LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXX- Numero 3-4 - Marzo-Aprile 2023 28 5. Valorizzazione degli insegnanti, personalità uniche e non riducibili a modelli o schemi preconcetti Recentemente da più parti è stata messa in discussione la modalità tradizionale di fare scuola, imperniata attorno all’aspetto trasmissivo e centrata sulla verifica di contenuti e di abilità. I docenti hanno dovuto per necessità abbandonare questo approccio (parecchi erano già sua questa nuova strada di apertura, ma ancora con timidezza, soprattutto nelle scuole superiori) per aprirsi ad una didattica collaborativa e per competenze, in cui l’alunno deve essere operativo: si è aperta l’attenzione sulla responsabilità, l’autonomia, il pensiero creativo e tutte le dimensioni delle soft skills. I docenti hanno risposto in modo diverso alla situazione dell’emergenza sanitaria e all’anno scolastico in corso: c’è stato chi ha risposto alla sfida con entusiasmo e chi invece non ha reagito al colpo e pur mettendosi in moto ha vissuto con fatica emotiva quando accaduto, fino all’estremo del burn out in alcuni sporadici casi. I docenti del domani dovranno avere connaturata la dimensione collegiale: non è possibile ragionare di sviluppo delle competenze se a farlo non è presente un team, un consiglio di classe di professionisti che sappia lavorare in dimensione interdisciplinare. Nelle scuole si stanno definendo team di docenti che si focalizzano su tematiche essenziali per il governo della comunità scolastica, che possano attuare la comunità: potremmo dire che la scuola del dopo sarà comunitaria o semplicemente non sarà. Questa necessità ha conseguito negli ultimi anni una particolare attenzione da parte dei dirigenti scolastici e da parte dell’amministrazione centrale, che ha cercato di esprimere al meglio questa esigenza di potenziare lo staff e la condivisione della dirigenza con i docenti, dirigenza diffusa o condivisa, utilizzando la locuzione inglese del middle management, che vuole esprimere una novità rilevante e un mutamento importante rispetto alla categoria dei docenti. Sappiamo bene quanto la scuola sia un’organizzazione complessa sempre più articolata: il dirigente da solo non può controllare retto ma si sono allentati: si è riusciti a rispondere all’emergenze con la resilienza. In altre scuole invece i legami sono riusciti a rinforzarsi, la comunità non si è limitata a reagire e si sono raggiunti buoni risultati in termini di benessere interno e di esiti formativi degli alunni. Possiamo quindi affermare che ogni comunità educativa ha dato una diversa risposta all’emergenza sulla base del quadro di rapporti pre-esistente. Ripartire dal volto, un volto che eccede la maschera e mostra l’essere persona che non vuole lasciarsi costringere oltre il necessario ma mostra che la relazionalità essenziale al volto non potrà essere soppressa. Andando anche oltre il nostro ruolo di organizzatori della didattica, cercandone le ragioni e le motivazioni profonde, possiamo affermare che oggi più di ieri è necessaria una pedagogia basata su una filosofia che sappia ripartire quindi dallo sguardo e dal dialogo, così fondamentali nel consentire lo scambio di parole e lo scambio preverbale che fornisce quel supporto emotivo a ciò che si vuole significare e che viene perso negli scambi scritti fintamente dialogici che affannano le menti e distolgono dall’autenticità. Per dare attuazione al costrutto della Dirigenza umanistica si è scelto di investire energie nella formazione di livello superiore, impegnandosi nell’anno accademico 2022-2023 per la realizzazione della prima edizione del Master universitario di II Livello dedicato alla «Governance strategica delle istituzioni scolastiche», organizzato dalla Università LUMSA e da EIP Italia e rivolto a docenti, dirigenti e a tutti coloro che decidono di impegnarsi in modo operoso, dialogico e attivo nella vita della propria comunità educante. Il sistema-scuola deve infatti conseguire secondo noi uno spessore e una resilienza durevole dum volvitur orbis, un carattere proprio derivante da scelte mature di dirigenti e docenti formati al governo delle persone, una consistenza umanistica che consenta di evolversi mantenendo ciò che lo qualifica, in un continuo e sempre rinnovato equilibrio, in osmosi con l’esterno (che può porsi in forma collaborativa o oppositiva), reagendo nello stesso momento rispetto agli stimoli di crisi che sopraggiungono.
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