Gennaio-Febbraio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 6 S p i r i t u a l i t à centro di tutto e di tutti. Invece, cari amici, questo vostro progetto, ispirato all’Enciclica Laudato si’, dice giustamente che non pos- siamo essere noi stessi senza l’altro e senza gli altri. Non dobbiamo farci ingannare e ca- dere nella trappola dell’esclusività. Voi ave- te capito che «io posso» deve diventare «noi possiamo insieme». Insieme è più bello e più efficace! Io posso, noi possiamo, insieme. Agli insegnanti Papa Francesco ricorda che «siamo tutti chiamati a costruire un “villaggio globale dell’educazione”, do- ve chi lo abita genera una rete di relazio- ni umane, le quali sono la migliore medi- cina contro ogni forma di discriminazione, violenza e bullismo… E dove l’educazione si fa portatrice di fraternità e creatrice di pace». Un villaggio globale dell’educa- zione da costruire anche insieme con i ge- nitori, che possono imparare dai loro figli sicuramente all’avanguardia «per tutto ciò che riguarda la protezione della natura». Papa Francesco sottolinea infine la pre- senza, nei ragazzi e nelle ragazze che ha di fronte, di «una fiducia coraggiosa» , che si esprime nella proposta di «un progetto di miglioramento ambientale e sociale che si fa concreto», e conclude: «Nelle vostre inizia- tive state utilizzando creatività e fantasia… Avete preferito la solidarietà, il lavoro comu- ne e la responsabilità a tante altre cose che il mondo vi offre… Ecco perché mi sembrate più felici di chi ha tutto e non vuole dare nul- la. Voi siete più felici di coloro che vogliono tutto e non danno nulla. Soltanto attraver- so il dare si può raggiungere la felicità». In sintesi il papa Francesco propone alla Chiesa, alla nostra società di oggi, al mondo della politica e delle religioni, all’umanità intera un nuovo patto educativo globale che ha nella scuola, nella formazione e nel pro- tagonismo dei giovani il suo centro: un cam- mino che porta, oltre allo studio ed alla com- petenza nelle varie discipline, ad una ecolo- gia integrale che tocca e modifica in positi- vo, perché ricca di empatia e compassione, tutti gli aspetti della vita, la cura del creato, l’accoglienza, l’integrazione, la giustizia so- ciale, il rispetto delle future generazioni. tutta l’organizzazione spetta alla Fidae, che lo ha previsto da due anni ed ha preparato tutta l’organizzazione del meeting interna- zionale. Molto positivo è stato anche il coin- volgimento ufficiale del Comune di Roma. I momenti più significativi sono stati l’ac- coglienza della Sindaca Raggi in Campidoglio, il raduno di tutti i partecipanti internazionali ed italiani al palazzo dei Congressi dell’Eur in un clima di gioia e di entusiasmo, la vi- sita della città ed il contatto con altri stu- denti romani, un incontro di formazione per insegnanti, sempre in Campidoglio, e l’udienza con il Papa Francesco, che su- pervisiona e sostiene questo progetto, al termine dell’evento sabato 30 novembre. Nel suo discorso, conclusivo dell’evento, il Papa ha ripreso tanti concetti educativi che gli sono cari. Condivisione, solidarietà, bontà, bellezza sono le parole più ricorrenti. «Bellezza in azione» , è per papa Francesco l’impegno quotidiano testimoniato dai ragaz- zi e dagli adulti presenti, una «bellezza for- mata dalla condivisione di tanti piccoli gesti, come tanti tasselli di un mosaico. Nella tra- dizione ebraica e cristiana infatti, «bellezza e bontà sono inseparabili… Il termine «buo- no» in ebraico ha un valore molto esteso e si può tradurre non solo come buono ma an- che come armonioso. Si tratta di un’armonia polifonica, fatta di bellezza, di bontà e di condivisione. Il creato ci stupisce per il suo splendore e per la sua varietà e, nello stesso tempo, ci riporta con i piedi per terra, fa- cendoci comprendere quale sia il nostro ruo- lo nel mondo di fronte a tanta grandezza» . Come c’è la bellezza della natura, così anche gli uomini «trovano la loro piena realizzazione dando vita a una «bellezza condivisa… Siamo di fronte a una “chiave” dell’universo, da cui dipende anche la sua sopravvivenza: questa chiave è il disegno di alleanza di Dio» . Per noi uomini c’è il rischio di illuderci «di poter sostituire una bellezza irripetibile e non recuperabile con un’altra creata da noi. Di fare cioè come Prometeo, che voleva sostituirsi a Dio. A volte anche noi, senza accorgercene, cadiamo in questa tentazione, quando il nostro «io» diventa il

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