dirigente scolastico il responsabile unico e diretto dell’intero sistema delle misure anti-Covid; accanto alla sicurezza sono state messe in discussione tutte le certezze a livello didattico e valutativo oltre alle emergenze dei disagi psicologici e della dispersione. Nelle scuole in cui i legami hanno ceduto spesso si è imputato ogni malfunzionamento al dirigente. In molte scuole i legami hanno usando esempi che mostrano una linea di condotta da seguire, sfuggendo alle logiche di dominio. Il dirigente scolastico risponde del proprio incarico in termini di raggiungimento del risultato, ossia degli obiettivi che gli vengono assegnati dal direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale sulla base del RAV della scuola che guida: in estrema sintesi gli obiettivi sono scelti nelle macro aree della gestione unitaria e funzionamento dell’istituzione scolastica, delle azioni amministrativo-contabili, dell’organizzazione educativo-didattica. La visione di scuola e il progetto educativo del dirigente scolastico si esprime attraverso l’atto di indirizzo al collegio dei docenti per l’elaborazione del PTOF, monitorato attraverso il Rapporto di autovalutazione, a cui segue il Piano di Miglioramento per la realizzazione degli obiettivi prioritari. Il tutto viene successivamente reso manifesto alla comunità educativa e a tutti gli stakeholders attraverso la rendicontazione sociale. Il dirigente scolastico è dunque una figura che interpreta un ambito di funzioni di tipo amministrativo-istituzionale coniugandole e armonizzandole con il suo profilo di guida educativa, che si esprime nella gestione delle relazioni, della comunicazione e nel saper creare benessere diffuso. La strada per farlo è quella della leadership partecipata e non autoreferenziale per costruire una reale comunità inclusiva, dinamica, aperta. Il dirigente scolastico è organizzatore esemplare da un lato e umanistico delle relazioni e per il benessere dall’altro, interpretando costantemente questa ambivalenza interna ed esterna: deve saper continuamente passare dal trattare ad esempio di contratti e forniture, all’accogliere i disagi e i turbamenti id un alunno o di un genitore in difficoltà. Un buon dirigente è colui che riesce ad armonizzare nella propria figura questa pluralità di sfaccettature con equilibrio, resilienza e risposta pro-attiva agli stimoli sui vari fronti della prospettiva scolastica. Dal profilo definito alla lettera della norma è necessario fare un passaggio alle persone che incarnano tale ruolo: un’articolazione complessa come quella appena tratteggiata richiede individui all’altezza del compito, capaci di interpretare tutte le funzioni in una

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