Gennaio-Febbraio 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 31 l’interazione anche sul piano affettivo e dà accesso alla risoluzione dei compiti di svilup- po tipici dell’età che sostanzialmente consi- stono nell’affrontare la separazione e ricono- scere le proprie maturità, da quella sessuale a quella psichica, ri-creare gli standard rela- zionali e valoriali, rielaborare i fantasmi del proprio mondo interno, gestire l’angoscia per aprirsi alla fiducia nel futuro. Processo di crescita non facile, né auto- maticamente destinato al successo, ma pro- babilmente risultante di una quantità di fat- tori interni ed esterni nell’ambito dei quali la qualità del gruppo dei pari può fare la diffe- renza nella gestione dei rischi che l’età esi- ge di affrontare. La costruzione dell’identità infatti richiede la messa in discussione del- le certezze infantili e cambiano le modalità della crisi e di come affrontarla al cambiare del contesto. Il preadolescente si prepara al cambiamento e l’adolescente lo attua soddi- sfacendo la ricerca di situazioni eccitanti e al limite di… sopportando e sperimentando il senso di onnipotenza e il bisogno di trasgres- sione nell’azione, nell’ acting out . È l’azione che consente loro di gestire le sofferenze. È nel gruppo dei pari che essi sostanziano la zona di sviluppo prossimale con accesso al possibile, alla sperimentazione di comporta- menti, di azioni, di atti che contribuiscono a definire, contenendo allo stesso tempo il disorientamento, lo sviluppo e le scelte indi- viduali e responsabili. La PE e il senso di autoefficacia. Uno dei punti critici dello sviluppo indivi- duale riguarda l’area della fiducia in sé stes- si, nel cui processo di costruzione interviene una costellazione di fattori personali, fami- liari e sociali che l’argomento meriterebbe una trattazione separata. Tra gli stati della mente che maggiormen- te influenzano il buon esito dello sviluppo ri- troviamo il senso di autoefficacia, concetto sviluppato da Bandura (3) nell’ambito degli studi di psicologia socio-cognitiva. L’ auto- efficacia percepita per l’Autore corrisponde alle convinzioni circa le proprie capacità di organizzare ed eseguire le sequenze di azio- della conoscenza, finalizzata a sviluppare strategie e metodi più che contenuti, coin- volge il gruppo come laboratorio sociale che attiva la comprensione umana, che riconosce e valorizza le risorse di ciascuno, che riat- tualizza quei riti di passaggio che riassumo- no la filogenesi nell’ontogenesi individuale e che consente una destrutturazione psichica dell’adolescente meno dolorosa, con trava- glio misurato e rischi contenuti. I riferimenti teorici La PE e la zona di sviluppo prossimale La PE affonda le sue ragioni formative in numerosi approcci teorici, un richiamo obbli- gato è alla prospettiva sociale e storico-cul- turale di Vygotskij che spiega l’origine socia- le del pensiero e degli aspetti di conoscenza secondo la legge genetica generale dello sviluppo per la quale ogni funzione psichi- ca superiore appare due volte nello sviluppo culturale della persona: prima sul piano so- ciale poi su quello individuale, prima come categoria di funzionamento inter-psichico poi intra-psichico. La prevalenza dei processi sociali su quelli individuali si manifesta gra- zie al ruolo della zona di sviluppo prossimale che può essere definita come quell’area di funzionamento possibile al soggetto con l’a- iuto di un altro. L’interazione sociale attiva quelle funzioni che non operano ancora da sole, ma possono evidenziarsi con il supporto esterno. L’apprendimento è quindi un processo at- tivo di interiorizzazione della conoscenza dal contesto sociale a quello personale, dall’e- sterno all’interno. Dell’impalcatura teorica vygotskijana la PE valorizza la forza del gruppo dei pari, come contesto interattivo e generativo di co- noscenza. Il gruppo è il contesto sociale, il gruppo è, per il preadolescente-adolescente, simulacro di vita. È nel gruppo dei pari che si accende la coscienza dell’individualità, dell’autonomia – se reale o presunta dipende dalla natura del gruppo. È il gruppo che gui- da il cammino, che facilita l’ascesa al mon- do degli adulti. Ed è il gruppo che qualifica (3) A lbert B andura , A utoefficacia. Teoria e applicazioni , Trento, Erickson, 2000.
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