Gennaio-Febbraio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 43 C aro direttore, mi piacerebbe che la mia lettera aprisse un dibattito sull’argo- mento. Era il 1997 e per accedere a internet era necessario staccare il telefono e collegarsi alla rete. Il rumore della connessione avvi- sava tutti in casa che un adolescente si sta- va collegando ad una delle prime chat . Era comune ricevere raccomandazioni dai propri genitori: «Fammi vedere, con chi stai parlan- do? Fai attenzione!». Al computer si passava poco tempo, non era in tutte le case e veniva usato dagli adolescenti principalmente per le ricerche scolastiche. Siamo nel 2020 e il mondo è cambiato. Sce- ne come quella appena descritta sono lonta- ne, lontanissime dai ragazzi della generazio- ne Z, gli adolescenti di oggi. Loro nascono con il telefono in mano, un’estensione delle loro stesse mani. Un accessorio scontato, facile e imprescindibile nella loro quotidianità. Ventitre anni dopo, la generazione di ado- lescenti che nel 1997 staccava il telefono per collegarsi ad internet riesce a malapena a coltivare una rete di relazioni, considerando la velocità dei ritmi attuali. E i teen di oggi? Sono quasi 180 milioni gli adolescenti nel mondo, tra i 13 e i 17 anni, che usano Facebook : divisi tra 96 milioni di ragazzi 80 milioni di ragazze. A seguire Insta- gram con i suoi 60 milioni di iscritti minorenni secondo il report Global Digital 2018 (1) . Il mondo ormai è cambiato. Per loro è normale pubblicare ogni dettaglio della loro vita sui social network ma noi genitori ed educatori fatichiamo ad accettarlo. Ed è proprio lì, sui social network che ragazze e ragazzi preferi- scono sviluppare le loro reti sociali. Da soli, sui loro device . Il tempo passa, Facebook non è neanche più utilizzato dai più piccoli, ora dai loro ge- nitori. Instagram conquista il target giovanile però anche qui cominciano arrivare i cugi- ni, i genitori, gli zii. E quindi arriva TikTok : il social del momento per la Generazione Z, quella dei nativi digitali. Infatti sono proprio i giovanissimi gli utenti del social network lan- ciato in Cina nel 2016, conosciuto inizialmen- te come musical.ly (2). Qui i ragazzi possono guardare e creare video clip musicali della durata massima di 60 secondi. Mimano le strofe delle canzoni musicali mentre ballano, aggiungono effetti speciali, parlano un linguaggio loro, offrono le loro performance . E così che il divario au- menta. Questo è l’applicazione del momento e per ora i «grandi» non l’hanno ancora sco- perta. E mentre il mondo degli adulti cerca di comunicare con i ragazzi utilizzando vecchi linguaggi, le tecnologie vanno avanti. E sem- bra quasi scontato dirlo ma finché l’approccio degli adulti non cambierà, si continuerà a non sapere quali strumenti usare per raggiunge- re la generazione Z, mentre l’unica cosa che bisognerebbe fare è un upgrade . Genitori ed educatori dallo stesso messaggio e dal me- dium diverso. A quale scopo? Per non perder- li. ( Claudia Catena, Ufficio stampa Ministe- ro dell’Istruzione) Noi, i giovani e i social In questo nuovo spazio della nostra rivista vorremmo aprire un colloquio diretto con i soci. È questo uno spazio di ascolto di vostre esperienze e proposte che volentieri socializziamo per promuovere tra i lettori un produttivo dibattito sui temi affrontati. Le lettere dovranno essere indirizzate a redazione@uciim.it oppure a Redazione La Scuola e l’Uomo, Via Crescenzio 25 - 00193 Roma Lettere al direttore (1) Vedi https://wearesocial.com/it/blog/2018/01/global-digital-report-2018 (2) Vedi http://musical.ly

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