Gennaio-Febbraio 2020

LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 29 che deve avere un carattere compensativo e un valore sempre positivo. La buona corre- zione è figlia dell’empatia e complemento della valutazione (dar valore). Nella pedagogia corretta è presente la correzione, che aiuta a riconoscere l’errore, a riprovarlo per accedere ad una condotta migliore. Il buon docente punta al ravvedi- mento, alla presa di coscienza, alla respon- sabilizzazione. La punizione è rapida, non comporta pa- zienza e fatica; la correzione invece chiede pazienza, tempo e amore. La punizione ta- glia, distacca, allontana; la correzione è parte del dialogo, avvicina, manifesta fidu- cia e attesa senza irritazione . Correggere bene significa irrobustire i legami affettivi tra insegnante e alunno, soprattutto con i piccoli. Nei continui episodi in cui l’inse- gnante opera la correzione il suo intervento dev’essere teso ad ottenere maggiore con- sapevolezza e, dunque, un effetto formativo più evidente. L’apprendimento ha molte vie per pro- dursi : il buon ascolto e il rinforzo, l’espe- rienza, l’intuizione seguita dalla riflessione, la prova sia con esito positivo che erroneo. Si può apprendere molto anche dall’errore. La correzione efficace parte sempre da ciò che va bene non da ciò che è sbagliato; il sacrificio richiesto va sempre coniugato con lo sforzo di volontà e con l’indicazione di buoni ideali per evitare relativismo e indif- ferenza. Il fine della correzione è mirato all’ac- quisizione di un livello più elevato di perfe- zione in qualche settore dell’apprendimen- to o della formazione. La sofferenza subìta, l’umiliazione, la privazione del rispetto e della dignità, la limitazione della libertà personale, la messa in ridicolo davanti agli altri non sono forme della buona correzione ma modi depravati per esercitare sull’allievo la prepotenza e l’insulto, forieri poi di astio, di risentimento, di odio. La vera correzio- ne è uno strumento eletto dell’educazione, 65° incontro SIESC - FÉDÉRATION EUROPÉENNE D’ ENSEIGNANTS CHRÉTIENS «Scoprire i dettagli - invito a percorsi di apprendimento trascurati» Korbielów, Polonia - da lunedì 20 a sabato 25 luglio 2020 Président: Alin Tat e-mail: alintat1@yahoo.com / Secrétaire générale: Annelore Hecker e-mail: A-Hecker@freenet.de - info@siesc.eu www.siesc.eu ---------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Tema: Ci occuperemo dello sviluppo delle conoscenze e delle capacità del nostro intelletto, del modo in cui lavoriamo e influenziamo con il nostro modo di insegnare. Si dovrebbe prestare maggiore attenzione alle capacità di insegnare attraverso i cinque sensi. In un mondo dove tutto si sta accelerando gli studenti non hanno il tempo e la capacità di prestare attenzione ai dettagli. Quindi, se vogliamo insegnare meglio, dobbiamo insegnare più lentamente. In tre lezioni, esperti polacchi si concentreranno su «Cervello creato in cooperazione», «Disegnare la natura» e «Educazione nella foresta - trovare relazioni». Nel pomeriggio sono previsti workshop di lavoro più manuale, per esempio di calligrafia. Nei gruppi linguistici possiamo trarre conclusioni dalle nostre esperienze e sviluppare suggerimenti. L’escursione facoltativa dell’ultimo giorno ci porterà a Cracovia. Dagli aeroporti di Cracovia e Katowice raggiungeremo il luogo dell’incontro in treno e in autobus. Gli inviti includeranno possibili percorsi per raggiungere il luogo di soggiorno. Prezzo per persona: - sessione di lavoro: per i membri del SIESC 330 € in camera doppia, 360 € in camera singola; per coloro che non sono membri del SIESC 355 o 385 € - escursione facoltativa: 70 € in camera doppia, 76 € in camera singola Per informazioni più dettagliate vedere sul sito UCIIM o rivolgersi a Aleksandra Sawicka: ola@ szkolamontessori.com.pl

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