1-2 Gennaio Febbraio-2026

16 Anno LXXXIII Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2026 FATTI E PROBLEMI Sibling: fratelli invisibili. La diversità dell’essere “normali” Rita Fazio, Dirigente scolastico, Istituto comprensivo, via Regina Elena, Civitanova Marche cura di loro in maniera particolare. A volte sono considerati i fratelli «fortunati» per lo scampato pericolo. Sono bambini, però, che si imbattono nella disabilità o nella malattia rara nella fase più delicata della crescita: diventano grandi insieme con i loro fratelli o sorelle, confrontandosi con l’evento «critico» proprio durante il percorso di formazione personale, quando, cioè, crescere è già un fatto in sé complicato e proprio in questa fase, si trovano ad assorbire e a introiettare un fenomeno di «anormalità». Se l’evento «paranormativo» arriva dopo la loro nascita, sperimentano la nostalgia del passato e la perdita del «trono» all’interno della loro famiglia, Se arriva prima della loro venuta al mondo, avvertono maggiormente il senso di colpa per essere «normali» e, quindi, capaci di conquistare più rapidamente o facilmente le abilità che il consanguineo raggiungerà tardivamente, quando non gli sono addirittura precluse. Sia se nati prima o dopo il fratello o la sorella con disabilità o malattia, in ogni Sibling è forte la preoccupazione del futuro, il senso di solitudine scaturito anche dall’incapacità di esprimere i propri bisogni e desideri ai genitori; sono ben consapevoli, infatti, di quanto «mamma e papà» siano stressati dalla quotidianità, stanchi e preoccupati dallo stato di salute dell’altro figlio. È facile immaginare come questi bimbi possano rifugiarsi in un angolo buio rinunciando al diritto di essere felici; è facile immaginare come possono guardare la felicità di altre famiglie che non hanno questi problemi. Benché ogni Sibling sviluppi una personalità propria, modellata da specifiche variabili di Nel panorama internazionale la scuola italiana occupa un primato per le pratiche inclusive così come i nostri docenti sono ormai diventati esperti tanto di piani educativi individualizzati quanto di piani didattici personalizzati. Infatti, è ormai matura la consapevolezza che ogni alunno è unico ed irripetibile, speciale nei suoi talenti, diverso per la propria storia personale. Quindi, qualcuno ha anche asserito che per ogni studente andrebbe stilato un PDP. Questi temi sono costantemente affrontati, si parla tanto delle classi arcobaleno, delle classi sempre più popolate di bambini con disabilità, con disturbi specifici di apprendimento, di bambini adottati e/o con un potenziale superiore ai loro coetanei; manca, però, nella nostra scuola, un’attenzione particolare nei confronti dei bambini cosiddetti «Sibling», ossia fratello o sorella di persone con disabilità o con malattia rara: sono bambini ancora «invisibili». L’identikit degli “Invisibili» Essere Sibling costituisce uno sforzo di crescita ulteriore rispetto a quello che i coetanei generalmente devono affrontare. Un’esperienza non priva di sofferenze, sacrifici, sensi di colpa e, talvolta, di impropria vergogna. I Siblings finiscono per essere bambini «invisibili» tanto per i genitori, che inevitabilmente e inconsciamente catalizzano l’attenzione sul figlio che ha un «problema», quanto, a volte, per la scuola stessa che non è chiamata da alcuna urgenza educativa a prendersi Scuola7-433 - Per gentile concessione dell’Editore

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