Gennaio-Febbraio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 7 La questione educativa coinvolge una complessa molteplicità di contesti e sog- getti, dai giovani alla famiglia, dalla scuola alla cultura, dalla politica alla società, sen- za trascurare, naturalmente, la Chiesa che fin dalla sua origine ha ricevuto il mandato di evangelizzare e di educare, con l’«euntes ergo docete» (Mt 28, 19) con cui Cristo inviò nel mondo i suoi discepoli. Così come mol- teplici sono le «emergenze» educative della nostra società: basti ricordare la crisi della famiglia tradizionale e le nuove famiglie; le grandi opportunità ma anche i nuovi rischi portati dall’ambiente digitale e dalle nuove tecnologie; la sfida dell’accoglienza di per- sone straniere e di minori non accompagnati; l’integrazione di scolari figli di immigrati di prima e ma ormai anche di seconda genera- zione; l’ambiente, l’ecologia e la sostenibili- tà; l’inclusione delle persone con disabilità; la tutela delle donne contro la violenza e il femminicidio. Per cercare di trattare in modo adeguato il tema dell’emergenza educativa nelle sue poliedriche implicazioni, occorre innanzitut- to compiere un’attenta analisi dello sfondo del sistema sociale attuale, al fine di com- prendere più profondamente le ragioni della difficoltà e, nel contempo, ineludibile neces- sità di «educare» in questo tempo presente. È un’emergenza che deriva sempre più da una situazione sociale del Paese dove la spinta solidaristica sembra perdere quota, con una conseguente e inevitabile crisi eco- nomica e sociale, dove l’interesse verso la partecipazione alla realizzazione di progetti comuni si è molto affievolito. Stiamo vivendo un momento in cui prevalgono atteggiamenti di insicurezza, di chiusura nel privato, di ti- more verso il futuro. Il Censis delinea un ritratto a tinte fosche del Paese, nel quale rileva una pericolosa po- vertà di interpretazione sistemica, di proget- tazione per il futuro, di disegni programma- tici di medio periodo. Prevale una dinamica d’opinione messa in moto da quel che avvie- ne giorno per giorno. È la vittoria della pura cronaca e della disarticolazione strutturale del nostro sistema. La composizione sociale è sempre più di intensa molecolarità: vinco- no l’interesse particolare, il soggettivismo, l’egoismo individuale e non maturano valo- ri collettivi, nè unità di interessi. Crescono così le diseguaglianze, con una caduta della coesione sociale e delle strutture interme- die di rappresentanza che l’hanno nel tem- po garantita. A ciò corrisponde una profonda debolezza antropologica, un letargo esisten- ziale collettivo, dove i soggetti (individui, famiglie, comunità, associazioni, imprese) restano in un recinto securizzante, ma iner- ziale. In sintesi, ne deriva una società a bas- sa consistenza e con scarsa autopropulsione: una sorta di «limbo italico» fatto di mezze tinte, mezze classi, mezzi partiti, mezze idee e mezze persone. Un’Italia in cui cresce il deserto e si rileva una crisi antropologica senza precedenti. Il deserto è la metafora di una società in cui i riferimenti ai valori comuni sono sempre più labili e in cui i rap- porti tra gli individui sembrano avere per- so umanità. Ma dinanzi alla crisi dilagante, l’uomo non rimane indifferente e cerca di sopravvivere mettendosi alla ricerca di oasi sicure dove trovare possibilità di sviluppo e di crescita personale e professionale. Tra i diversi contesti educativi, la Chiesa, la Scuola e la Famiglia continuano a rivestire un ruolo fondamentale nel favorire la con- divisione delle migliori esperienze educati- vo-formative e nel garantire l’acquisizione di processi di elaborazione del sapere, dif- ficilmente rintracciabili altrove, che siano strumenti della coesione sociale e di una rinnovata etica della responsabilità e della solidarietà. EMERGENZA EDUCATIVA: RITROVIAMO L’ HUMANITAS Chiara Di Prima, Dirigente Scolastico e Presidente Regionale UCIIM Sicilia

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