Gennaio-Febbraio 2020
LA SCUOLA E L’UOMO - Anno LXXVII - Numero 1-2 - Gennaio-Febbraio 2020 26 Governo appronti, nei termini e con le mo- dalità ritenute più opportune, un piano di formazione ed educazione digitale rivolto ai cittadini in aggiunta a quello previsto dal novellato art. 13 del CAD per i dirigenti e dipendenti pubblici ». I moniti dell’organo apicale della Giusti- zia Amministrativa tracciano dunque la via dei futuri interventi che dovranno essere predisposti per superare il digital divide che ancora colpisce fortemente il Paese, al fine di rendere concretamente effettivi i diritti che costituiscono il fulcro della cittadinanza digitale. Nei prossimi anni, infatti, se il nostro Paese vorrà realmente « innalzare e miglio- rare il livello delle competenze digitali in tutte le fasi dell’istruzione e della forma- zione per tutti i segmenti della popolazio- ne » - aderendo quindi alle raccomandazioni provenienti dall’UE - sarà necessario imple- mentare fortemente il sistema di infrastrut- ture digitali del Paese, tramite un impre- scindibile investimento economico nonché pianificare un complessivo programma di formazione, educazione ed alfabetizzazio- ne digitale della cittadinanza, sostanzial- mente impossibile in assenza del supporto e dell’apporto partecipativo del sistema edu- cativo nazionale. D’altronde, in mancanza di interventi di tal fatta, la cittadinanza digitale, rischia di diventare un privilegio per pochi e non un diritto di tutti. dal citato art. 8 del CAD - l’alfabetizzazione informatica della cittadinanza. Si tratta, peraltro, di circostanze che sono state anche rilevate dal Consiglio di Stato in sede di espressione dei pareri di propria competenza, in precedenza richia- mati (9). Sotto il primo dei due profili i Giudici di Palazzo Spada hanno, infatti, evidenziato che « il successo dell’iniziativa cui è rivolto il decreto legislativo dipenderà anche dal grado di efficienza e di ammodernamento della rete tecnologica e cioè dall’effettiva penetrazione sul territorio delle infrastrut- ture digitali », rilevando quindi che l’ampiez- za di tale problematica avrebbe comportato la necessità di « programmare delle spese aggiuntive rispetto a quelle previste per il settore, rendendo non perseguibile l’obiet- tivo di procedere nell’intervento normati- vo de quo a costo zero e, cioè, tramite il solo utilizzo di risorse economiche e di per- sonale già a disposizione dei singoli organi dell’Amministrazione », atteso che « la man- cata individuazione delle modalità con cui reperire le risorse necessarie per realizzare gli obiettivi programmati potrebbe, come peraltro già accaduto, pregiudicare l’esito della riforma stessa ». Inoltre, in relazione alla necessità di in- crementare la conoscenza, da parte della cittadinanza, dei mezzi tecnologici e digitali a sua disposizione, il Consiglio di Stato ha evidenziato con forza la necessità che « il (9) Cfr. supra , nota n. 7.
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